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sabato 19 gennaio 2013

Chieri: l'ufficio dell'Agenzia delle Entrate chiuderà l'8 aprile (radiochieri)

In una circolare interna dell'Agenzia delle Entrate si comunica la chiusura della sede di Chieri a far data dall'8 aprile.

Tra l'inizio di marzo e la metà di maggio chiuderanno in Piemonte anche le sedi di :

  • Nizza Monferrato,
  • Cossato, 
  • Bra, 
  • Domodossola 
  • e Santhià.

Resta aperto uno spiraglio per mantenere in città almeno un punto di assistenza fiscale, se il Comune troverà il locale. 


La mannaia della spending review si abbatte dunque sull'ufficio di strada Valle Pasano e sui suoi 16 dipendenti, che saranno ripartiti tra le due sedi di Torino e quella di Moncalieri.

martedì 4 dicembre 2012

Al via l’integrazione tra Agenzia delle Entrate e del Territorio

L’Agenzia delle Entrate rinnova i suoi connotati, portando a termine la fusione con l’Agenzia del Territorio. La novità, inserita nel pacchetto di tagli e di ridefinizione degli uffici pubblici contenuti nella spending review, ha ricevuto parere favorevole dal Comitato di gestione dell’ente guidato da Attilio Befera, che da oggi, dunque, diventa a tutti gli effetti il plenipotenziario amministrativo della riscossione fiscale. Con il nuovo assetto, sono state istituite anche due cariche di vicedirettore, con Gabriella Alemanno, ex direttore Agenzia del territorio, e Marco Di Capua che ricoprirà anche il ruolo di direttore vicario, dopo essere stato a capo dell’ufficio centrale di Amministrazione, Pianificazione e Controllo, sempre dell’Agenzia delle Entrate. Ed è proprio nei connotati delle direzioni centrali che l’Agenzia del Territorio, di fatto inglobata nell’ente più esteso e generalmente inviso ai contribuenti, subisce il restyling più profondo. Spariscono, infatti, i comparti di “amministrazione” e “pianificazione”, “sistemi informativi”, “personale”, “audit” che vengono cooptate nelle omologhe direzioni dell’Agenzia delle entrate. Una ridefinizione, quella alla base dell’accorpamento dei due istituti, che, quindi, porta con sé anche un ricambio - quantomeno negli incarichi - nelle cariche di prim’ordine, in special modo proprio negli uffici interessati dall’ondata di razionalizzazione. Così, il direttore aggiunto della direzione centrale Amministrazione, Pianificazione e Controllo, Stefano Antonio Sernia, passa al vertice dell’area, con massimo Pietrangeli che da direttore centrale delle tagliate “risorse umane e organizzazione del territorio”, diventa pro tempore direttore aggiunto della direzione centrale del personale, fino a che, cioè, il processo di assimilazione non sarà ultimato. Stessa sorte per Roberto Egidi, attuale direttore centrale audit del Territorio, che approda alla carica di direttore aggiunto della direzione centrale audit e sicurezza, fintanto che il processo di commistione tra le due Agenzie non sarà ultimato. Sono queste le direzioni principalmente coinvolte nel processo di ristrutturazione, mentre le altre in capo all’Agenzia del territorio, confluiscono senza particolari modifiche dentro l’istituto con a capo Attilio Befera. Il procedimento, però, non è terminato: quello approvato è solo un documento di un primo step per l’integrazione tra i due enti. Ora per concludere il processo di unificazione, si attende lo scadenzario che dovrà essere definito dal Ministero dell’economia e delle finanze, nel resoconto che sarà presentato al Parlamento riguardo questa attesa misura di alleggerimento istituzionale.

