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domenica 26 aprile 2015
fisco 2015 circolare interpretativa ( DETRAZIONI ) la circ.17/e 24-04-2015
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martedì 18 giugno 2013
giovedì 23 agosto 2012
Tetto spesa per i libri di testo 2012/13 per primaria e secondaria I e II grado
Il MIUR ha emanato il DD.MM n.ri 42 e 43 del 11 maggio 2012 con il quale definisce i prezzi di copertina dei libri di testo della scuola primaria e tetti di spesa per le adozioni libri di testo negli Istituti d’Istruzione secondaria di I e di II grado, per l’anno scolastico 2012/2013.
D.M. 43
Libri di Testo 2012/2013 - Prezzi di copertina dei libri di testo della scuola primaria e tetti di spesa per le adozioni libri di testo negli Istituti d'Istruzione secondaria di I e di II grado, per l'anno scolastico 2012/2013.
(11 maggio )
Libri di Testo 2012/2013 - Prezzi di copertina dei libri di testo della scuola primaria e tetti di spesa per le adozioni libri di testo negli Istituti d'Istruzione secondaria di I e di II grado, per l'anno scolastico 2012/2013.
(11 maggio )
D.M. 42
Libri di Testo 2012/2013 - Prezzi di copertina dei libri di testo della scuola primaria e tetti di spesa per le adozioni libri di testo negli Istituti d'Istruzione secondaria di I e di II grado, per l'anno scolastico 2012/2013.
(11 maggio )
Libri di Testo 2012/2013 - Prezzi di copertina dei libri di testo della scuola primaria e tetti di spesa per le adozioni libri di testo negli Istituti d'Istruzione secondaria di I e di II grado, per l'anno scolastico 2012/2013.
(11 maggio )
Gli Istituti sono tenuti a non superare (il Ministero consente uno sforamento al massimo del 10%).
Scuola secondaria di I grado (scuole medie)
| ||
1ª classe
|
2ª classe
|
3ª classe
|
€ 294
|
€ 117
|
€ 132
|
TETTI LIBRI DI TESTO A.S: 2012/2013
Scuola secondaria di II grado (scuole superiori) – classi a nuovo ordinamento
| ||||
Tipologia di scuola
|
I anno
|
II anno
|
III anno
| |
Licei
|
Classico
|
€ 335
|
€ 193
|
€ 382
|
Scientifico
|
€ 320
|
€ 223
|
€ 320
| |
Scientifico – opzione scienze applicate
|
€ 304
|
€ 208
|
€ 320
| |
Artistico
|
€ 274
|
€ 183
|
€ 258
| |
Scienze umane
|
€ 320
|
€ 183
|
€ 310
| |
Scienze umane – opzione economico-sociale
|
€ 320
|
€ 183
|
€ 310
| |
Linguistico
|
€ 335
|
€ 193
|
€ 310
| |
Musicale e Coreutico – sez. musicale
|
€ 284
|
€ 183
|
€ 304
| |
Musicale e Coreutico – sez. coreutica
|
€ 264
|
€ 163
|
€ 304
| |
Istituti tecnici
|
settore economico
|
€ 304
|
€ 208
|
€ 288
|
settore tecnologico
|
€ 320
|
€ 223
|
€ 310
| |
Istituti professionali – settore servizi
|
Servizi per agricoltura e sviluppo rurale
|
€ 274
|
€ 163
|
€ 206
|
Servizi socio-sanitari
|
€ 254
|
€ 147
|
€ 203
| |
Servizi socio-sanitari - articolazione odontotecnico e ottico
|
€ 269
|
€ 152
|
€ 203
| |
Servizi enogastronomia e ospitalità alberghiera
|
€ 299
|
€ 162
|
€ 198
| |
Servizi commerciali
|
€ 254
|
€ 162
|
€ 226
| |
Istituti professionali – settore industria e artigianato
|
Produzioni industriali e artigianali
|
€ 254
|
€ 147
|
€ 167
|
Manutenzione e assistenza tecnica
|
€ 244
|
€ 142
|
€ 167
| |
Scuola secondaria di II grado (scuole superiori) – classi a vecchio ordinamento
| ||
Tipologia di scuola
|
IV
anno
|
V
anno
|
Liceo Classico
|
€ 315
|
€ 325
|
Istituto Magistrale*
