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giovedì 2 agosto 2012

Badanti evadono per 310 mila euro ( quando la colf deve fare la dichiarazione? )

Tra i più grandi evasori fiscali italiani si colloca una categoria di lavoratori molto particolare che riesce con facilità ad eludere il fisco a tutti i livelli. 






Le badanti sono solitamente persone che


della quale si prendono cura in tutto e per tutto per molte ore al giorno. 


Di conseguenza la retribuzione oraria è :




lunedì 30 luglio 2012

ANNUARIO DEL CONTRIBUENTE (ag.en. 2012) cartaceo al 30/04/2012



VIENE INSERITA SU sito con pdf AGGIORNATI al 09/2012

Edizione on line



  1. L’Agenzia delle Entrate: contatti e servizi informativi
  2. I servizi telematici
  3. Il garante: un organo a tutela dei contribuenti

  1. La tassazione sugli immobili
  2. Le imposte sulle compravendite
  3. Le locazioni
  4. La successione e la donazione di immobili
  5. Agevolazioni su ristrutturazioni e conseguimento di risparmio

  1. L’Irpef e le addizionali
  2. Le detrazioni Irpef
  3. Le spese deducibili dal reddito
  4. Le spese detraibili dall’Irpef
  5. Le agevolazioni per le persone con disabilità
  6. Il Modello 730
  7. Il Modello Unico Persone fisiche

  1. Rendite e attività finanziarie
  2. La tassazione dei beni “di lusso”

  1. La comunicazione delle operazioni Iva (spesometro)
  2. Gli interventi in materia di Studi di Settore
  3. Altre disposizioni
  4. Il nuovo redditometro

  1. Come ottenere i rimborsi
  2. Le modalità di erogazione dei rimborsi
  3. I casi particolari: Cosa occorre fare se...

  1. Le comunicazioni dell'Agenzia e gli accertamenti esecutivi
  2. Le sanzioni
  3. Cartelle di pagamento e mezzi di riscossione coattiva

  1. Come rimediare a errori e dimenticanze: il ravvedimento
  2. Come evitare o risolvere le liti fiscali
  3. Il ricorso tributario


martedì 17 luglio 2012

Sussidi di disoccupazione: la guida (forexinfo)


Con la nuova riforma del lavoro varata dal ministro Fornero, alcune modifiche sono state apportate anche ai sussidi di disoccupazione. Per questo motivo abbiamo deciso di stilare una piccola guida al fine di approfondire meglio l’argomento.

Cosa sono i sussidi di disoccupazione

Il sussidio di disoccupazione è un’indennità che spetta ai lavoratori che sono incorsi in una disoccupazione involontaria, ovvero licenziamento o giuste dimissioni. Inoltre l’indennità riguarda anche quei lavoratori sospesi da aziende che hanno dovuto far fronte a eventi temporanei, non causati da nessuna delle due parti in questione, ovvero il datore di lavoro e il lavoratore.

Quanto durano i sussidi di disoccupazione

La durata del sussidio di disoccupazione è stata estesa con la riforma del lavoro: dai 12 mesi per gli over 50, infatti, si potrà arrivare fino a 18 mesi per gli over 55. Previsto un taglio del 15% dell’indennità dopo i primi 6 mesi e un altro 15% dopo i 6 mesi successivi.

Ammontare della retribuzione

Il nuovo sussidio di disoccupazione (Aspi), va a sostituire il sussidio tradizionale e quello di mobilità e varrà il 70% della retribuzione lorda, invece del 60% come negli anni precedenti, per gli stipendi lordi fino a 1.250 euro. Per chi supera i 1.250 euro lordi di stipendio prenderà solamente il 30%.

Quando termina il sussidio di disoccupazione

Il sussidio di disoccupazione termina quando il lavoratore ha percepito le giornate d’indennità che gli spettano, comincia un nuovo lavoro, non compare più nelle liste di disoccupazione o diventa titolare di pensione.

