Con D.M. 3 del 02/03/2026 (QUI)
recependo la legge di bilancio 2026 (QUI)
Con il
INPS in attesa di approvazione del nuovo DPCM ISEE implementa il portale INPS , permettendo la visone dell’ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione, introdotto dall’articolo 1, comma 208, della legge 30 dicembre 2025, n. 199 (legge di Bilancio 2026).
2. ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione
Per il calcolo dell’ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione il citato articolo 1, comma 208, della legge di Bilancio 2026 modifica in modo più favorevole la soglia (di seguito, franchigia) prevista dall'articolo 5, comma 2, quarto periodo, del Regolamento ISEE, che riduce il valore dell’immobile in cui risiede il nucleo familiare ISEE, e prevede delle maggiorazioni della scala di equivalenza più favorevoli in relazione alla presenza di figli nel nucleo familiare.
In particolare, nel calcolo dell’ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione:
ISEE 2026, cosa cambia:
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| circ 4e/2025 (QUI) |
Il Bonus elettrodomestici 2025 è stato ufficializzato con la legge di Bilancio 2025 e si rivolge a chi ha necessità di rinnovare gli apparecchi compatibili e rientra nei requisiti. Non c'è ancora una data precisa, ma essendo che il click day, ovvero la raccolta delle adesioni, dovrà avvenire entro 60 giorni dall’entrata in vigore della Legge di Bilancio (caduta il 1 gennaio), il dito è puntato sull'ultima settimana del mese di febbraio. L'ufficialità arriverà verosimilmente a breve, con un decreto congiunto del ministero delle Imprese e del Made in Italy e del ministero dell’Economia e delle Finanze.
L'obiettivo è quello di fornire un aiuto alle famiglie prestando un occhio di riguardo all'origine degli apparecchi e al loro consumo energetico: si potrà pescare dai cataloghi dei vari brand che producono in Europa con l'obbligo di un'efficienza energetica almeno di classe B. Inoltre, contestualmente al nuovo acquisto verrà richiesto di consegnare quello vecchio, così da favorire lo smaltimento dei dispositivi obsoleti e non più energeticamente convenienti.
La somma ottenibile è fino al 30% di rimborso sul costo dell'elettrodomestico oppure fino a un massimo di 100 euro per tutti e 200 euro per famiglie con isee sotto i 25.000 euro.
Il limite è quello di un solo elettrodomestico per nucleo, ma dato che i fondi sono complessivamente di 50 milioni di euro è facile immaginare che il click day avrà durata breve e che solo una piccola fetta dei richiedenti potrà ottenere quanto desiderato.
fonte wired
Un emendamento alla legge di Bilancio recupera la situazione per oltre 200 Comuni che erano andati oltre i termini stabiliti per il 2023.
Sono 211 i Comuni che hanno pubblicato in ritardo, rispetto al termine del 28 ottobre, la delibera Imu per il 2023.
La legge di bilancio , per sanare eventuali ammanchi dei comuni , ha prorogato la scadenza della pubblicazione delle delibere entro il 30 novembre 2023.
Nei Comuni interessati da questo cambiamento, comunque, si andrà al saldo con le aliquote 2022. L’eventuale differenza andrà versata entro il 29 febbraio prossimo.
«Solo per il 2023, in deroga alla normativa vigente, le delibere regolamentari e di approvazione delle aliquote e delle tariffe sono tempestive
– si legge nell’emendamento citato dall’ANSA –
se inserite nel portale del federalismo fiscale entro il 30 novembre 2023»
per questo motivo, il termine per la pubblicazione delle delibere, ai fini dell’acquisizione della loro efficacia, è fissato al 15 gennaio 2024.
La norma inserita nella Manovra potrebbe dunque avere un impatto sui cittadini chiamati a versare la seconda rata dell’Imu entro il 18 dicembre: se infatti le nuove aliquote comporteranno una differenza positiva, «i contribuenti saranno di nuovo chiamati alla cassa entro il 29 febbraio 2024 (senza sanzioni e interessi)», mentre se si ha una differenza negativa, allora scatta il rimborso per il cittadino dovuto secondo le regole ordinarie.
fonte SOLE24ORE , QUIFINANZA ,
Con l’ultima legge di bilancio è stata autorizzata per l’anno 2021 la spesa di 50 milioni di euro per la concessione di un contributo a fondo perduto a favore dei locatori di immobili a uso abitativo che riducono l’importo del canone stabilito nel contratto di locazione.
L’importo del contributo è riconosciuto fino al 50% della riduzione del canone ma entro il limite massimo annuale di 1.200 euro per ogni locatore.