|
€ 236
|
€ 248
|
Liceo Scientifico
|
€ 288
|
€ 310
|
Liceo Artistico
|
€ 196
|
€ 206
|
Istituto d’Arte
|
€ 176
|
€ 159
|
Istituto Tecnico Aeronautico
|
€ 226
|
€ 149
|
Istituto Tecnico Agrario**
|
€ 288
|
€ 191
|
Istituto Tecnico Commerciale
|
€ 248
|
€ 226
|
Istituto Tecnico Attività Sociali
|
€ 248
|
€ 196
|
Istituto Tecnico Industriale
|
€ 253
|
€ 221
|
Istituto Tecnico Nautico
|
€ 258
|
€ 236
|
Istituto Tecnico Geometri
|
€ 273
|
€ 226
|
Istituto Tecnico Turismo
|
€ 258
|
€ 216
|
Istituto Professionale Agricoltura
|
€ 186
|
€ 144
|
Istituto Professionale Commercio e Turismo
|
€ 186
|
€ 134
|
Istituto Professionale Servizi Sociali
|
€ 186
|
€ 124
|
Istituto Professionale Servizi Alberghieri
|
€ 221
|
€ 134
|
Istituto Professionale Industria e Artigianato
|
€ 176
|
€ 129
|
* Riguarda gli indirizzi specializzati attivati presso gli ex istituti magistrali (socio-psico-pedagogico, scienze sociali ecc.).
** L’Istituto Tecnico Agrario comprende un sesto anno di corso per il quale viene stabilita la spesa di € 91,00.
mercoledì 25 aprile 2012
Spese di istruzione nel modello 730: domande e risposte
D. Le spese per l’iscrizione all’università online o telematica sono detraibili? R. L’università online o telematica è semplicemente un’università privata. La norma prevede che le spese sostenute per la frequenza di corsi di istruzione universitaria siano detraibili. Queste comprendono sia le tasse di immatricolazione sia di iscrizione, anche se riferite ad anni fuori corso, più
... [CONTINUA] ...
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giovedì 2 febbraio 2012
STUDENTI E DOTTORANDI.. TUTTE LE AGEVOLAZIONI FISCALI! FACCIAMO RISPARMIARE I NOSTRI GENITORI

Sono passati alcuni anni dall'introduzione di varie norme fiscali a "vantaggio" degli Studenti universitari. Queste disposizione vanno a beneficio, nella maggior parte dei casi, del nucleo famigliare, meglio dei genitori, che ottengono delle detrazioni fiscali e quindi un RISPARMIO. Se consideriamo la congiuntura economica che stiamo vivendo e la crescita esponenziale delle spese per mantenere un figlio all'università, è indispensabile sapere come è possibile minimizzare le spese, almeno in termini fiscali.
Questo documento vuole essere una “guida” sintetica e di facile comprensione del sistema di agevolazioni previste, per permettere a noi studenti (se siamo distaccati dal nucleo famigliare) ed ai nostri genitori di beneficiare di alcune agevolazioni, che si traducono in risparmio. Considerata la pressione fiscale dello Stato Italiano (una delle più alte del globo), anche e soprattutto per le famiglie che esprimono un reddito basso/normale, è fondamentale che tutti vengano a conoscenza di queste importanti norme, dove Azione Universitaria, ha dato un importante contributo, iniziale, di idee e proposte.
Infine questo documento vuole essere, anche, una risposta al Prof. Martone il quale ha definito gli studenti che si laureano in ritardo degli sfigati. Come ho sempre sostenuto, il Prof. non ha considerato e continua a non considerare le cause dei ritardi. Oggi quasi il 40% degli universitari Italiani accosta allo studio il LAVORO. Per non parlare degli sbocchi lavorati che l’università, oggi, non garantisce e che proprio Martone, in quanto vice ministro del lavoro, dovrebbe risolvere.
