Dal
18 ottobre 2012 il Fondo Sirio è pienamente operativo e può raccogliere
le adesioni. Dopo Espero, il Fondo pensione complementare per i
dipendenti della scuola e Perseo, il Fondo dei dipendenti degli Enti
Locali e Sanità, con la piena operatività di Sirio, il fondo negoziale
destinato ai dipendenti pubblici ministeriali, dipendenti del Superinps,
Inail, dell’Università, Sperimentazione e Ricerca, delle Agenzie
Fiscali e del Demanio ed altri, finalmente, con anni di ritardo, anche
il panorama della previdenza integrativa del settore pubblico è completo
Ora tutti i dipendenti pubblici possono finalmente accedere alla
previdenza complementare.
SIRIO (www.fondopensionesirio.it)
è il Fondo pensione complementare iscritto all’Albo della Covip con il
n. 165, è una Associazione riconosciuta che opera in regime di
contribuzione definita accumulata secondo il principio della
capitalizzazione individuale e non ha scopo di lucro.
SIRIO è il Fondo Nazionale di Previdenza Complementare
per i Lavoratori dei Ministeri, degli Enti Pubblici non Economici,
della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dell’ENAC e del CNEL ed è
finalizzato all’erogazione di una rendita integrativa. E’ in corso di
perfezionamento l’adesione dell’Università e Ricerca, Agenzia Fiscali e
Coni. L’adesione è libera e volontaria. La partecipazione è disciplinata
dal d.lgs. 21 aprile 1993, n. 124 (per i pubblici dipendenti) e dal
d.lgs. 5 dicembre 2005, n. 252 (per i dipendenti privati), consente
all’iscritto di beneficiare di un trattamento fiscale di favore sui
contributi versati, sui rendimenti conseguiti e sulle prestazioni
percepite.
Lo scopo è quello
di garantire agli associati il mantenimento di una copertura
previdenziale che, integrata a quella del sistema pubblico ( che è bene
sapere non potrà più corrispondere al 70-80% dell’ultima retribuzione
come è stato finora, ma non supererà il 40-50% della stessa), possa
garantire un dignitoso tenore di vita ai lavoratori nel momento del
pensionamento.
Effettivamente fino ad oggi l’adesione ai Fondi Pensione
era un’opportunità, oggi diventa una necessità.
Bisogna vedere che effetto
combinato avranno l’irruzione di Perseo e Siro nello scenario
praticamente stagnante della previdenza complementare italiana.
Fino ad oggi solo i prodotti
assicurativi, in testa i Pip (Piani individuali di previdenza),
continuano a crescere. Nei primi sei mesi dell’anno hanno fatto
registrare 158 mila nuovi iscritti. E’ chiaro che essendo prodotti
assicurativi di compagnie di assicurazioni che hanno come fine,
legittimo e legale, il guadagno, dispongono di una strutturata rete di
collocatori in grado di fare nuove adesioni. Ma i Pip non risolvono che
in parte di problema della previdenza integrativa. Sono una buona
possibilità, a parer mio, per i lavoratori autonomi e parasubordinati
che non hanno il Tfr e neppure il contributo del datore di lavoro.
Per gli altri invece, i lavoratori
dipendenti, il punto di riferimento è l’adesione ad un fondo di
categoria che si finanzia con il Tfr maturato dall’iscrizione in avanti
si ha diritto ad un contributo aggiuntivo dell’1% sulla retribuzione a
carico del datore di lavoro, oltre ad usufruire dei benefici fiscali che
sono comunque uguali anche ai Pip. Per invogliare adesioni a Perseo e
Sirio entro il primo anno di vita del Fondo, si ha diritto per un anno
ad un ulteriore 1% di contribuzione a carico del datore di lavoro; se
si aderisce nel secondo anno di vita del fondo il contributo aggiuntivo,
sempre per 12 mesi, sarà dello 0,50%.
In più i ministeriali ed i dipendenti della sanità ed enti locali che optano
per la previdenza complementare hanno diritto ad un ulteriore
contributo aggiuntivo dell’1,5% calcolato su base TFS, il trattamento
di fine servizio dei pubblici.
La recente sentenza della
Corte Costituzionale ( n. 223/2012) che ha esteso il TFR a tutti i
lavoratori pubblici e che dovrebbe comportare la restituzione dei
contributi del 2,5% riscossi dal 2011 in poi, annullerebbe l’opzione e
farebbe venir meno al contributo aggiuntivo.
Finora nè il governo né l’Inps ex gestione
Inpdap hanno preso una posizione su entrambi i punti. Sarebbe un
grosso danno se si decidesse di eliminare il contributo aggiuntivo
dellì1,5%. Sarebbe la cartina di tornasole di come l’esecutivo, al di
là delle pubbliche dichiarazioni fatte nei convegni, sostanzialmente
frena su questa partita per non addossarsi nuovi oneri.
Tuttavia nonostante questi problemi il
Fondo Sirio si appresta a fare una campagna di educazione previdenziale
spiegando a tutti l’importanza di una pianificazione previdenziale e i
vantaggi dell’adesione alla previdenza complementare. L’ex Inpdap può
svolgere un ruolo di supporto fondamentale, non solo per i compiti che
la legge le assegna, come la contabilizzazione dei montanti, ma anche
quelli relativi ad una specifica attività di consulenza previdenziale
che può svolgere in condizioni di assoluta terzietà.