IL NUOVO SITO

giovedì 1 novembre 2012

Province, al Piemonte ne restano cinque (alinews)

Il Governo mette la parola fine alla questione Province, scegliendo la strada “di mezzo” tra la proposta del Consiglio delle Autonomie Locali che aveva proposto l’abolizione di quattro enti locali e quella del Consiglio regionale che, sotto una forte spinta campanilista, aveva richiesto il mantenimento di sei province. La strada scelta dall’esecutivo e’ quella di un Piemonte a cinque province: Torino, Cuneo, Asti-Alessandria, Novara-Vco, Vercelli-Biella. Sono state quindi accolte le istanze dei territori vercellesi e biellesi che disponevano dei requisiti minimi di legge per chiedere “l’indipendenza” dalla Provincia di Novara, temendo di rimanere in una posizione troppo periferica e svantaggiata. E’ stata invece rigettata dal ministro Patroni Griffi l’opzione di mantenere come due entita’ a se’ stanti le province di Asti ed Alessandria. La decisione del Governo ha suscitato, come prevedibile, reazioni opposte a seconda dei territori: esultanze giungono da Biella e Vercelli, mentre traspare delusione dagli amministratori locali astigiani.



Salva la coppia Biella Vercelli. Bocciata Asti


“Sembrava un risultato impossibile dichiara a caldo Luigi Bobba, deputato vercellese del PD e vice presidente della Commissione Lavoro – , invece il Governo ha dato ragione ai Sindaci del nostro territorio, alle nostre buone argomentazioni e al lavoro di squadra di gran parte degli esponenti politici dei due territori: le Province di Biella e di Vercelli saranno accorpate in quanto rispettano pienamente i criteri fissati dalla legge”. Anche il capogruppo del Pdl in Regione, Luca Pedrale, esprime soddisfazione: “Sono orgoglioso della battaglia che abbiamo portato avanti fino all’ultimo che permette di salvare più di mille posti di lavoro con tutto quello che ne consegue di indotto economico sociale”. Di parere opposto, la consigliere astigiana Angela Motta: "Non ci aspettavamo che un Ministro tecnocrate di un Governo privo di consenso popolare potesse capire le ragioni di un territorio e che il ridisegno dell’architettura istituzionale non si realizza solo considerando numero di abitanti e chilometri, bensì storia, economia, cultura, tradizioni e relazioni. Con la scusa di fantomatici risparmi si è voluto passare un colpo di spugna sugli enti intermedi". Critiche giungono anche dagli ambienti sindacali: la Cisl Piemonte, che nei giorni scorsi aveva avviato il processo di riorganizzazione su 4 sedi territoriali, con le parole del segretario Giovanna Ventura dichiara: “In Piemonte abbiamo perso un’altra occasione per razionalizzare il sistema istituzionale. Ancora una volta gli interessi politici-elettorali hanno prevalso su temi importanti come lo sviluppo e la crescita economica della regione”.

Il riordino delle Province italiane sara’ ufficialmente operativo nel 2014: al termine dell’anno prossimo infatti si terranno le elezioni per decidere dei nuovi enti territoriali.




Sul territorio nazionale Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge che “taglia le province”, riducendole da 86 a 51. 

Di seguito un elenco con il nuovo assetto regione per regione. 

Rimangono fuori al momento le 5 regioni a statuto speciale, per le quali il governo ha ancora 6 mesi di tempo.

PIEMONTE: Torino, Cuneo, Asti-Alessandria, Novara-Verbano-Cusio-Ossola, Biella-Vercelli

LIGURIA: Imperia-Savona, Genova, La Spezia

LOMBARDIA: Milano-Monza-Brianza, Brescia, Mantova-Cremona-Lodi, Varese-Como-Lecco, Sondrio, Bergamo, Pavia

VENETO: Verona-Rovigo, Vicenza, Padova-Treviso, Belluno, Venezia

EMILIA ROMAGNA: Piacenza-Parma; Reggio Emilia-Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna-Forlì-Cesena-Rimini

TOSCANA: Firenze-Pistoia-Prato, Arezzo, Siena-Grosseto, Massa Carrara-Lucca-Pisa-Livorno