Veniamo alle agevolazioni previste:
CANONI DI LOCAZIONE PER ALLOGGI PRESSO LA SEDE UNIVERSITARIA
Le spese sostenute per i Canoni di Affitto, si riferiscono SOLO agli Studenti universitari FUORI SEDE e agli studenti iscritti in un’Università ESTERA (in quest’ultimo caso l’Ateneo Estero deve essere dislocato in uno stato dell’Unione Europea e in uno dei Paesi aderenti all’Accordo sullo spazio economico Europeo). I REQUISITI necessari per fruire dell’agevolazione sono i seguenti:
Ubicazione dell’Università a 100 Km dal luogo di RESIDENZA (si prende in considerazione la via più breve è calcolata in riferimento a una qualsiasi via di comunicazione esistente, ad esempio sia stradale che ferroviaria);
Ubicazione dell’Università in una provincia diversa da quella di RESIDENZA;
Domicilio presso un’abitazione ubicata nella città dell’Ateneo frequentato;
Contratto di Locazione REGISTRATO.
La detrazione IRPEF prevista è pari al 19% del Canone di Affitto Annuale e comunque non può essere superiore a 500,00 euro (CINQUECENTO/00 euro). Se ad esempio corrispondiamo un canone di 400,00 euro mensili, dal canone annuale (400,00 x 12 = 4.800,00 €) non scaricheremo 912,00 euro (4.800,00 * 0.19) ma sempre e comunque 500,00 euro.
Sono ricompresi i Canoni di Locazione derivanti da:
Contratti di Locazione;
Contratti di Ospitalità;
Atti di assegnazione in godimento o locazione stipulati con ENTI PER IL DIRITTO ALLO STUDIO – UNIVERSITÀ – COLLEGI UNIVERSITARI LEGALMENTE RICONOSCIUTI – ENTI SENZA FINE DI LUCRO – COOPERATIVE;
Non è ammessa l’agevolazione fiscale per i contratti di SUBLOCAZIONE.
SPESE PER ISCRIZIONE UNIVERSITARIA
La detrazione prevista per le Spese di Iscrizione all’Università sono pari al 19%. Nel caso di Università PRIVATE e/o ESTERE - l’Ateneo Estero deve essere dislocato in uno stato dell’Unione Europea e in uno dei Paesi aderenti all’Accordo sullo spazio economico Europeo – il LIMITE è fissato nelle spese che si sosterrebbero per la frequenza di CORSI ANALOGHI tenuti presso un’Università PUBBLICA Nazionale. Ad esempio se l’iscrizione al corso di laurea in Economia dell’Università Pubblica XXX, ammonta a 2.000,00 euro, con una detrazione di 380,00 euro (2.000,00 * 0.19), la detrazione per le spese di iscrizione del corso analogo – sempre in Economia – nell’Università Privata YYY, anche se superiore, non potrà superare i 380,00 euro;
SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE
La detrazione prevista per le Spese di Iscrizione all’Università sono pari al 19%;
MASTER
La detrazione prevista per le Spese di Iscrizione all’Università sono pari al 19%;
NOTE
Le AGEVOLAZIONI (detrazioni previste) accumulate dovranno essere detratte dall’IMPOSTA LORDA.
RIFERIMENTI NORMATIVI
Legge Comunitaria 21/2011;
Corte di Giustizia UE – Causa C-56/09;
Legge 431/1998;
Legge 244/2007;
TUIR;
Circolare Agenzia delle Entrate 34/2008;
Circolare Agenzia delle Entrate 18/2009;
Circolare Agenzia delle Entrate 21/2010.
fonte:mimmo...
