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mercoledì 20 giugno 2012

Assunzioni al Sud: parte il credito di imposta (investireoggi)


Operativo il credito di imposta per le assunzioni al Sud, nato con il Decreto sviluppo 2011 e modificato dal recente decreto semplificazioni del Governo Monti.
Pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto interministeriale del 24 maggio 2012, con cui è diventato operativo il credito di imposta che si qualifica come uno strumento entrante nelle agevolazioni per le assunzioni al Sud.
Agevolazioni assunzioni al Sud
Un incentivo questo destinato a favorire l’occupazione nelle aree del mezzogiorno d’Italia, ossia Calabria, Campania, Basilicata, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. E’ rivolto all’assunzione di lavoratori svantaggiati o molto svantaggiati, effettuate e da effettuarsi tra il 14 maggio 2011 e il 13 maggio 2013, dai datori di lavoro che assumono lavoratori nelle Regioni suddette. Ad essere esclusi dall’applicazione del credito in questione sono le Pubbliche amministrazioni e le persone fisiche non esercenti attività d’impresa né arti e professioni.
 Agevolazioni assunzioni al Sud: i lavoratori interessati
Il credito d’imposta spetta in particolare per le assunzioni di lavoratori dipendenti a tempo indeterminato che costituiscono un incremento del numero di lavoratori a tempo indeterminato mediamente occupati, nelle stesse Regioni, nei 12 mesi precedenti alla data di assunzione. L’incremento occupazionale deve  verificarsi anche rispetto al numero dei lavoratori a tempo indeterminato complessivamente impiegati dal datore di lavoro e va mantenuto per almeno 3 anni, nel caso di grandi imprese, oppure per 2 anni, nel caso delle piccole e medie imprese.
Credito di imposta assunzioni al Sud: accesso
I soggetti interessati alla fruizione del credito d’imposta devono inoltrare un’apposita istanza alle Regioni. Saranno proprio le singole regioni a dover stabilire le modalità e i termini per questa fruizione ed erogazione del credito entro 30 giorni.

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mercoledì 16 maggio 2012

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domenica 13 maggio 2012

Bonus fiscale per il Sud, sgravi fiscali per chi assume i meridionali (economia-tuttogratis)

In periodo di crisi economica si acuisce ancora di più il divario tra Nord e Sud dell’Italia, e per evitare la marginalizzazione delle regioni meridionali il governo Monti è al lavoro su una serie di iniziative. Rilancio dell’imprenditorialità e agevolazioni fiscali per chi assume in maniera regolare, questi i cardini dell’azione rivolta soprattutto ad Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna. Vediamo di cosa si tratta nello specifico.La misura centrale sarà un bonus fiscale datori di lavoro che assumeranno personale “svantaggiato ” a tempo indeterminato nel periodo tra il 14 maggio 2011 e il 13 maggio 2013, nelle regioni sopra citate. Il consiglio dei ministri sull’argomento ha rotto ogni indugio, sottolineando la necessità di “regole chiare per il credito d’imposta finalizzato alla creazione di nuovo lavoro stabile nel Mezzogiorno. Il beneficio consiste in un bonus fiscale spettante nella misura del 50% dei costi salariali, da utilizzare in compensazione”.
Le regole di questo provvedimento sono state fissate dal ministro dell’Economia e delle Finanze, dopo una fase di concertazione con il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali e quello per la Coesione territoriale. Lo scopo primario è favorire “le opportunità di impiego per queste particolari categorie di lavoratori, incrementando la base occupazionale delle imprese che li assumono, secondo un indirizzo condiviso dall’Unione europea in quanto non lesivo dei principi di libera concorrenza disposti dai trattati”.
Per finanziare il bonus fiscale il governo ha deciso di stanziare 142 milioni di euro del Fondo sociale europeo, attraverso la riprogrammazione dei fondi strutturali comunitari già disposta con il piano d’azione del 15 dicembre 2011. Ma chi sono questi lavoratori svantaggiati e soprattutto quali sono le modalità di fruizione delle agevolazioni?
Lavoratori svantaggiati: secondo la definizione della Commissione europea, nella classificazione rientra:
- chi non ha un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi;
- chi non possiede un diploma di scuola media superiore o professionale;
- lavoratori che hanno superato i 50 anni di età;
- chi vive solo con una o più persone a carico;
- i lavoratori occupati in professioni o settori caratterizzati da un tasso di disparità uomo-donna (che risultano da apposite rilevazioni Istat);
- chi è membro di una minoranza nazionale.
Sono invece definiti “molto svantaggiati” i lavoratori privi di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi.
Bonus fiscale, in cosa consiste? L’agevolazione si traduce nel concreto in un credito d’imposta spendibile nella misura del 50% dei costi salariali sostenuti nei 12 mesi successivi all’assunzione di ogni lavoratore svantaggiato e nei 24 mesi successivi all’assunzione di ogni lavoratore molto svantaggiato. La quota bonus verrà calcolata sulla differenza tra il numero dei dipendenti a tempo indeterminato rilevato su base mensile e il numero dei lavoratori a tempo indeterminato nei dodici mesi precedenti alla data dell’assunzione. Qualora l’assunzione avvenga con contratto di lavoro a tempo parziale, il credito verrà rilasciato in proporzione alle ore prestate rispetto a quelle previste dal contratto nazionale.
Modalità di fruizione del bonus: i termini e le modalità saranno stabiliti dalle singole regioni attraverso decreto dirigenziale, da adottare entro 30 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento attuativo della legge. Il credito d’imposta sarà utilizzabile esclusivamente in compensazione, attraverso il modello F24, e il totale di 142 milioni di euro stanziati verranno così ripartiti: Abruzzo 4 mln; Molise 1; Basilicata 2; Campania 20; Calabria 20; Puglia 10; Sicilia 65; Sardegna 20.