Come fare la domanda per ottenere il sussidio di disoccupazione

Per ottenere il sussidio di disoccupazione, è necessario iscriversi alle liste dei disoccupati presso il Centro per l’impiego: la domanda dovrà essere presentata agli uffici INPS entro 68 giorni dal termine del rapporto professionale. Per ottenere il sussidio di disoccupazione, bisognerà essere assicurati all’INPS da 2 anni e avere 52 contributi settimanali nei 2 anni che precedono il termine del rapporto di lavoro. Per presentare la domanda è possibile scaricare il modulo dal sito dell’INPS.

Come cambiano i sussidi di disoccupazione con requisiti ridotti

Le mini Aspi, ovvero le nuove indennità di disoccupazione con requisiti ridotti, consentono di sveltire i processi di pagamento: l’indennità, infatti, viene pagata in concomitanza del periodo di disoccupazione e non più l’anno successivo, come avveniva prima della riforma del lavoro. Le mini Aspi sono riservate a chi ha perso il posto di lavoro, ma non ha ancora i requisiti necessari per ottenere l’indennità di disoccupazione ordinaria: in questa categoria entrano sostanzialmente i lavoratori stagionali, trimestrali e dello spettacolo). I requisiti per ottenere questo tipo di sussidi sono: 78 giorni di lavoro dipendente retribuiti; 1 settimana di contributi INPS antecedente i 2 anni solari precedenti; inoltre non è obbligatorio iscriversi al Centro per l’impiego, fatta eccezione per i soci di cooperativa. Il calcolo dell’indennità sarà effettuato in maniera analoga di quella prevista per l’Aspi.

sabato 16 giugno 2012

Test di accesso alle università: ecco le date

immagine news
Dal Ministero il calendario delle prove che occorrerà superare per immatricolarsi nelle facoltà di Medicina, Odontoiatria, Architettura, Veterinaria e Professioni Sanitarie
E’ in corso di perfezionamento il decreto con cui saranno definiti le modalità ed i contenuti delle prove di ammissione ai corsi di laurea programmati a livello nazionale per l’anno accademico 2012-2013. 
Intanto il Ministero ha pubblicato il calendario dei test di ammissione. Lo riportiamo di seguito.

Medicina e Chirurgia e Odontoiatria e Protesi Dentaria - lingua italiana
4 settembre 2012

Medicina e Chirurgia e Odontoiatria e Protesi Dentaria - lingua inglese
5 settembre 2012

Architettura
6 settembre 2012

Medicina Veterinaria
10 settembre 2012

Professioni sanitarie
11 settembre 2012

San GIOVANNI 2012 ( festa Torino )


IL PROGRAMMA (01) - (02)

mercoledì 23 maggio 2012

Modello RED – Novità campagna RED 2012

A partire dal 2012 cambiano i soggetti tenuti alla presentazione del modello RED.
In particolare, la dichiarazione RED 2012 inerente redditi anno 2011 dovrà essere presentata dai pensionati che non dichiarano i propri redditi al Fisco o che, pur presentando una dichiarazione fiscale, hanno conseguito redditi non dichiarabili nel modello 730/Unico (per esempio: interessi bancari, postali, BOT, CCT) o comunque redditi di lavoro autonomo, pensioni e rendite estere, arretrati da pensione estere.
Inoltre, nel caso in cui almeno uno dei soggetti presenti nella matricola di emissione abbia l’obbligo di presentare il RED, è necessario acquisire anche i redditi di tutti gli altri soggetti componenti il nucleo familiare , e và dichiarato anche quanto già indicato nella dichiarazione.




mercoledì 4 aprile 2012

Riforma del lavoro: cosa cambia ( fonte : CGIA MESTRE )

E’ stato approvato dal Governo il Ddl che nelle prossime settimane sarà al vaglio del Parlamento. Vediamo in sintesi  cosa cambierà per i contratti di lavoro.


a)  La possibilità di assumere apprendisti sarà collegata alla condizione che negli ultimi tre anni siano stati trasformati a tempo indeterminato almeno il 50% dei contratti di apprendistato  già stipulati.

b)  Il  rapporto tra numero di apprendisti e dipendenti qualificati passerà dall’attuale 1/1 a 3/2, ossia sarà possibile  assumere apprendisti in numero di 3 ogni due qualificati già in forza.

c)  Aumenterà la responsabilità del datore di lavoro in tema di fomazione, in quanto in attesa che il libretto formativo sia attuato, sarà richiesto al’azienda di certificare la formazione impartita.