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martedì 24 gennaio 2012
Dottorati di ricerca: detrazione del 19%
Le spese sostenute per l'iscrizione al corso di Dottorato di ricerca presso l'università sono a tutti gli effetti assimilabili a quelle per la frequenza di corsi di istruzione universitaria. Pertanto, il dottorato di ricerca svolto in Italia o all'estero gode della detrazione del 19% delle spese sostenute. La detrazione del 19% spetta per le spese sostenute per frequentare corsi di istruzione secondaria, universitaria, di perfezionamento e/o di specializzazione universitaria, tenuti presso istituti o università italiane o straniere, pubbliche o private, in misura non superiore a quella stabilita per le tasse e i contributi degli istituti statali italiani. Le spese possono riferirsi anche a più anni, compresa l'iscrizione ad anni fuori corso. In tale categoria, come chiarito dalla Risoluzione n. 11/E del 2010, rientrano anche le spese di iscrizione a un dottorato di ricerca che possono quindi essere incluse tra quelle che danno diritto alla detrazione. Il dottorato di ricerca deve essere considerato un vero e proprio corso di istruzione universitaria, rappresentando un titolo che si ottiene dopo aver seguito un corso specifico previsto dall'ordinamento universitario per preparare i laureati a svolgere attività di ricerca di alta qualificazione. L'articolo 4 della legge 210/1998 né da una puntuale definizione, precisando che «I corsi per il conseguimento del dottorato di ricerca forniscono le competenze necessarie per esercitare, presso università, enti pubblici o soggetti privati, attività di ricerca di alta qualificazione. Le università, con proprio regolamento disciplinano l'istituzione dei corsi di dottorato, le modalità di accesso e di conseguimento del titolo, gli obiettivi formativi e il relativo programma di studi, la durata, il contributo per l'accesso. Secondo le indicazioni fornite dall'amministrazione finanziaria, la detrazione è applicabile anche in relazione alle spese sostenute per la frequenza di corsi universitari di specializzazione presso università statali riconosciute in base all'ordinamento universitario, di corsi di perfezionamento, di master che per durata e struttura dell'insegnamento siano assimilabili ai corsi universitari o di specializzazione e sempre che siano gestiti da istituti universitari, pubblici o privati, italiani o stranieri
lunedì 19 dicembre 2011
Spese d'iscrizione al conservatorio di musica (DETRAIBILI)
| Le spese sostenute per l’iscrizione ai conservatori di musica sono detraibili dal reddito. Di fatto, i conservatori di musica e gli istituti musicali pareggiati, ai sensi della legge 508/1999, sono equiparati alle università, in quanto sedi primarie di alta formazione, di specializzazione e di ricerca nel settore artistico e musicale. L’equiparazione non sussiste per gli istituti musicali privati. Pertanto, le spese sostenute per l’iscrizione ai corsi istituiti ai sensi del Dpr 212/2005 presso i conservatori di musica e gli istituti musicali pareggiati risultano detraibili nella misura del 19% (articolo 15, comma 1, lettera e, del Tuir), al pari delle spese sostenute per l’iscrizione ai corsi universitari. Le spese sostenute per l’iscrizione ai corsi di formazione relativi al precedente ordinamento possono, invece, considerarsi equiparabili a quelle sostenute per la formazione scolastica secondaria. Non beneficiano della detrazione Irpef le spese per l’iscrizione agli istituti musicali privati. fonte : CAFITALIA |
venerdì 2 dicembre 2011
Conviene riscattare gli anni della laurea e recuperare così il tempo passato all'Università ?
Molti si fanno questa domanda e non è sempre facile rispondere.Per questo abbiamo cercato di dare alcuni consigli utili. E' bene sapere che i contributi per il riscatto degli anni di laurea si possono versare anche online.
L'Inps infatti fornisce un servizio con cui si può fare tutto comodamente da casa. Dopo la riforma del 1995 e il decreto legislativo n.184/1997, oggi si possono recuperare gli anni di studio senza particolari vincoli per:
L'Inps infatti fornisce un servizio con cui si può fare tutto comodamente da casa. Dopo la riforma del 1995 e il decreto legislativo n.184/1997, oggi si possono recuperare gli anni di studio senza particolari vincoli per:
- diploma universitario (o laurea breve)
- diploma di laurea (corsi da 4 a 6 anni)
- diploma di specializzazione (2 anni dopo la laurea)
- dottorato di ricerca
La domanda per il riscatto degli anni di laurea può essere fatta in qualsiasi momento con un certificato rilasciato dall'Università.Il consiglio però è quello di farla il prima possibile perché più è alta la retribuzione più il conto è salato. Quindi meglio farla all'inizio della carriere, quando si guadagna meno.
Per il calcolo, è bene sapere che riscattare gli anni dell'Università è conveniente quando:
Per il calcolo, è bene sapere che riscattare gli anni dell'Università è conveniente quando:
- consente di superare il limite dei 18 anni al 31 dicembre 1995 (pensione con regime contributivo e non misto)
- per arrivare ai 40 anni di contributi prima del compimento dell'età pensionabile
Il calcolo del riscatto della laurea è individuato dall’INPS sulla base della retribuzione media pensionabile riferita alla data della domanda, del periodo da riscattare, dell’età e del sesso del richiedente. L’ammontare determinato può essere pagato in unica soluzione o fino a 120 rate mensili (dieci anni) senza interessi.
