PROSEGUE NEL 2013 L'OPERAZIONE SILENTI OSSIA LA CAMPAGNA DI VERIFICA DEI CONTRIBUTI VERSATI AI COLLABORATORI DOMESTICI
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sabato 25 maggio 2013
venerdì 11 gennaio 2013
Avviso bonario per i contributi colf (sole24ore)
Parte la campagna di verifica 2012-2013 a carico di chi non versa i contributi per le colf.
'L'operazione silenti' differisce dalla precedente in cui l'invio era preceduto dalla richiesta di regolarizzazione spedita al datore di lavoro.
Come precisato dall'Inps con il messaggio del 9 gennaio, questa volta l'avviso bonario sarà inviato direttamente se il datore di lavoro si trova in queste tre condizioni:
- rapporto di lavoro non cessato iscritto entro il 31 dicembre 2011;
- trimestri mancanti fino al secondo trimestre 2012;
- richiesta di trimestri ricadenti entro i termini prescrizionali.
TRENTA GIORNI DI TEMPO DALLA RICEZIONE DELL'AVVISO PER PROCEDERE ALLA SANATORIA
fonte:sole24ore
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martedì 3 aprile 2012
Dopo gli esodati, i contributi silenti (ilfattoquotidiano)
Grazie a questo blog e alle vostre risposte, sulla vicenda dei lavoratori incentivati all’esodo – che abbiamo raccolto a decine su queste pagine e sull’edizione cartacea – abbiamo contribuito ad attirare l’attenzione, grazie anche all’importante contributo di Report. Ora vogliamo spostare leggermente il tiro e invitarvi a raccontare le vostre storie relative ai contributi silenti. Sono tantissimi ma l’Inps non li quantifica o per lo meno si rifiuta di farlo. Parliamo di quelle posizioni iscritte all’Inps che hanno versato contributi senza raggiungere i requisiti minimi previsti dalla legge per andare in pensione. Per la pensione di vecchiaia, infatti, legata all’età anagrafica (66 e 67 anni con la riforma Fornero) servono almeno 20 anni di contributi versati nella medesima cassa previdenziale (all’Inps, all’Inpdap, all’Inpgi, etc.).
Il problema dei contributi silenti si pone quando un contribuente non raggiunge quel requisito dando origine a quella che sindacati ed esperti previdenziali definiscono senza giri di parole una truffa. Mettiamo il caso, infatti, di chi abbia potuto versare contributi solo per 18 o 19 anni: senza raggiungere il requisito minimo di 20, quegli anni non daranno vita ad alcuna pensione. In realtà, si tratta di un caso limite perché essendo molto ridotto il margine di differenza è possibile colmare il vuoto ricorrendo alla contribuzione volontaria cui si può accedere con un minimo di 5 anni di contribuzione versata. Questa si calcola sulla base dell’ultima retribuzione percepita e quindi sale in relazione a quella. Stiamo comunque parlando di cifre consistenti: su uno stipendio di 1300 euro si versa fino a 8000 euro all’anno. Se gli anni da colmare, quindi, ammontano – come nella maggior parte dei casi – a 7, 9 o anche di più si pagano cifre impossibili.
L’alternativa è lasciare alle casse dell’Istituto anni e anni di contribuzione senza poterne usufruire. E assistendo impotenti all’utilizzo di quelle risorse per altri scopi. La nuova norma sulle ricongiunzioni onerose rischia di alimentare queste posizioni sulle quali il presidente Inps, Antonio Mastrapasqua, si è finora riufiutato di fornire dati esatti. Tanto che il deputato radicale, Maurizio Turco, sta preparando una legge per istituire una Commissione di inchiesta ad hoc.
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