Contratto a part time:

Le variazioni d’orario, legate alle condizioni elastiche e flessibili, potranno avvenire solo previa comunicazione (anche solo via sms). Coinvolgerà solo i casi di part time verticale o misto.

Lavoro intermittente:

a)  Obbligo di comunicazione preventiva (via sms, pec o fax) in occasione di ogni chiamata.

b) Non sarà più possibile stipulare questo contratto con soggetti aventi meno i 25 anni o più di 45 anni.

c) L’indennità di disponibilità sarà dovuta anche ove non vi sia effettiva chiamata, se il contratto è previsto per i periodi del week end o delle vacanze.

Contratto a tempo determinato:

a) La stipula di un nuovo contratto a tempo determinato con lo stesso lavoratore non potrà più effettuarsi  a 10 giorni o 20 giorni dalla cessazione del primo contratto, bensì ad almeno 60 o 90 giorni, rispettivamente se il contratto è di durata inferiore o superiore a 6 mesi.

b) Per la stipula del primo contratto verrà eliminato l’obbligo di indicare la ragione di carattere tecnico o produttivo.

c) Viene aumentata la contribuzione dell’1,4% (esclusi i contratti per sostituzione o per attività stagionali).

d) In caso di contratto illegittimo, prevista la trasformazione a tempo indeterminato e il riconosimento di un risarcimento da 2,5 a 12 mensilità.

Collaborazioni a progetto:

a)  Aumenterà l’aliquota dei contributi dall’attuale 17% al 19% per coloro che sono già iscritti ad altra gestione, dal 27% al 28% per coloro invece che non sono iscritti a nessun’altra  gestione. Tali aliquote diventeranno nel 2018 rispettivamente 24% e 33%.

b) L’oggetto della collaborazione non potrà essere riconducibile all’attività normale dell’azienda e non sarà più possibile stipulare un contratto co.co.pro per la realizzazione di un programma (fase che non prevede se non un risultato parziale).

c) Verrà presunto come rapporto di lavoro subordinato se l’attività svolta dal collaboratore sarà analoga  a quella svolta da altri dipendenti.

Lavoro autonomo:

a) Si presume la natura di lavoro subordinato se la prestazione non sarà autonoma od occasionale, ma duri almeno 6 mesi nell’arco dell’anno e comporti ricavi per almeno il 75% di tutti quelli percepiti nell’anno.

b) L’utilizzo di un luogo fisso dell’azienda significherà presunzione del rapporto di lavoro subordinato, e conseguentemente il rapporto di lavoro verrà trasformato come rapporto di lavoro subordinato e a tempo indeterminato sin dall’inizio.

Associazione in partecipazione:

Non sarà più possibile ricorrere a questo contratto se non tra soggetti legati da parentela fino al 1° grado o tra coniugi.

martedì 3 aprile 2012

Ok esenzione imu edifici rurali strumentali

Esenzione dell'Imu per tutti i fabbricati rurali strumentali situati nei comuni di montagna. E' quanto e' stato approvato dalle commissioni Bilancio e Finanze del Senato attraverso un emendamento dei relatori al dl semplificazioni fiscali. 
Inoltre, per i fabbricati rurali strumentali per i quali e' prevista un'aliquota Imu del 2 per mille e' previsto il versamento dell'imposta in due rate pari al 30% in acconto e al 70% a saldo, rispettivamente entro giugno e dicembre, invece di due rate di uguale importo.