Se i periodi da riscattare sono anteriori al 1° Gennaio 1996 il calcolo del riscatto della laurea è quantificato da particolari tabelle che tengono conto dell’età, il sesso, la posizione assicurativa e retributiva e la durata dei periodi da riscattare.
Attraverso la combinazione di questi fattori verrà individuata la quantità di denaro necessaria all’INPS per pagare la pensione maggiorata dal riscatto: riserva matematica.
Se si tratta del riscatto di anni di laurea posteriori al 1° Gennaio 1996 il calcolo è determinato sulla base dell’aliquota contributiva (per la maggior parte dei lavoratori dipendenti l’aliquota è pari al 33%) applicata alla retribuzione lorda del richiedente, moltiplicata per il numero degli anni di cui si chiede il riscatto.
Naturalmente, i due sistemi di calcolo sono applicati insieme se il periodo considerato è a cavallo della data sopraindicata.
Grazie all’ultima riforma, il riscatto degli anni di laurea può essere richiesto anche da chi non ha ancora un lavoro. In questo caso, il contributo tratto dal calcolo del riscatto della laurea è pari all’importo derivante dall’applicazione dell’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche per i lavoratori dipendenti (33%) al minimale imponibile per artigiani e commercianti (13.819 euro per il 2008).
A titolo di esempio, un neolaureato che intenda effettuare il riscatto della laurea nel 2008 pagherà quindi 4.560 euro per ogni anno di studi (13.819 x 33%). Potrebbe essere una soluzione conveniente per coloro che hanno appena conseguito una laurea di primo livello o una laurea magistrale e ancora non hanno trovato un lavoro.
Va ricordato, inoltre, che il contributo versato per il riscatto della laurea è fiscalmente deducibiledall’interessato o detraibile dall’imposta dovuta dalle persone di cui egli risulti fiscalmente a carico (ad esempio i genitori), nella misura del 19% dell’importo stesso (secondo la normativa fiscale in vigore nel 2008). La legge sul welfare n. 247/2007, in vigore dal 1° gennaio 2008, rende più interessante il riscatto della laurea ai fini della pensione.
Le novità vengono di seguito schematizzate:
Le novità vengono di seguito schematizzate:
PRIMA DELLA RIFORMA
|
DOPO LA RIFORMA
| |
DOMANDA DI RISCATTO
| Può essere presentata solo dopo aver versato almeno un contributo obbligatorio settimanale all'Inps | Può essere presentata anche prima dell'inizio dell'attività lavorativa |
PAGAMENTO RATEALE
| Consentito fino ad un massimo di 5 anni con la maggiorazione degli interessi al tasso legale | Consentito fino a massimo di 10 anni senza interessi |
EFFICACIA DEGLI ANNI D’UNIVERSITA' RISCATTATI
| Non computabili ai fini dell'anzianità richiesta per la pensione contributiva | Piena computabilità ai fini dell'anzianità richiesta per la pensione contributiva |
BENEFICI FISCALI PER IL RISCATTO
| Il costo del riscatto può essere detratto solo dal reddito dell'interessato | Nel caso di soggetto privo di reddito tassabile il costo del riscatto può essere detratto (nella misura del 19%) dall'imposta dovuta dal genitore |
Con alcuni esempi cercherò di illustrare le novità introdotte dalla riforma:
1) Il sig. Bianchi è un dipendente laureato (corso quadriennale, vecchio ordinamento).
Nel gennaio 2008 decide di riscattare la sua laurea.
Elementi utili per il calcolo:
anni di studio da riscattare;
reddito di lavoro dipendente percepito negli ultimi 12 mesi;
Aliquota fissa 33% per lavoro dipendente.
Il sig. Bianchi negli ultimi 12 mesi ha percepito un reddito di lavoro dipendente di € 15.000.
Tenendo conto che il suo corso di studi è durato quattro anni e che l’aliquota da applicare è pari al 33%, il calcolo è subito fatto:
(15.000 x 33%) = € 4.950 costo del riscatto annuale
(4.950 x 4) = € 19.800 totale onere di riscatto
2) Il sig. Rossi, invece è un neolaureato in attesa d’occupazione (corso di laurea breve triennale).
Nel marzo 2008 decide di riscattare la sua laurea. In questo caso, non essendoci ancora reddito di riferimento, il reddito minimo di riferimento è rappresentato dal reddito minimo dei commercianti, pari a € 13.800 per il 2008.
