venerdì 2 ottobre 2026

ENEA aggiorna guide ad ecobonus al 23/09/2029 , definendo i diversi parametri di accesso dal 04/02/2026

 ENEA aggiorna guide ad ecobonus al 23/09/2029 , 

definendo i diversi parametri di accesso dal  04/02/2026





Pompe di calore: ai requisiti tradizionali si aggiungono quelli stagionali

Il Vademecum distingue espressamente i due regimi:

  • prima del 4 febbraio 2026: rispetto dei valori minimi di COP/GUE e, se l’apparecchio fornisce anche climatizzazione estiva, EER, previsti dall’Allegato F del D.M. 6 agosto 2020;
  • dal 4 febbraio 2026: oltre ai precedenti valori, rispetto delle condizioni relative a SCOP, SEER e SPER e dell’efficienza stagionale ηs, secondo i requisiti pertinenti alla tecnologia.

Resta la condizione che l’intervento si configuri come sostituzione integrale o parziale dell’impianto di climatizzazione invernale esistente, anziché come nuova installazione. 


Scaldacqua a pompa di calore: dal 4 febbraio almeno classe A

Per la sostituzione degli scaldacqua tradizionali, ENEA indica COP superiore a 2,6, misurato secondo UNI EN 16147. Per gli interventi iniziati dal 4 febbraio 2026 richiede anche classe energetica A o superiore.

Il requisito sul COP era già presente nella scheda precedente; la classe A va evidenziata come condizione aggiuntiva legata alla nuova decorrenza. 

Sistemi ibridi: controllare le prestazioni di entrambe le componenti

Il sistema ibrido deve comprendere una pompa di calore integrata con una caldaia a condensazione, concepite per funzionare in abbinamento, e sostituire integralmente o parzialmente il vecchio impianto.

Dal 4 febbraio 2026, ENEA richiama:

  • per la pompa di calore, requisiti di SCOP e SPER aggiuntivi rispetto ai valori minimi di COP/GUE;
  • per la caldaia a condensazione fino a 400 kW, efficienza stagionale ηs superiore al 90%;
  • per la caldaia oltre 400 kW, rendimento η100 superiore al 98%. 

Resta il rapporto tra potenza termica utile nominale della pompa di calore e della caldaia, minore o uguale a 0,5. 

Prima dell’acquisto occorre dunque verificare la documentazione del sistema completo e la sua coerenza con il progetto.

Biomasse: cambia anche quali interventi possono accedere all’Ecobonus

Per i generatori a biomassa il cambiamento riguarda l’ammissibilità dell’intervento, oltre alle caratteristiche del nuovo apparecchio.

Il Vademecum consente integrazioni o nuove installazioni in edifici esistenti soltanto per lavori iniziati prima del 4 febbraio 2026. Per quelli avviati da tale data, l’edificio deve essere già dotato di impianto di climatizzazione invernale.

Il documento richiede inoltre:

  • generatore a biomassa di classe ambientale 5 stelle o superiore;
  • sostituzione di generatori a biomassa, carbone, olio combustibile o gasolio;
  • per la sostituzione di generatori a GPL o gas naturale, emissioni di particolato primario PP10 non superiori a 1 mg/Nm³ per il nuovo generatore a biomassa. 

La certificazione del nuovo prodotto non esaurisce quindi il controllo: servono anche informazioni sul generatore sostituito e sul suo combustibile.

Solare termico: verificare il quadro aggiornato senza confondere i requisiti già esistenti

Per i collettori solari, il Vademecum richiama l’Allegato IV del D.Lgs. 199/2021, modificato dal D.Lgs. 5/2026 per i lavori iniziati dal 4 febbraio, insieme al D.M. 6 agosto 2020.

Restano centrali producibilità specifica, certificazione Solar Keymark e garanzie dei componenti, con le alternative previste per particolari tipologie di impianto.

Questi elementi non sono tutti nuovi: certificazione, garanzie e valori di producibilità erano già presenti nel Vademecum ENEA del 2021. L’aggiornamento va quindi letto come riferimento per verificare l’intervento nel quadro normativo applicabile, evitando di attribuire al 2026 ogni prescrizione elencata.

Microcogeneratori: dal 4 febbraio alimentazione da fonti rinnovabili

Per i microcogeneratori, ENEA indica che gli interventi iniziati dal 4 febbraio 2026 devono riguardare impianti alimentati da fonti rinnovabili, in accordo con il D.Lgs. 5/2026.

Restano richiesti un risparmio di energia primaria PES almeno pari al 20% e l’utilizzo di tutta l’energia termica prodotta per climatizzazione e acqua calda sanitaria.



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