sabato 19 novembre 2011

I PROGETTI DEL GOVERNO MONTI

Mario Monti fa il bis. Dopo la fiducia "bulgara" conquistata giovedì al Senato con 281 voti a favore e 25 contrari, anche alla Camera il Professore ha quasi fatto l'en plein con 556 «sì» e 61 «no». Numeri che gli consegnano ufficialmente l'incarico a Palazzo Chigi come sessantunesimo presidente del Consiglio dell'Italia repubblicana. Al termine della seconda fiducia al governo Monti, i partiti si sono ufficialmente schierati: in maggioranza si siederanno Pdl, Pd, Terzo Polo e gruppo Misto, all'opposizione starà solamente la Lega che da ieri è rimasta anche l'unica forza politica a chiedere con insistenza «elezioni anticipate»."Dal punto di vista della nostra operativita' immediata ha affermato Monti - posso dire che terremo un Cdm lunedi' mattina per adottare uno schema non definitivo di Dlgs su Roma capitale perche' possa partire l'esame nelle commissioni parlamentari e nella Conferenza Stato-Regioni-Citta'". Nel Cdm di lunedi' "non avverra' la nomina dei vice ministri e dei sottosegretari, per cui prenderemo qualche giorno ancora", ha chiarito il presidente del Consiglio sottolineando che la scelta dei nomi "sara' ispirata al criterio di sobrieta' e di competenza che mi sembra sia stata riconosciuta" per i ministri.

Il presidente del Consiglio ha fatto sapere che presto (giovedì) si incontrerà a Strasburgo con Angela Merkel e Nicolas Sarkozy "per avere permanentemente il contributo dell'Italia nella soluzione dei problemi dell'Euro". Un "incontro informale", un "incontro a tre", senza un "ordine del giorno", ha sottolineato Monti. "Mi e' stato chiesto dai due colleghi, dovro' abituarmi a dire cosi', di dare un contributo di idee oltre che di partecipare alla discussione che avremo a Strasburgo". Martedì prossimo inoltre, Monti incontrerà a Bruxelles il presidente della Commissione Ue, Jose' Manuel Barroso, e il presidente del Consiglio europeo Herman Achille Van Rompuy.

Per quanto riguarda la manovra in ITALIA i punti :

Sì alla contrattazione aziendale, via i contratti atipici. Si studia la riforma fiscale.

Ici, pensioni, contratti di lavoro, liberalizzazioni. Che potrebbe tradursi anche con tasse, tagli e incentivi allo sviluppo. Ieri alla Camera il nuovo presidente del Consiglio Mario Monti ha illustrato le misure che intende prendere il nuovo esecutivo per riportare in ordine i conti e cercare di rimettere in moto il Paese. Ecco le principali nel dettaglio.

Pensioni, via quelle di anzianità

Inevitabile l’intervento sulla previdenza, troppo a lungo rimandato dal governo Berlusconi. Nel suo discorso alla Camera il presidente del Consiglio ha detto che il nostro sistema, nel complesso, è tra i più “sostenibili” di Europa. C’è però il nodo riguarda le pensioni di anzianità - caso unico nell’area Ue - che consentono a chi ha 40 anni di lavoro di andare in pensione anche a 60 anni.

Uscite volontarie da 63 anni, addio al sistema retributivo

Il ministro del Lavoro Elsa Fornero pensa di operare introducendo l’uscita dal lavoro “a scelta”. Il lavoratore potrà decidere di andare in pensione a partire da 63 anni, fino a 70. Più tardi lascerà il lavoro, più cospicuo sarà il suo assegno.
Non solo. L’ipotesi di intervento punta a modificare anche l’attuale sistema di calcolo dell'assegno mensile. Per chi aveva 18 anni di lavoro nel 1996 l’assegno mensile viene oggi calcolato con il sistema retributivo-contributivo, cioè sulla base dei contributi versati e dello stipendio percepito. Eliminando dal calcolo il sistema retributivo il calcolo verrebbe fatto sui soli contributi versati. Il che equivale, inevitabilmente, a pensioni più basse.Si discute del passaggio al sistemacontributivo pro rata (si riceverà quello che è stato versato), un innalzamento della “quota” (la somma tra età anagrafica e contributiva) dall’attuale quota 96 a quota 100 entro il 2015 con un aumento graduale di uno scalino ogni anno e l’introduzione di incentivi per chi andrà in pensione più tardi.