Il calcolo è il seguente
:(13.800 x 33%) = € 4.554
(4.554 x 3) = € 13.662
Lavoratori dipendenti. Perché costa tanto il riscatto della laurea?I lavoratori dipendenti sono soggetti all’assicurazione obbligatoria per invalidità, vecchiaia e superstiti di pertinenza del Fondo pensioni lavoratori dipendenti (F.p.l.d.).
L’aliquota contributiva di finanziamento, è generalmente pari al 33%, di cui una parte, 9,19%, è a carico dei lavoratori dipendenti, la restante parte è a carico dei datori di lavoro.
I contributi da riscatto della laurea sono versati dall’interessato senza l’aiuto del datore di lavoro.
Il pagamento ratealeDal 1° gennaio 2008, la rateizzazione del versamento osserva le seguenti modalità:La dilazione del pagamento non può superare le 120 mensilità (dieci anni);
L’importo complessivo deve essere suddiviso in rate uguali e consecutive d’importo unitario non inferiore a € 5,16;
La prima rata deve essere versata entro la fine del mese successivo a quello in cui viene data notizia dell’accoglimento della domanda di riscatto;
Il pagamento di ciascuna rata ha valore irrevocabile;
In caso di mancato pagamento di due rate consecutive la pratica si considera conclusa con l’accredito limitato ai contributi relativi al periodo per la cui copertura sono sufficienti i versamenti già effettuati;
Qualora nel corso della dilazione sia presentata domanda di pensione, la quota di contributo ancora dovuta deve essere versata in unica soluzione.Riprendendo l’esempio 2), Il sig. R La legge sul welfare n. 247/2007 ossi potrà dilazionare il pagamento in dieci anni senza interessi: (13.662 / 120) = € 113,85 onere di riscatto mensile Benefici fiscali I contributi di riscatto possono essere detratti nella misura del 19% dalla dichiarazione dei redditi.
Dal 1° gennaio 2008, nel caso di soggetto privo di reddito tassabile, il costo del riscatto può essere detratto dall’imposta dovuta dal genitore.Riprendendo l’esempio 2), il genitore del sig. Rossi potrà detrarre:(1.366 x 19%) = € 260,00 onere detraibile.
Conclusioni
Il Legislatore ha dimostrato di avere una certa sensibilità nei confronti dei laureati interessati ai contributi di riscatto.
Desidero ricordare che Il riscatto può essere richiesto all’Inps anche da tutti gli autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, mezzadri e coloni), da quelli iscritti ai fondi speciali e da quelli iscritti alla Gestione Separata (collaboratori a progetto, venditori a domicilio, liberi professionisti senza cassa di categoria).
------------------------------------------
Riscatto della laurea
I contributi Inps da riscatto servono a coprire, a proprie spese, alcuni periodi espressamente previsti dalla legge, per i quali non esiste un obbligo assicurativo.
Ai fini pensionistici i contributi da riscatto sono utili sia per il diritto che per la misura della pensione.
Il riscatto può essere richiesto all’Inps da tutti i lavoratori dipendenti e autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, mezzadri e coloni), da quelli iscritti ai fondi speciali e da quelli iscritti alla Gestione Separata (collaboratori a progetto, venditori a domicilio, liberi professionisti senza cassa di categoria).1) I periodi per i quali è possibile effettuare il riscatto
- Corso legale di laurea;
- Diploma universitario, che si consegue dopo un corso di durata non inferiore a due e non superiore a tre anni;
- Diploma di laurea, che si consegue dopo un corso di durata non inferiore a quattro e non superiore a sei anni (corso di laurea breve);
- Diploma di specializzazione, che si consegue dopo la laurea ed al termine di un corso di durata non inferiore a due anni;
- Dottorato di ricerca, che si consegue dopo la laurea e ha durate diverse secondo le specifiche disposizioni di legge;
- Sono riscattabili anche i periodi di studio per conseguire il diploma di tecnico di audiometria, fonologopedia e audioprotesi rilasciato da una scuola universitaria;
- Conseguimento di due lauree: per chi si trova in tale situazione prima dell’entrata in vigore del D.Lgs. 184/1997 era consentito riscattare un solo corso di laurea; attualmente è possibile riscattare anche 8 e più anni di studi universitari se il periodo non è coperto da assicurazione e se la domanda è stata fatta dopo 11.07.1997;
- Passaggio ad altro corso di laurea: può verificarsi, ad esempio, il caso che uno studente, dopo aver frequentato quattro anni di Scienze politiche senza aver conseguito la laurea, chieda ed ottenga il trasferimento a Giurisprudenza (della durata legale di 4 anni) e venga ammesso direttamente al terzo anno; una volta laureato, l’interessato può ottenere il riscatto del nuovo corso di laurea.