lunedì 2 aprile 2012

Energia, aumentano le bollette di corrente elettrica e gas. Da aprile gas +1,8%, elettricità +9,8% Visualizza articolo completo Aumento energia elettrica gas

L’Autorità per l’energia ha aggiornato i prezzi dell’energia elettrica e del gas per famiglie e piccole imprese in servizio di tutela nel trimestre aprile-giugno 2012, per le componenti legate ai prezzi metro cubo di gas e del chilowattora elettrico, alle tariffe di rete e agli oneri per il mantenimento in equilibrio dei sistemi. Per il gas si registra un aumento del 1,8% e per l’elettricità del 5,8%, con una maggiore spesa della famiglia tipo, rispettivamente di 22 euro e di 27 euro su base annua.
In particolare, l’aumento del 5,8% dell’energia elettrica da aprile, non comprende l’aggiornamento per gli incentivi diretti alle fonti rinnovabili e assimilate che pesano per un ulteriore 4% circa sulla bolletta (la c.d. componente A3) per un totale aumento di +9,8%. L’Autorità ha ritenuto di applicare alle bollette elettriche questo ulteriore aggiornamento solo a fine aprile, a garanzia dei diritti acquisiti.
Energia elettrica
Per l’energia elettrica, l’aumento del +5,8% in vigore da aprile, deriva sostanzialmente dagli incrementi del petrolio, dai maggiori costi per il mantenimento in equilibrio del sistema e dall’andamento della borsa elettrica sia per effetto dell’emergenza freddo di febbraio sia in una visione prospettica.
Il petrolio, è cresciuto dell’8,5% solo nell’ultimo trimestre e del 37,5% rispetto alla fine del 2010 mentre il contestuale deprezzamento dell’euro ha spinto i prezzi a picchi storici finora mai raggiunti (97,74 il 13 marzo us).
Anche l’esigenza di interventi urgenti per la sicurezza del sistema elettrico in presenza di una crescita esponenziale della generazione da fonti non programmabili e intermittenti, in particolare il fotovoltaico, rappresenta il 40% circa dell’aumento del 5,8%.
L’Autorità è già intervenuta e sta lavorando ad ulteriori misure per far sì che i maggiori oneri dei servizi per assicurare l’equilibrio del sistema elettrico vengano in parte sostenuti dai produttori e non integralmente trasferiti alla collettività dei consumatori.
Gas
Per il gas, l’aumento della materia prima, i cui prezzi sono ancora legati alle quotazioni del petrolio e la crescita degli oneri di distribuzione avrebbero comportato un aumento dei prezzi del 2,2%.
Tuttavia, l’Autorità ha potuto contenere l’incremento all’1,8% per effetto del nuovo metodo di aggiornamento che tiene conto anche del decreto ‘cresci-Italia’, che include fra i parametri utilizzati per determinare i corrispettivi a copertura dei costi della materia prima, il riferimento a una quota gradualmente crescente ai prezzi che si formano sui mercati europei.
Nell’incremento sono compresi gli incentivi per la promozione dell’efficienza energetica che, dallo scorso anno, vengono sostenuti attraverso le bollette del gas.
I bonus per le famiglie disagiate
Per sostenere le famiglie in condizioni di disagio economico e i malati gravi che necessitano di apparecchiature elettriche salva-vita, da quest’anno è stato incrementato l’importo dei bonus a riduzione della spesa per l’energia elettrica e per il gas. In particolare, nel 2012, il bonus elettrico è aumentato del 12% per un importo annuo pari ad un minimo di 63 ad un massimo di 139 euro (155 euro per i malati gravi) e, per il gas, l’incremento è del 20% portando il bonus a un valore compreso fra i 35 e i 318 euro.

giovedì 22 marzo 2012

Taglio compensi intermediari e CAF


Le novità sono tutte contenute nell’articolo 4, comma 30 e seguenti della Legge n. 183/2011 cosiddetta “Legge di Stabilità”.