MARCHE: Ancona, Pesaro-Urbino, Macerata-Fermo-Ascoli Piceno

UMBRIA: Perugia-Terni

LAZIO: Roma, Viterbo-Rieti, Latina-Frosinone

ABRUZZO: L’Aquila-Teramo, Pescara-Chieti

MOLISE: Campobasso-Isernia

CAMPANIA: Napoli, Caserta, Benevento-Avellino, Salerno

PUGLIA: Bari, Foggia-Andria-Barletta-Trani, Taranto-Brindisi, Lecce

BASILICATA: Potenza-Matera

CALABRIA: Cosenza, Crotone-Catanzaro-Vibo Valentia, Reggio Calabria

venerdì 26 ottobre 2012

Addio Provincia di Torino: al via la Città Metropolitana, attiva dal 2014 (zipnews)

Comincia la fase costituente di Torino Città Metropolitana: 314 sindaci sono stati convocati nel pomeriggio nel capoluogo piemontese per la firma del protocollo che avverrà tra il sindaco Fassino e il presidente della provincia Saitta nella sede di corso Inghilterra. 

Pronto il decreto sulle nuove Province che approderà in Consiglio dei ministri a novembre: quelle che hanno meno di 350 mila abitanti o un’estensione inferiore ai 2.500 chilometri quadrati dovranno essere accorpate con quelle vicine.

In Piemonte dalle otto attuali diventeranno quattro: oltre a quella di Torino e Cuneo, invariate, Asti sarà accorpata ad Alessandria e la quarta provincia sarà costituita da Vercelli, Biella, Verbano Cusio Ossola e Novara.



L’approvazione del decreto legge per la revisione della spesa pubblica impone la soppressione della Provincia subalpina e la contemporanea istituzione della Città Metropolitana, sullo stesso territorio e con lo stesso organico: comprenderà 315 Comuni e 2 milioni e 300 mila abitanti. 
Avverrà entro il 2014 quasi alla scadenza naturale del mandato di Saitta. L’istituzione della Città Metropolitana non sarà finalizzata a significativi risparmi di denaro pubblico (cui invece punta l’abolizione di decine di provincie che il governo indicherà nelle prossime settimane), ma a un riordino di competenze che accrescerà i poteri del nuovo ente rispetto a quelli dell’attuale Provincia, soprattutto nei campi delle infrastrutture e della gestione dei servizi.

giovedì 4 ottobre 2012

Il Consiglio Regionale si autoriduce da 60 a 50 consiglieri: risparmio futuro di 15 milioni di euro (quotidianopiemontese)

riforma del Consiglio regionale del Piemonte che ha approvato la legge di modifica statutaria, proposta dall’Ufficio di presidenza che riduce il numero dei consiglieri da 60 a 50 e degli assessori da 14 a 11. E’ anche stato posto un limite al numero degli assessori esterni, cioè non consiglieri, che non potranno essere più di [...]

venerdì 31 agosto 2012

Nell'agenda Monti il rifinanziamento della social card per il 2013




La social card per i poveri raddoppia
Giornalettismo
La social card non lascia, raddoppia. Lo strumento voluto da Tremonti per aiutare gli anziani è stato rifinanziato dal governo Monti, che studia anche un nuovo provvedimento per allargare la platea degli aventi diritto. Per il quale, secondo il ...


Nell'agenda Monti il rifinanziamento della social card per il 2013 (in ...
Il Sole 24 Ore
La social card è la sola prestazione esistente contro la povertà assoluta (che interessa il 4,6% delle famiglie). Un decreto del Lavoro, di concerto con l'Economia, dovrà indicare la decorrenza della sperimentazione della nuova versione della carta ...


Dal lavoro alle liberalizzazioni, la 'Fase due' del governo

Tg1 - www.tg1.rai.it
Dalle assunzioni nelle scuole alla dismissione del patrimonio dello Stato, dalla social card al Piano giovani, la fitta agenda dei provvedimenti allo studio per ridare slancio alla crescita. I sindacati: "Serve un Patto sociale". Crescita. Dal lavoro ...