2) I modelli “R.L./1” e “R.L.P”.
La domanda di riscatto può essere presentata in qualsiasi momento, compilando il modulo “R.L./1” relativo alla domanda di riscatto del periodo del corso legale di Laurea o il modulo “R.L.P.” relativo alla domanda di riscatto dei corsi di studi universitari nella Gestione Separata, allegando la seguente documentazione:
La domanda di riscatto può essere presentata in qualsiasi momento, compilando il modulo “R.L./1” relativo alla domanda di riscatto del periodo del corso legale di Laurea o il modulo “R.L.P.” relativo alla domanda di riscatto dei corsi di studi universitari nella Gestione Separata, allegando la seguente documentazione:
- Certificato rilasciato dall’Università che attesti il conseguimento dei titoli sopra indicati;
- Mod. 01M/sost. rilasciato dal datore di lavoro che attesta la retribuzione percepita al momento della domanda.
La modulistica è a disposizione degli utenti.
3) Condizioni ostative
In base alla vigente normativa occorre:
In base alla vigente normativa occorre:
- aver conseguito il titolo di studio indicato al punto 1);
- aver versato almeno un contributo settimanale all’Inps in qualsiasi momento della vita assicurativa;
- il periodo da riscattare non deve essere coperto da contribuzione obbligatoria, volontaria o figurativa e da ricongiunzione.
Questo è il caso, ad esempio, dello studente lavoratore.
Tale regola vale non solo nel fondo (ad esempio fondo lavoratori dipendenti) in cui si chiede il riscatto ma anche in tutti gli altri fondi in cui si è contemporaneamente iscritti.
4) Costo del riscatto
Il riscatto della laurea comporta il versamento di una somma, definita tecnicamente riserva matematica, a copertura dell’incremento di pensione che deriva dal recupero degli anni di studio.
L’importo del contributo da riscatto varia in relazione all’età, al sesso, al periodo da riscattare e alla retribuzione del richiedente.
L’Inps invia al domicilio del richiedente i bollettini da pagare.
Il pagamento può essere fatto entro 60 giorni dalla comunicazione, oppure può essere rateizzato entro 5 anni (60 rate); in questo caso vengono applicati gli interessi di dilazione calcolati al tasso annuo legale.5) Benefici fiscaliGrazie alla riforma fiscale della previdenza integrativa, le somme versate per il riscatto sono interamente deducibili dal reddito.
Come mostra la tabella, il risparmio fiscale è tanto più elevato quanto è più alto il reddito del richiedente.
Risulta conveniente diluire il pagamento del riscatto contributivo.
Risparmio dal 2001:
Il prospetto prende come esempio un riscatto di laurea il cui costo è di € 10.328,14 e calcola quanto effettivamente si verrà a spendere (a seconda della fascia di reddito a cui si appartiene) grazie alla normativa fiscale.
Nell’ultima colonna è indicato il risparmio in percentuale conseguito con tale agevolazione.
Tale regola vale non solo nel fondo (ad esempio fondo lavoratori dipendenti) in cui si chiede il riscatto ma anche in tutti gli altri fondi in cui si è contemporaneamente iscritti.
4) Costo del riscatto
Il riscatto della laurea comporta il versamento di una somma, definita tecnicamente riserva matematica, a copertura dell’incremento di pensione che deriva dal recupero degli anni di studio.
L’importo del contributo da riscatto varia in relazione all’età, al sesso, al periodo da riscattare e alla retribuzione del richiedente.
L’Inps invia al domicilio del richiedente i bollettini da pagare.
Il pagamento può essere fatto entro 60 giorni dalla comunicazione, oppure può essere rateizzato entro 5 anni (60 rate); in questo caso vengono applicati gli interessi di dilazione calcolati al tasso annuo legale.5) Benefici fiscaliGrazie alla riforma fiscale della previdenza integrativa, le somme versate per il riscatto sono interamente deducibili dal reddito.