Viene abolito definitivamente il compenso a carico del bilancio dello Stato, pari a 1,03 euro, per ciascuna dichiarazione dei redditi elaborata e trasmessa mediante il servizio telematico Entratel, dovuto ai soggetti incaricati della trasmissione telematica delle dichiarazioni dei redditi.
La disposizione introdotta si applica sempre  con riferimento alle attività svolte a decorrere dall’anno 2012.
Sempre a partire dal 2012 non verrà più corrisposto agli intermediari abilitati il compenso di 1,03 euro previsto per il servizio di pagamento con modalità telematiche, in nome e per conto del contribuente, per ogni delega di pagamento modello F24 trasmessa tramite il servizio telematico Entratel.
Confermata anche la diminuzione dei compensi previsti per l’assistenza fiscale ai dipendenti e ai pensionati che lo Stato eroga ai CAF per la compilazione e l’invio dei modelli 730.
La disposizione prevede una riduzione rispetto ai compensi finora previsti e si applicherà per le attività svolte a partire dall’anno 2012 (elaborazioni e trasmissioni dei modelli 730/2012 relative ai redditi del 2011). In particolare, i compensi previsti ammontano a:
  • 14,00 euro per ciascun modello di dichiarazione elaborato e trasmesso anziché 16,29 euro (ex DM 14 giugno 2011);
  • 26,00 euro per l’elaborazione e la trasmissione dei modelli 730 in forma congiunta anziché 32,58 euro.
La Legge di Stabilità, in definitiva, va a modificare l’articolo 38, comma 1 del Decreto legislativo 241/1997 che concerne i compensi spettanti per le dichiarazioni dei redditi elaborate e trasmesse dai CAF  dagli iscritti agli albi dei dottori commercialisti ed esperti contabili e dai consulenti del lavoro.
Bloccato anche l’adeguamento ISTAT per le attività svolte nel triennio 2011, 2012 e 2013 per l’assistenza fiscale prestata nelle dichiarazioni dei redditi 2010, 2011 e 2012. A disporre il blocco dell’adeguamento ISTAT previsto dall’art. 38 D.Lgs n. 241/1997, è il comma 32 dello stesso articolo 4, della Legge n. 183/2011.
Rimangono invariati invece i compensi spettanti ai sostituti di imposta per le attività di assistenza fiscale.

ASPI (assicurazione sociale per l'impiego) prospetto da La Stampa


ad integrazione dell'articolo  su quali sono le proposte del Governo Monti in merito agli ammortizzatori sociali ( indennità di disoccupazione )

ASpI: che cos'è la nuova indennità di disoccupazione

Cos'è l'ASPI, la nuova indennità di disoccupazione della riforma del mercato del lavoro

Che cos’è l’ASpI? L’acronimo che dà il nome alla nuova indennità di disoccupazione sta per Assicurazione Sociale per l’Impiego, il sistema di assicurazione contro la disoccupazione involontaria previsto dalla riforma del mercato del lavoro voluta da Elsa Fornero e dal governo Monti, con la trattativa chiusa con il no della CGIL.
In sostanza, l’ASpI va a sostituire quattro istituti oggi vigenti:
- l’indennità di mobilità;
- l’indennità di disoccupazione non agricola ordinaria;
- l’indennità di disoccupazione con requisiti ridotti;
- l’indennità di disoccupazione speciale edile (nelle sue tre varianti esistenti).
Da qui, l’aggettivo di universale che si accompagna alla nuova istituzione.
Vale la pena di ricordare che l’indennità di disoccupazione è la pratica attraverso la quale lo Stato finanzia il sostentamento di disoccupati che non percepiscono reddito di lavoro, non avendo la possibilità di offrire prestazioni lavorative; l’indennità di mobilità, invece, viene riconosciuta ai lavoratori che abbiano perduto il posto di lavoro in seguito a licenziamento (e che risultino iscritti nelle liste di mobilità).
Vediamo ora, nel dettaglio,tutte le caratteristiche di questa “assicurazione”.