N.B.: la SOCIAL CARD (cos'è)  l'ISEE 
è lo strumento per richiederla











giovedì 16 agosto 2012

La nuova ricetta è in vigore: basta scrivere il principio attivo (nanopress)


La norma sulla nuova ricetta del Servizio sanitario nazionale con l'indicazione del principio attivo al posto del nome commerciale del farmaco è in vigore. Sulla normale ricetta rossa deve ora comparire solo il nome della sostanza contenuta nel farmaco, cioè il principio attivo che possiede proprietà terapeutiche. Questo è già sufficiente perché la ricetta sia valida e possa essere presentata dall'assistito in farmacia per acquistare il prodotto dal prezzo più basso. Il medico può aggiungere anche il nome commerciale di un farmaco, ma deve giustificare la non sostituibilità con una sintetica motivazione scritta. Il Ministero della Salute sottolinea che queste disposizioni "non riguardano le terapie croniche già in corso".Il legislatore, infatti, ha evitato di introdurre una normativa che potesse provocare possibili, sebbene rari, spiega il ministero della Salute, inconvenienti, nel corso di una terapia, a causa del passaggio da un medicinale all'altro, seppur con la stessa composizione.
Il paziente, come previsto dal decreto 'Cresci Italia dello scorso gennaio, ha comunque la possibilità di richiedere al farmacista un medicinale, sia equivalente che di marca, con lo stesso principio attivo, ma con un costo più alto, pagando a proprie spese la differenza di prezzo rispetto al farmaco meno costoso. Quando al paziente è consegnato il farmaco avente il costo più alto di quello ammesso al rimborso (o perché il medico ha usato la clausola di non sostituibilità, o perché è il paziente a pretendere dal farmacista un medicinale più costoso) la differenza fra i due prezzi è a carico del cittadino.

lunedì 13 agosto 2012

Rette universitarie, nessun aumento all'ateneo del Piemonte Orientale - La Stampa

Rette universitarie, nessun aumento all'ateneo del Piemonte Orientale  (NOVARA) Studenti a lezione...in linea con i tagli del governo, l'Università di Torino ha invece deciso che le tasse saranno calcolate con un sistema personalizzato in base al reddito famigliare di ogni studente, con una sostanziale riduzione per gli studenti ...continua....




L'argomento dalla Rassegna stampa dell'assessore Porchietto (l'appello)
(01) - (02) - (03)

mercoledì 8 agosto 2012

Esodati: i prossimi 55mila salvati (businessvox)

A che punto siamo relativamente ai nuovi lavoratori salvaguardati dalla Spending Review ? Rientrano costoro nelle condizioni imposte dal Decreto Fornero firmato lo scorso 1° Giugno? 
Il governo ha predisposto l'estensione della tutela per un numero massimo pari a 55mila lavoratori. Il provvedimento è contenuto nell'articolo 22 del Decreto legge numero 95 del 6 Luglio 2012 e porta così a 120mila il numero di soggetti che complessivamente potranno beneficiare delle regole di accesso alla pensione e delle decorrenze vigenti alla data del 6 Dicembre 2011 (data di entrata in vigore della Riforma delle pensioni targata Fornero). 
Gli ulteriori 55mila lavoratori interessati sono stati così determinati:
a) lavoratori per i quali le imprese abbiano stipulato in sede governativa entro il 31 dicembre 2011 accordi finalizzati alla gestione delle eccedenze occupazionali con utilizzo di ammortizzatori sociali ancorche' alla data del 4 dicembre 2011 gli stessi lavoratori ancora non risultino cessati dall'attivita' lavorativa e collocati in mobilita' ai sensi degli articoli 4 e 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223, e successive modificazioni, i quali in ogni caso maturino i requisiti per il pensionamento entro il periodo di fruizione dell'indennita' di mobilita' di cui all'articolo 7, commi 1 e 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223 ovvero, ove prevista, della mobilita' lunga ai sensi dell'articolo 7, commi 6 e 7, della predetta legge n. 223 del 1991. Ai lavoratori di cui alla presente lettera continua ad applicarsi la disciplina in materia indennita' di mobilita' in vigore alla data del 31 dicembre 2011, con particolare riguardo al regime della durata;
b) nei limiti di ulteriori 1.600 soggetti rispetto a quanto indicato dall'articolo 6 del citato decreto ministeriale del 1° giugno 2012 ai lavoratori che, alla data del 4 dicembre 2011, non erano titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarieta' di settore di cui all'articolo 2, comma 28, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, ma per i quali il diritto all'accesso ai predetti fondi era previsto da accordi stipulati alla suddetta data e ferma restando la permanenza nel fondo fino al sessantaduesimo anno di eta';
c) lavoratori di cui all'articolo 24, comma 14, lettera d) del decreto-legge n. 201 del 2011 nonche' di cui all'articolo 2, comma 1, lettera d) del citato decreto ministeriale del 1° giugno 2012 che, antecedentemente alla data del 4 dicembre 2011, siano stati autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione, che perfezionano i requisiti anagrafici e contributivi utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplina vigente alla data di entrata in vigore del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 20l, nel periodo compreso fra il ventiquattresimo e il trentaseiesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del medesimo decreto-legge;
d) lavoratori di cui all'articolo 6, comma 2-ter, del decreto-legge n. 216 del 2011, che risultino in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi che, in base alla disciplina pensionistica vigente prima della data di entrata in vigore del citato decreto-legge n. 201 del 2011, avrebbero comportato la decorrenza del trattamento medesimo nel periodo compreso fra il ventiquattresimo e il trentaseiesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del decreto-legge n. 201 del 2011.
L'articolo dovrà essere successivamente attuato da un decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del Dl 95/2012. 
Il nuovo provvedimento non altera i requisiti indicati nel decreto firmato il 1° Giugno riguardante i 65mila salvaguardati i quali mantengono dunque le regole e le modalità di accesso ivi contenuti.  