Come mostra la tabella, il risparmio fiscale è tanto più elevato quanto è più alto il reddito del richiedente.
Risulta conveniente diluire il pagamento del riscatto contributivo.
Risparmio dal 2001:
Il prospetto prende come esempio un riscatto di laurea il cui costo è di € 10.328,14 e calcola quanto effettivamente si verrà a spendere (a seconda della fascia di reddito a cui si appartiene) grazie alla normativa fiscale.
Nell’ultima colonna è indicato il risparmio in percentuale conseguito con tale agevolazione.
Reddito
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Costo effettivo
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Risparmio
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€ 20.658,28
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€ 7.023.81
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32%
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€ 25.822,84
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€ 7.023.81
|
32%
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€ 30.987,41
|
€ 7.023.81
|
32%
|
€ 33.569,70
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€ 6.300.77
|
39%
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€ 36.151,98
|
€ 6.300.77
|
39%
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€ 41.316,55
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€ 6.300.77
|
39%
|
€ 46.481,12
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€ 6.300.77
|
39%
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€ 51.645,69
|
€ 6.300.77
|
39%
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€ 61.974,83
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€ 6.300.77
|
39%
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6) Effetti dei contributi da riscatto
I contributi da riscatto sono equiparati alla contribuzione obbligatoria sia per quanto attiene al diritto che per quanto riguarda la misura della pensione.
Indipendentemente dalla data di pagamento, i contributi da riscatto vengono considerati come versati all’epoca degli studi.
7) A chi bisogna rivolgersi
Gli interessati possono rivolgersi sia all’Inps che agli Istituti di Patronato presso i Sindacati che nulla devono richiedere in pagamento per il servizio fornito.
Attualmente è difficile preventivare con esattezza il costo dei contributi di riscatto in considerazione delle variabili di calcolo: età del richiedente, sesso, periodo da riscattare, retribuzione del richiedente, tasso di interesse.8) Quanto devono rendere i fondi di previdenza integrativa per battere l’Inps?Il 28 Gennaio 2006, il Sole 24 Ore ha pubblicato un articolo in materia di contributi di riscatto della laurea, evidenziando le differenze di rendimento intercorrenti tra la previdenza obbligatoria Inps (c.d. primo pilastro) e la previdenza integrativa (c.d. secondo pilastro).
Il confronto dei dati si basa sui valori di redditività del riscatto della laurea per un lavoratore dipendente del settore privato.
Ebbene, secondo Giuseppe Romano, responsabile dell’ufficio studi di Consultique:
- per fare meglio del “sistema retributivo Inps” una pensione integrativa deve dare il 3,6% annuo sopra l’inflazione;
- per fare meglio del “sistema contributivo Inps” una pensione integrativa deve dare lo 0,18% annuo sopra l’inflazione.
Lo scrivente evidenzia che:
- i contributi di riscatto Inps sono determinati con regole diverse a seconda della collocazione temporale: quando il periodo di studi da recuperare si colloca entro il 1995, l’Inps adotta il sistema di calcolo retributivo, successivamente si applica il sistema di calcolo contributivo.
- In un’ottica di lungo periodo, il rendimento dei fondi pensione è generalmente superiore al tasso di rivalutazione delle pensioni Inps.
Il rendimento dei fondi pensione integrativi dipende dal gestore.
Gli interessati devono valutare attentamente il rapporto costi/benefici tra i fondi chiusi (quelli istituiti sulla base dei contratti collettivi dei lavoratori dipendenti) e i fondi aperti (quelli istituiti da soggetti abilitati alla gestione delle risorse dei fondi pensione, vale a dire: banche, assicurazioni, fondi comuni e sim).
Gli interessati, inoltre, devono valutare attentamente le clausole di trasferimento e di liquidazione dei fondi accantonati nella previdenza integrativa.
Gli interessati devono valutare attentamente il rapporto costi/benefici tra i fondi chiusi (quelli istituiti sulla base dei contratti collettivi dei lavoratori dipendenti) e i fondi aperti (quelli istituiti da soggetti abilitati alla gestione delle risorse dei fondi pensione, vale a dire: banche, assicurazioni, fondi comuni e sim).
Gli interessati, inoltre, devono valutare attentamente le clausole di trasferimento e di liquidazione dei fondi accantonati nella previdenza integrativa.
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