ASpI: la copertura e i requisiti

Tanto per cominciare, cerchiamo di capire chi può accedere all’assicurazione? Sono coperti dall’ASpI: tutti i lavoratori dipendenti del settore privato; i lavoratori delle Amministrazioni pubbliche con contratto di lavoro dipendente a tempo determinato. Si estende, inoltre, agli apprendisti e agli artisti (dipendenti), che oggi sono esclusi dall’applicazione di strumenti a sostegno del lavoratore in caso di perdita del reddito.
Per avere diritto all’ASpI restano invariati requisiti che oggi consentono di accedere all’indennità di disoccupazione non agricola ordinaria.
Ovvero: bisogna, naturalmente, essere disoccupati; bisogna inoltre avere almeno 2 anni di anzianità assicurativa e aver lavorato (ovviamente, con contributi regolarmente versati) per almeno 52 settimane nell’ultimo biennio.

Quanto dura l’ASpI

ASpI - Indennità: cosa cambia (durata)
La durata dell’ASpI cambia rispetto all’attuale indennità di disoccupazione. Al momento, l’indennità di disoccupazione ordinaria dura 8 mesi per i lavoratori che non hanno ancora compiuto il 50esimo anno d’età, che diventano 12 quando si superano i 50 anni. Ma, come detto, l’ASpI sostituirà anche la mobilità (che oggi interessa cirda 4 milioni e mezzo di dipendenti) e che ha durate decisamente superiori: 12 mesi (24 per chi ha da 40 a 50 anni, 36 per chi ha più di 50 anni), che diventano 24 (e rispettivamente 36 e 48) per i lavoratori licenziati da aziende del Mezzogiorno (nella tabella in alto, come cambierà nella fase di transizione la durata del periodo di indennità).
Con la riforma cambiano durate e soglia d’età: l’ASpI appiattisce tutto, aumenta un po’ la durata rispetto all’indennità ordinaria ma la riduce trasticamente rispetto alla mobilità.
Durerà non più di 12 mesi per i lavoratori con meno di 55 anni di età, che diventano 18 mesi se si superano i 55 anni di età.

Qual è l’importo del trattamento economicodell’ASpI

ASpI - Indennità: cosa cambia (trattamento)
Il massimale dell’Assicurazione è di 1.119,32 euro (con rivalutazione annuale sulla base dell’indice dei prezzi FOI). Ma questo è l’importo massimo, appunto.
Viene concesso, nella fattispecie:
- il 70% dello stipendio lordo precedentemente percepito, fino alla retribuzione di 1.250 euro
- il 30% per la parte di retribuzione precedentemente percepita superiore a 1.250 euro, fino a raggiungere il massimale.
Inoltre, dopo i primi 6 mesi l’indennità si abbatte del 15%. Dopo altri 6 mesi la cifra erogata scende di nuovo del 15%.
Per confronto, l’attuale sussidio di disoccupazione prevede il 60% del lordo per 6 mesi, il 50% del lordo per il settimo e l’ottavo mese, il 40% del lordo per i mesi restanti.
Nella tabella, la fase di transizione, da cui si evince, a fronte di una drastica riduzione della durata, un sostanziale lieve aumento dell’importo erogato (con la situazione più favorevole, ovviamente, per gli apprendisti, a cui l’istituzione viene estesa).

Cosa succede se interviene nuova occupazione

Può capitare di trovare lavoro durante la fase di copertura dell’ASpI. Se si lavora per meno di 6 mesi il trattamento viene sospeso e riprende alla fine del periodo di lavoro. Se invece si lavora per più di 6 mesi, il trattamento ricomincia (ma a questo punto devono essere di nuovo presenti i requisiti minimi).