martedì 7 agosto 2012

Spending Review e Legge. Tutte le Novita del Parlamento

Ecco le novità inserite nel decreto.
TRA LE NOVITÀ di rilievo introdotte ci sono le tasse universitarie più alte per i fuoricorso, il blocco delle tasse per i meno abbienti fino al 2016,l’addizionale Irpef che aumenterà per le regioni in deficit sanitario,il tetto a 300mila euro per gli stipendi dei manager, 800 milioni per i comuni e l’austerity che entra anche in Bankitalia.

TASSE FUORI CORSO: aumentano le tasse per gli studenti fuori corso. 
Per chi ha un reddito familiari fino a 90mila euro, la maggiorazione non potrà superare il 25%, 
per chi ha un reddito compreso tra i 90mila e i 150mila euro,l’aumento non potrà andare oltre il 50 %. 
Raddoppio per quelli che hanno un reddito familiare superiore ai 150mila euro. 
Sarà tenuto conto della specifica condizione degli studenti lavoratori. 
Gli introiti saranno destinati, per il 50%, alle borse di studio e per il resto a interventi di sostegno a servizi abitativi, di orientamento, di ristorazione e di assistenza.
 
BLOCCO TASSE UNIVERSITA' MENO ABBIENTI: fino al 2016 non ci sarà nessun aumento delle rette per gli studenti in regola con gli esami e che hanno un reddito familiare fino a 40mila euro.
 
ADDIZIONALE IRPEF: dal 2013 aumenterà per le otto regioni italiane in deficit sanitario, quali Piemonte, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, l’aliquota massima sale dallo 0,5% all’1,1 %.
 
COMUNI: arrivano 800 milioni per i comuni. 300 milioni, saranno prelevati dal fondo per i comuni virtuosi; gli altri 500 milioni arriveranno dal fondo per i rimborsi fiscali destinati alle aziende.
 
FARMACI: il medico avrà l’obbligo di indicare il principio attivo nella ricetta, ma avrà anche la facoltà di indicare il nome del farmaco, motivando la scelta che sarà vincolante per il farmacista.
 
STIPENDI MANAGER: il compenso di manager e dirigenti delle aziende partecipate dello Stato, non quotate, non potrà superare i 300mila euro. La norma si applica anche alla Rai, dal prossimo consiglio di amministrazione.
 
PROVINCE: nessun accorpamento ma riordino per le province. Restano invariati i criteri minimi: dimensione territoriale non inferiore a 2.500 chilometri quadrati e popolazione residente non inferiore a 350mila abitanti.

