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giovedì 1 marzo 2018

#GRATUITOPATROCINIO ASSISTENZA LEGALE A SPESE DELLO STATO #NUOVILIMITIREDDITO

Nel 2018, il Decreto del Ministero della Giustizia del 16 gennaio 2018 pubblicato in G.U. Serie Generale n. 49 del 28/02/2018 stabilisce il nuovo limite di reddito per beneficiare dell’assistenza gratuita di un legale grazie al gratuito patrocinio è pari a 11.493,82 euro (nel 2017 era di 11.528,41 euro).

Introdotto in Italia con il D.P.R. n°115 del 30 maggio 2002, il patrocinio gratuito è la possibilità per la quale un cittadino può avvalersi dell’assistenza di un avvocato a spese dello Stato, quindi in maniera totalmente gratuita.

Per essere rappresentato gratuitamente dall’ avvocato il limite del reddito, come risultato dall’ultima dichiarazione dei redditi, non deve essere superiore a 11.493,82 euro. 
Per chi fa parte di un nucleo familiare, il reddito è il risultato della somma dei redditi conseguiti lo stesso anno da ogni componente della famiglia.

Unica eccezione è rappresentata dai processi nei quali il richiedente del gratuito patrocinio sia in conflitto con gli altri membri del nucleo familiare, poiché in tal caso verrà considerato solamente il suo reddito.

Inoltre, in ambito penale il limite di reddito per la richiesta del gratuito patrocinio è elevato a 1.032,91 euro per ognuno dei familiari conviventi.

lunedì 5 febbraio 2018

CARTA FAMIGLIA al via attivazione dei COMUNI





venerdì 12 gennaio 2018

#CARTAFAMIGLIA #SCONTIFAMIGLIENUMEROSE #BONUS IN #GU

Pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto attuativo che definisce i criteri e le modalità per il rilascio della Carta famiglia concepita con la legge di stabilità 2016.

La Card verrà rilasciata dal Comune di residenza ed avrà un costo di emissione previa richiesta da parte di uno dei genitori , sarà rilasciata a nuclei familiari italiani e non con requisiti :

  • almeno tre figli minori a carico 
  • Isee non superiore a 30mila euro. 
Avrà una validità di due anni , il suo scopo sarà quello di far accedere la famiglia a sconti dal 5% e riduzioni dal 20% ( a seconda del tipo di bollino riconosciuto Amico della famiglia o Sostenitore della famiglia ) su :
  • acquisto di beni o servizi (prodotti alimentari, bevande analcoliche, prodotti per la pulizia della casa e per l'igiene personale, libri e sussidi scolastici , medicine, abbigliamento e calzature) 
  • riduzione tariffarie di servizi concessi dai soggetti pubblici o privati (bollette di luce, acqua e gas, trasporti pubblici, ristoranti, alberghi, servizi socio educativi) che intendano contribuire all’iniziativa.

mercoledì 4 gennaio 2017

VIDEOSORVEGLIANZA / ALLARME CREDITO D'IMPOSTA 2017

Il MEf, con MEF decr. 06/12/2016 nella GU n.298 del 22-12-2016
ha definito i criteri per l’accesso al credito d’imposta relativo alle spese per impianti di allarme/videosorveglianza e per attività di vigilanza.

L’agevolazione spetta alle persone fisiche per le spese sostenute nell’anno 2016 per l’installazione di sistemi di videosorveglianza digitale o di sistemi di allarme, nonchè quelle connesse ai contratti stipulati con istituti di vigilanza, dirette alla prevenzione di attività criminali. 

Le spese sono ammissibili al credito d’imposta a condizione che siano sostenute in relazione a immobili non utilizzati nell’esercizio dell’attività d’impresa o di lavoro autonomo

Per le spese relative all’immobile adibito promiscuamente all’esercizio d’impresa o di lavoro autonomo e all’uso personale o familiare del contribuente, il credito d’imposta è ridotto del 50%

Il limite massimo complessivo stanziato dallo Stato per l’erogazione del credito è di 15 milioni di euro.

Ai fini del riconoscimento del credito d'imposta, i soggetti dovranno inoltrare, in via telematica, entro il termine che sara' previsto con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, un'apposita istanza all'Agenzia delle entrate, formulata secondo lo schema approvato con lo stesso provvedimento.

martedì 3 gennaio 2017

BONUS PER LE FAMIGLIE 2017 LEGGE STABILITA' 2017

Con la LEGGE di STABILITA' 2017 vengono disposti i seguenti Bonus per le famiglie :

