L'aula di palazzo Madama ha votato la fiducia al governo sul maxiemendamento sostitutivo al decreto Milleproroghe. I sì sono stati 255, 34 i voti contrari, nessun astenuto, su un totale di 289 senatori votanti.Il governo aveva posto la questione di fiducia "sull'approvazione senza emendamenti ed articoli aggiuntivi dell’emendamento del governo interamente sostitutivo dell’articolo unico del disegno di legge di conversione. L’emendamento recepisce le proposte emendative che sono state ritenute ammissibili dalla presidenza e approvate dalle commissioni riunite prima e quinta del Senato" aveva spiegato il ministro per i Rapporti col Parlamento, Pietro Giarda. Il presidente del Senato, Renato Schifani, aveva trasmesso l'emendamento alla commissione Bilancio per la verifica della copertura e convocato la Conferenza dei capigruppo per l'organizzazione dei lavori. Esclusa la deroga al patto di stabilità contemplata nella proroga per le assunzioni di personale educativo e della scuola da parte degli enti locali e di chi svolge lavori socialmente utili e doveva essere stabilizzato: tale deroga non sarà possibile per mancanza di copertura.Per il presidente dei senatori leghisti Fabrizio Bricolo, "l'ennesimo ricorso alla fiducia è la dimostrazione della debolezza del Governo che evidentemente non si fida della sua maggioranza. Ed è anche un’ulteriore forzatura compiuta da un Governo tecnico, dunque non legittimato dal voto popolare, che in questo modo impedisce di fatto lo svolgimento di un regolare dibattito parlamentare"
La riforma previdenziale è una realtà. Dal primo Gennaio 2012 la riforma si applica per tutti i lavoratori anche se sono previste delle eccezioni e delle deroghe. Vediamo nel dettaglio di fare una panoramica su coloro rientrano, in tutto o in parte in una deroga ai nuovi requisiti generali per andare in pensione.
Coloro che hanno già maturato, entro il 31 dicembre 2011, i requisiti anagrafici e contributivi per andare in pensione è praticamente immune alla riforma Monti. Per questa categoria di lavoratori continueranno ad applicarsi le vecchie regole anche se continueranno a rimanere sul posto di lavoro.