Come solitamente fa il fisco, i controlli vengono fatti su documentazione relativa agli ultimi cinque anni, e cioè si partirà dal 2007 per poi, probabilmente, proseguire con gli anni successivi. Il risultato quale potrà essere? «Recuperare maggiori contributi all'Inps ma la cosa può anche avere degli effetti sulle dichiarazioni dei redditi di queste lavoratrici: un eventuale recupero di imposizione su somme non dichiarate».
Non esiste una casistica su questo tipo di controlli, quindi è difficile prevedere quanto potrà accadere. L'evasione che verrà certificata, comunque, riguarderà piccole somme. Ma si tratta di fortificare nella popolazione, ad ogni livello, la coscienza che chi non paga le imposte fa del male a tutti e comunque sarà perseguito.
Il controllo non sarà capillare ma su un ventaglio molto ampio di cittadini. La scelta del campione sarà completamente casuale? «È lecito pensare che i controlli si concentreranno sui soggetti che presentano una paga oraria superiore ai minimi previsti dal contratto di lavoro domestico o anche dalle situazioni di incongruenza che garantiscono un maggior apporto di risorse per le casse dello Stato».
Chi verrà pizzicato dovrà pagare non solo il non pagato ma anche la sanzione. Che è salata. «Le sanzioni non sono basse - ammette il nostro dirigente - e sono proporzionate al maggior contributo da pagare e alla parte di reddito non dichiarata: potrebbero andare dal 100% al 200%, ma come prassi gli uffici usano il 100%». Le sanzioni per mancato o insufficiente versamento di contributi Inps, più l'ammenda, saranno comunicate dallo stesso ente.
Tempi? «I controlli sono partiti. Posso solo dirle che verso giugno ci sarà una prima mappatura dei risultati». Chi, tra badanti-colf e famiglie, riceverà un avviso di accertamento, avrà 30-60 giorni per pagare oppure per opporre ricorso.
Nessun commento:
Posta un commento