Aliquote più vicine e tagli dei privilegi

Al ministero stanno pensando anche di modificare le attuali aliquote previdenziali (che oggi sono del 33% sul salario per i i dipendenti, del 20-21% per i lavoratori autonomi e del 27,7% per i parasubordinati), avvicinandole.
Infine, è allo studio il taglio dei privilegi che interesserà il vitalizio dei parlamentari e degli altri incarichi pubblici.

Lavoro, sì alla contrattazione aziendale

La riforma del mercato del lavoro riguarderà giovani e neoassunti. Monti ha spiegato che tutto avverrà dopo una trattativa con le parti sociali, ma continuerà il sostegno alla contrattazione aziendale regolata lo scorso giugno dall’accordo tra governo Berlusconi e parti sociali.
La riforma si ispirerà al modello del giuslavorista Piero Ichino, basato sul superamento delle disparità tra chi è tutelato da un contratto a tempo indeterminato e l‘esercito dei nuovi lavoratori precari. E’ la filosofia del contratto unico: superamento dei contratti a progetto e a termine, contratti a tempo indeterminato per tutti, ma con delle differenze rispetto all’attuale.

Tempo indeterminato ma possibilità di licenziare

Il datore di lavoro potrà però licenziare i neoassunti per un periodo di tempo iniziale (non è chiaro quanto, forse 24 o 36 mesi), pagando un’indennità monetaria. Superato il termine fissato, il lavoratore accede alle tutele più forti di cui godono gli altri, che non saranno modificate. In programma anche una riforma sugli ammortizzatori sociale, che però, visto il bilancio dello Stato, non sarà di immediata attuazione.

L’ici già dal 2012, ritocco sull’Iva ma meno imposte sul lavoro

Del ritorno dell’Ici si è già parlato tanto. Monti ieri non ha lasciato spazio a dubbi: l’imposta sulla prima casa sarà reintrodotta. Come aveva anticipato il governo precedente nella lettera alla Commissione europea, molto probabilmente l’Ici sarà inglobata nella nuova Imu (l’imposta municipale unica) e garantirà un gettito di almeno 3,5 miliardi. In aggiunta dovrebbero essere rivalutate le rendite catastali , e potrà partire già dal 2012. .Si è parlato anche di un nuovo ritocco dell’Iva al 10 al 21%, e di una possibile patrimoniale, questa ipotesi è però osteggiata dal Pdl.
In compenso Monti ha detto che l’esecutivo sta pensando a una riduzione delle imposte e dei contributi sul costo del lavoro e sulle attività produttive, che potrebbero essere finanziati da una patrimoniale.Sarà rafforzata la lotta all’evasione fiscale, partendo da misure come l’abbassamento della soglia di tracciabilità: un’ipotesi è quella di permettere pagamenti in contanti solo fino a 300 euro.


Liberalizzazioni, più facile creare un’impresa


Sull’altro piatto della bilancia c’è il rilancio dell’economia, condizione dettata già da Bruxelles per uscire dall’impasse. Il governo sta studiando misure per facilitare la nascita e lo sviluppo delle imprese, migliorare l’efficienza dei servizi pubblici, favorire l’inserimento dei giovani e delle donne nel mercato del lavoro.
Monti ha parlato di liberalizzare le professioni, utilizzare i fondi dell’Ue per il Sud, rafforzare l’Antitrust e rivedere il sistema fiscale, passando per il rafforzamento dell’Antitrust e la liberalizzazione delle professioni, puntano alla crescita. Si aspetta di vedere come, in concreto, l’esecutivo attuerà queste riforme.

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