AUSTERITY BANKITALIA: l’austerity arriva anche a Palazzo Chigi. Buoni pasto da 7 euro, dal 1 ottobre, e stop alle consulenze esterne ai dipendenti in pensione. Non saranno più retribuite ferie, permessi e riposi non fruiti. Taglio del 50% alla spesa per il noleggio delle auto blu e per i buoni taxi rispetto al 2011.
TERREMOTO EMILIA: arrivano 6 mld destinati a imprese e cittadini. I comuni e il commissario regionale potranno fare assunzioni a tempo determinato per affrontare l’emergenza.
RICERCA: salta il taglio previsto di 30 mln ai fondi per la ricerca.
INTERCETTAZIONI: sale a 25 mln il taglio delle risorse destinate alle intercettazioni telefoniche.
PENSIONI PROFESSORI: gli insegnanti che avranno maturato i requisiti entro il 31 agosto prossimo potranno andare in pensione con le vecchie regole, se rientrano nella categoria docenti in esubero.
SCIOPERI SERVIZI PUBBLICI: raddoppiano, con l’adeguamento da lira a euro, le sanzioni previste dalla commissione di garanzia sullo sciopero dei servizi pubblici essenziali.
INDENNITA’ PROF. UNIVERSITA’: i professori universitari che rientrano in ruolo dopo un incarico diverso non potranno cumulare le indennità allo stipendio.
CINEMA: niente tagli per il Centro sperimentale di cinematografia, per l’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi e per la Cineteca nazionale.
TAGLI MINISTERI: sei mesi in più per la riduzione del personale dei ministeri dell’Interno e degli Esteri.
PREFETTURE: salgono al 20% i risparmi che dovranno arrivare dalla trasformazione delle prefetture da ufficio territoriale del governo a ufficio territoriale dello Stato.
DISMISSIONE SOCIETAIN HOUSE: lo scioglimento o la cessione delle società controllate direttamente o indirettamente dalle pubbliche amministrazioni non saranno più automatici laddove non sarà possibile per l’amministrazione pubblica controllante un efficace e utile ricorso al mercato.
AGENZIE ENTI LOCALI: salta l’obbligo per Regioni, Province e Comuni di sopprimere o accorpare i propri enti ed agenzie, ma devono ottenere un risparmio del 20% per la loro gestione. per il noleggio delle auto blu e per i buoni taxi rispetto al 2011.

Le altre misure: dagli esodati ai posti letto ridotti

Tra le altre conferme vi è anche la riduzione di un solo punto percentuale dell’aggio di riscossione di Equitalia dal prossimo anno , nonché la riduzione dei  posti letto in particolare da subito di 4mila posti, per arrivare, nel 2014, a 18mila letti in meno, la nuova geografia giudiziaria che porta all’accorpamento 37 Tribunali e 38 Procure, con la scomparsa di tutte le 220 sedi distaccate e di ben 674 uffici dei giudici di pace, nonché la salvaguardia di altri 55mila esodati.

Dopo le fasi :



03 - PREANNUNCIATO SPENDING REVIEW TRIS ( agevolazioni fiscali )

lunedì 30 luglio 2012

Retta bloccata a universitari con Isee sotto 40.000 euro ( maxiemendamento spending review )

Continuano gli emendamenti sulla retta universitaria nella spending review 
si passa al blocco della Retta universitaria per tre anni, per gli studenti in corso con un reddito familiare Isee sotto i 40.000 euro. 

domenica 29 luglio 2012

Tasse universitarie raddoppiate per i fuori corso

Nel mirino della spending review sono finiti gli studenti fuori corso che, con reddito Isee superiore ai 150 mila euro, si vedranno raddoppiate le tasse. Chi invece ha un reddito inferiore ai 90mila euro, dovrà accollarsi un aumento del 25%, mentre i redditi compresi tra i 90mila e i 150mila euro dovranno sborsare il 50% in più. Gli incrementi saranno stabiliti dal ministero dell’Università con un decreto entro il 31 marzo di ogni anno. Gli introiti saranno destinati alle borse di studio e a interventi di sostegno a servizi abitativi, di orientamento, di ristorazione e di assistenza. 