  • BONUS MAMMA DOMANI , assegno di 800 euro che potrà essere richiesto già a partire dal settimo mese di gravidanza , verrà erogato in unica soluzione , non concorrerà alla formazione del reddito , non ha limiti di reddito isee , sarà l'Inps a occuparsi di comunicare le modalità operativa e di erogare la prestazione.
  • BONUS NIDO (VOUCHER) , contributo per il pagamento delle rette di nidi pubblici e privati dal valore massimo di 1.000 euro annui versato da Inps. Anche tale misura, riguarderà tutte le famiglie senza limiti di reddito ed è riferita "all'intera durata massima di tre anni di frequenza del nido". Potranno beneficiarne i nati dal primo gennaio 2016 e l'aiuto sarà destinato "anche alle famiglie con bambini di meno di tre anni che, a causa di gravi patologie croniche, sono impossibilitati a frequentare un nido''. E' cumulabile con il BONUS MAMMA DOMANI , ma esclude dalla detrazione delle spese per asilo nella dichiarazione dei redditi.
  • BONUS BEBÉ riconfermato sempre vincolato alla soglia ISEE di 25.000 EURO, spetta alla neo mamma per ogni figlio nuovo nato (o minore adottato o in affido) fino al terzo anno di età o dal giorno di entrata in famiglia del minore, per i successivi 3 anni. Il bonus bebè funziona con un reddito Isee fino a 25.000 euro e dispone un pagamento di 80 euro al mese, mentre per redditi inferiori ai 7.000 euro il contributo è di 160 euro al mese.
  • VOUCHER BABY SITTER (abolito 22/03/2017) (DIETRO FRONT) che ammonta a 600 euro mensili, per un massimo di 6 mesi, destinato alle mamme che rientrano dopo il 5 mese di maternità da quest’anno esteso anche ad imprenditrici e lavoratrici autonome.

lunedì 4 aprile 2016

POLIZZA VITA , CAMBIA IL REDDITO IMPONIBILE

Con Circ. 1° aprile 2016 n. 8, l’A.d.E. fornisce chiarimenti in relazione alle modifiche introdotte dalla Legge di Stabilità 2015 in materia di tassazione di capitali percepiti in caso di morte, in dipendenza di contratti di assicurazione vita

In particolare, il documento chiarisce che:
  • in caso di polizze vita “miste” (caratterizzate dalla presenza di una componente finanziaria) beneficia del regime di esenzione solamente il capitale erogato a copertura del “rischio demografico”. La parte restante della prestazione corrisposta deve essere assoggettata a tassazione in capo ai beneficiari ai sensi dell’art. 45, comma 4, TUIR;
  • restano totalmente esenti IRPEF le assicurazioni “temporanee caso morte” in cui la copertura del rischio demografico è pari al 100%.
circ.8e 01/04/2016
fonte:seacinfo - A.d.E.

lunedì 18 gennaio 2016

detrazione spese funebri ampliata a qualunque soggetto anche non parente fonte:funerali.org

Con la legge di stabilità 2016, la detrazione delle spese funebri mantiene lo stesso tetto per ogni funerale, ma si estende la platea dei potenziali fruitori della detrazione
Non vi è più il vincolo di parentela col defunto , ma chiunque abbia pagato il funerale lo può detrarre (sempre entro il limiti massimi ammessi) .
Si elimina il riferimento alla relazione di parentela con il defunto, consentendo così la detrazione in dipendenza del solo evento della morte.
L’intervento normativo supera le difficoltà di acquisizione dell’informazione relativa al grado di parentela, senza il quale non è possibile stabilire se la spesa sia o meno detraibile, al fine di consentire l’indicazione delle spese funebri nella dichiarazione dei redditi precompilata già a partire dall’anno d’imposta 2015.

mercoledì 13 gennaio 2016

Ravvedimento operoso dal 01/01/2016 cambia

Dal 01/01/2016 la legge di Stabilità 2016 cambia le regole di calcolo delle sanzioni :
  • ravvedimento sprint 2016: 0,1% giornaliero se il pagamento avviene entro 14 giorni dalla scadenza;
  • ravvedimento breve: 1,5% se il pagamento avviene tra il 15′ ed il 30′ giorno;
  • ravvedimento intermedio: 1,67% (1/9 del minimo, pari al 15%) se la regolarizzazione avviene entro 90 giorni.,
  • ridotta al 4,2% (1/7 del minimo) se la regolarizzazione avviene entro 2 anni o entro la seconda dichiarazione successiva.
  • ravvedimento lunghissimo 5% (1/6 del minimo) se il versamento è eseguito oltre il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione, ovvero, se non è prevista dichiarazione periodica, oltre 2 anni dall’omissione o dall’errore. La possibilità di ravvedimento lunghissimo è attivabile solo per i tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate dunque non può essere usato per i tributi comunali.
La sanzione non dovrà più essere parametrata sul 30% dell'imposta tardivamente versata come avveniva fino al 31 dicembre 2015, ma sul 15%.

Il tasso d’interesse legale passa dallo 0,5% allo 0,2% dal 1 gennaio 2016.