La Mini-ASpI

Attualmente esiste anche un’indennità di disoccupazione con requisiti ridotti. Di cosa si tratta? Si tratta della possibilità di accedere a un sussidio in caso di disoccupazione anche se non si hanno i requisiti minimi. Dal primo gennaio al trentuno marzo si può presentare l’istanza per ricevere il sussidio relativo all’anno precedente, in un’unica soluzione: il 35% del lordo fino a 120 giorni, il 40% del lordo i restanti 60 giorni.
Ora, in sostituzione, arriva la Mini-ASpI, con sostanziali differenze.
Intanto, l’indennità non viene pagata l’anno successivo ma nel momento in cui si diventa disoccupati. Il requisito per accedere alla Mini-ASpI è di almeno 13 settimane di contributi versati negli ultimi 12 mesi.
Il calcolo dell’indennità è analogo a quello dell’ASpI. Cambia radicalmente la durata: non più della metà delle settimane di contribuzione negli ultimi due anni. L’erogazione è sospesa se si lavora per meno di 5 giorni.

Contributi: le nuove aliquote

Il datore di lavoro dovrà versare un’aliquota pari all’1,3% per i lavoratori a tempo indeterminato e un’aliquota aggiuntiva pari all 1,4% per i lavoratori a tempo determinato (purché non apprendisti o assunti in sostituzione di altri lavoratori che abbiano diritto a mantenere il posto di lavoro).
Se il contratto si trasforma a tempo intederminato, l’aliquota aggiuntiva (fino a 6 mensilità) verrà restituita dopo il superamento del periodo di prova.
Per i rapporti a tempo indeterminato è previsto anche un contributo di licenziamento da versare all’Inps al momento del licenziamento. L’importo sarà pari a 0,5 mensilità di indennità per ogni 12 mesi di anzianità aziendale negli ultimi tre anni.
Questo meccanismo va a sostituire le aliquote a carico dei datori di lavoro: disoccupazione involontaria (le nuove regole scattano dal 2013), aliquota aggiuntiva per il settore edile, mobilità (che passa dallo 0,3% nel 2014 allo 0,2 nel 2015 fino ad annullarsi nel 2017).
Secondo le simulazioni fatte dalla CGIA di Mestre, ciò aumenterà notevolmente la contribuzione dovuta dalle aziende.
Foto | © TM News
ASpI: che cos'è la nuova indennità di disoccupazione é stato pubblicato su Polisblog.it alle 03:16 di mercoledì 21 marzo 2012.

mercoledì 21 marzo 2012

Fiat: offerta nuovo bond per 850 milioni - AGI - Agenzia Giornalistica Italia

Fiat: offerta nuovo bond per 850 milioni - AGI - Agenzia Giornalistica Italia:

Borsa Italiana


AGI - Agenzia Giornalistica Italia
(AGI) Roma - A seguito dell'annuncio di questa mattina relativo al lancio di un'emissione obbligazionaria benchmark denominata in euro, Fiat conferma che l'offerta sara' di ammontare nominale pari a 850 milioni di euro e che i titoli avranno scadenza ...
Fiat: emissione obbligazionaria da quotare in IrlandaAgenzia di Stampa Asca
Fiat: pronto bond euro globalBorsa Italiana
Fiat/ Offerta nuovo bond per 850 milioniVirgilio
FIRSTonline -Adnkronos/IGN
tutte le notizie (31) »

Fiat, fonti: ordini bond 5 anni oltre 2 mld, rendimento 7% - Reuters Italia

Fiat, fonti: ordini bond 5 anni oltre 2 mld, rendimento 7% - Reuters Italia:

Panorama


Reuters Italia
MILANO (Reuters) - Fiat, attraverso la sua controllata Fiat Finance and Trade, ha lanciato stamane un bond a 5 anni che ha attratto ordini per oltre 2 miliardi di euro da oltre 300 account, secondo quanto riferito da fonti.
***Fiat: per nuovo bond ordini oltre un mld, libri ancora apertiCorriere della Sera
Fiat, caratteristiche nuovo Bond al 7%Trend-online.com
Fiat: prezzera' bond 5 anni al 7% di rendimentoBorsa Italiana
Il Sole 24 Ore -Lo Spiffero -Panorama
tutte le notizie (18) »

domenica 18 marzo 2012

Studi di settore 2012 saranno adeguati alla crisi economica

In attesa della delega per la riforma fiscale ci sono buone notizie per commercianti, artigiani, professionisti e piccole imprese. Infatti, gli studi di settore potranno essere integrati, tenendo conto degli andamenti economici - e quindi dell'effetto della crisi - già nel 2011. E' una delle novità della circolare n. 8 del 16 marzo del 2012 dell'Agenzia delle Entrate che detta novità normative anche per il confronto con i contribuenti che non risultano in linea, con un invito alla collaborazione.


"Gli studi di settore – ha spiegato l'Agenzia delle Entrate - possono essere integrati sulla base degli andamenti economici già in relazione al periodo di imposta 2011", con un impatto quindi nelle dichiarazioni che dovranno essere fatte quest'anno dai contribuenti sottoposti agli studi: lavoratori autonomi, professionisti e piccole imprese. L'adeguamento, comunque, non sarà generalizzato: "si tratta di accorgimenti che possono riguardare determinati settori o aree territoriali, con l'obiettivo di rendere gli studi sempre più capaci di stimare i ricavi e i compensi degli operatori".


La circolare dell'Agenzia delle Entrate fornisce precisazioni in ordine ai benefici per i soggetti che per il 2011 risultano congrui e coerenti alle risultanze degli studi di settore. In particolare, nei confronti di tali soggetti: sono preclusi gli accertamenti di tipo "analitico-presuntivo"; la determinazione sintetica del reddito complessivo è ammessa solo a condizione che il reddito complessivo accertabile ecceda di almeno un terzo quello dichiarato; è ridotto di un anno il termine per l'attività di accertamento. Questi "paletti" si applicano per i contribuenti che dichiarano, anche per effetto dell'adeguamento, ricavi o compensi pari o superiori a quelli risultanti dell'applicazione degli studi. Sono comunque richieste le condizioni che abbiamo indicato fedelmente tutti i dati richiesti, che risultino coerenti con gli specifici indicatori previsti e che siano "potenzialmente" accertabili sulla base delle risultanze degli studi di settore.


L'Agenzia delle Entrate inoltre può invitare i contribuenti, in base ai dati del modello Unico, ad adempiere agli obblighi dichiarativi in materia di studi di settore. «Si tratta di inviti finalizzati all'incremento della compliance dichiarativa, ovvero all'incentivazione dei comportamenti virtuosi, senza effetti preclusivi al ravvedimento nei confronti dei destinatari. Per questi ultimi, infatti, è prevista la possibilità di operare il ravvedimento dell'omessa presentazione del modello degli studi di settore, attraverso una dichiarazione integrativa. In tal modo i contribuenti potranno beneficiare delle sanzioni ridotte sanando la violazione commessa».

giovedì 8 marzo 2012

CON LA BUSTA DI MARZO ARRIVANO I CONGUAGLI IRPEF

CON IL DECRETO SALVA ITALIA MONTI HA SANCITO CHE NELLE BUSTE PAGA DI TUTTI I LAVORATORI ITALIANI IL CONGUAGLIO IRPEF DELL'ADDIZIONALE REGIONALE 2011 SUBIRA' AUMENTI :

L'aumento è pari allo 0,33 per cento dell'aliquota base (cioè quella non discrezionale delle Regioni) portandola dallo 0,9 all'1,23 %. 

A marzo scatta anche il pagamento dell'acconto del 30% dell'addizionale comunale Irpef.

Quest'imposta ha subito aumenti per effetto dello sblocco delle aliquote varato dalla manovra Tremonti dello scorso agosto. 

Molti comuni, 301 in tutta Italia, non appena deliberato lo sblocco hanno subito operato al rialzo sulle aliquote, portando l'imposta da circa 129 € a 177 € pro capite. 

Hanno tempo fino a giugno per deliberare ulteriori ritocchi.