venerdì 13 luglio 2012

Gli Statali d'oro , i dirigenti superpagati della pubblica amministrazione

Gli "Statali d'oro", i dirigenti superpagati della pubblica amministrazione

Spending review, tagli ai Caf e sindacati a dieta

I compensi dei CAF saranno tagliati ........Tra le misure contenute nel provvedimento di spending review che hanno fatto arrabbiare di più i sindacati ce n'è una di cui si è parlato meno, ma che di sicuro deve aver lasciato parecchio amaro in bocca ai leader ...........( CONTINUA )......
 All'inizio si era stabilito infatti di ridurre i contributi delle dichiarazioni da 14 a 13 euro e da 26 a 24 euro, una misura che all’ultimo momento però è stata stralciata dal provvedimento. È rimasta invece la decisione di tagliare del 20% i compensi per i Caf derivanti dalle dichiarazioni fatte per conto dell’Inps, una soluzione ovviamente criticata dal fronte sindacale.Questo taglio infatti si va ad aggiungere a quello già in vigore e voluto dal precedente governo Berlusconi, che dal primo gennaio 2012 ha ridotto i contributi statali per i modelli 730, da 16,29 euro a 14 euro e da 32,58 euro a 26 euro”.
...........( CONTINUA )......

venerdì 6 luglio 2012

OSPEDALI CON MENO DI 80 POSTI ? SPENDING REVIEW , A TORINO SI SALVANO

QUESTI GLI OSPEDALI PIEMONTESI CHE NONOSTANTE I TAGLI DELLA SPENDING REVIEW SI SALVANO :
Ospedale Oftalmico, Torino
Ospedale Evangelico Valdese, Torino
Ospedale Amedeo di Savoia, Torino
Presidio Sanitario Ausiliatrice, Torino
Centro Ortopedico di Quadrante, Omegna
Presidio di Caraglio, Caraglio

esodati:altri 55000 salvaguardati

Via libera del consiglio dei ministri al decreto legge sulla spending review


Il provvedimento è stato approvato al termine di una riunione durata quasi sette ore.
La spending review conferma l’aumento di 55.000 unità di lavoratori esodati salvaguardati. Il testo indica quattro diverse categorie interessate, una delle quali rappresenta una ulteriore riapertura (fino ad un massimo di 1.600 lavoratori) rispetto ai lavoratori inseriti nel precedente decreto.
(da stamattina in gazzetta ufficiale)

SPENDING REVIEW I PUNTI (01 in breve) (02 approfonditi

domenica 13 maggio 2012

Con il decreto legge 52/2012 al via la spending review (tg24)

L’8 maggio è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legg  52/2012 sulla spending review.
Prima di analizzare novità e limitazioni attuative di tale decreto però, riteniamo opportuno soffermarci sul significato di questo termine che sempre più di frequente compare nei notiziari economici. La spending review inoltre, sta diventando sempre più oggetto d’interesse dei contribuenti italiani e ad avvalorare tale tesi ci sono anche le 95.000 segnalazioni pervenute al Governo attraverso il sito ufficiale. Le suddette segnalazioni sono state inviate in accoglimento dell’invito fatto dal Governo stesso ai cittadini a inviare consigli e suggerimenti circa le spese pubbliche da tagliare e ridimensionare.


Cosa s’intende con il termine spending review?
La traduzione letterale di tale termine significa “revisione di spesa” e rappresenta l’attività finalizzata a monitorare ed esaminare i vari capitoli della spesa pubblica al fine di:
- perseguire un’ottimizzazione delle risorse finanziarie disponibili;
- eliminare quelle voci di spesa ritenute superflue;
- riordinare e catalogare le spese in ordine di priorità;
- individuare e rettificare le voci del bilancio pubblico che presentano delle dispersioni di denaro;
- rendere più efficiente l’intero sistema pubblico.
In buona sostanza quindi, attraverso la spending review, il Governo intende revisionare le varie voci che costituiscono la spesa delle Amministrazioni Pubbliche al fine di massimizzare l’efficienza, evitare l’inutile dispersione di risorse monetarie preziose e sostenere la crescita e lo sviluppo del Paese.
Durante il Consiglio dei Ministri tenutosi il 30 aprile 2012, il Governo Monti ha fregiato Enrico Bondi della nomina a Commissario per la razionalizzazione della spesa per l’acquisto di beni e servizi affidandogli il compito di analizzare, esaminare e gestire la famosa spending review.


Collegandosi al sito del Governo http://www.governo.it/GovernoInforma/spending_review/index.html
oltre al modulo online preposto per inviare i propri suggerimenti, c’è anche una sezione in cui si esplicitano alcuni concetti fondamentali che riassumiamo brevemente di seguito.
In questo comunicato il Governo suddivide la “spesa pubblica rivedibile ” in due categorie:
- spesa pubblica rivedibile nel medio periodo (pari a 295 miliardi di euro);
- spesa pubblica rivedibile nel breve periodo (quantificata in 80 miliardi di euro).
La riduzione delle pubbliche spese prevista per il 2012 (prendendo a riferimento l’arco temporale che va dal 1 giugno 2012 al 31 dicembre 2012) è pari a 4,2 miliardi di euro.
Se dividiamo tale cifra per 7 (che sono i mesi che compongono l’arco temporale di riferimento) e moltiplichiamo il risultato per 12, otteniamo la base annua pari a 7,2 miliardi di euro.
Tale base annua corrisponde esattamente al 9% degli 80 miliardi di spesa pubblica definita dal Governo “rivedibile” nel medio periodo.
Una volta chiarito cosa s’intende con il termine spending review e dopo aver palesato la linea che il Governo intende seguire per perseguire i suoi obiettivi, ritorniamo al decreto legge 52/2012 pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’8 maggio 2012.
I provvedimenti fondamentali su cui si fonda il decreto riguardano principalmente gli acquisti pubblici e gli appalti e possiamo riassumerli in:
- rispetto obbligatorio dei parametri Consip nell’acquisto di beni e servizi;
- annullamento d’ufficio delle proposte d’acquisto ritenute poco favorevoli;
- apertura pubblica delle buste nelle gare d’appalto condotte e vinte secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.
Tali provvedimenti sono attuativi e validi per tutte le Pubbliche Amministrazioni e sul rispetto delle nuove norme previste dal decreto legge è chiamato a vigilare il Commissario Enrico Bondi. Alcune eccezioni sono previste per Camera, Senato, Quirinale e Consulta che sono escluse dall’intervento governativo di ridimensionamento della spesa poiché tutelate da un’autonomia costituzionale inalienabile. Le Regioni, invece, pur godendo di una propria autonomia, saranno incluse nell’operazione di spending review.
Entriamo nel vivo del discorso e analizziamo nello specifico i fenomeni che si pongono alla base del piano d’azione governativo.
Per quanto concerne gli acquisti di beni e servizi, il decreto legge intende porre fine all’attuale consuetudine secondo la quale ogni amministrazione esegue i propri acquisti sempre dai soliti fornitori scegliendoli sulla mera base della conoscenza. Quest’abitudinario comportamento, a parità di beni e servizi acquistati, determina una sostanziale differenza nel prezzo finale corrisposto. 
Da oggi in poi quindi, le Pubbliche Amministrazioni per acquistare i beni e i servizi dovranno rifarsi ai criteri di qualità e prezzo stabiliti dalla Consip. Anche i servizi telematici offerti dal Ministero dell’Economia sono resi accessibili a tutti semplificandone le procedure.
Riguardo agli appalti, si tenta di rafforzare il concetto di trasparenza, prevedendo l’apertura pubblica delle buste nelle gare d’appalto.
Non c’è nulla di definito, infine, per quanto concerne il compenso riservato al commissario Bondi a titolo d’indennità. Il decreto legge si limita a rimandare a un futuro Dcpm sia la definizione della durata dell’incarico (che non dovrà in ogni caso superare i 12 mesi), sia la quantificazione dell’indennità da corrispondere. Al fianco di Bondi potrebbero comparire anche due vicecommissari che però dovranno svolgere il lavoro a titolo gratuito.