Salva la coppia Biella Vercelli. Bocciata Asti
“Sembrava un risultato impossibile dichiara a caldo Luigi Bobba, deputato vercellese del PD e vice presidente della Commissione Lavoro – , invece il Governo ha dato ragione ai Sindaci del nostro territorio, alle nostre buone argomentazioni e al lavoro di squadra di gran parte degli esponenti politici dei due territori: le Province di Biella e di Vercelli saranno accorpate in quanto rispettano pienamente i criteri fissati dalla legge”. Anche il capogruppo del Pdl in Regione, Luca Pedrale, esprime soddisfazione: “Sono orgoglioso della battaglia che abbiamo portato avanti fino all’ultimo che permette di salvare più di mille posti di lavoro con tutto quello che ne consegue di indotto economico sociale”. Di parere opposto, la consigliere astigiana Angela Motta: "Non ci aspettavamo che un Ministro tecnocrate di un Governo privo di consenso popolare potesse capire le ragioni di un territorio e che il ridisegno dell’architettura istituzionale non si realizza solo considerando numero di abitanti e chilometri, bensì storia, economia, cultura, tradizioni e relazioni. Con la scusa di fantomatici risparmi si è voluto passare un colpo di spugna sugli enti intermedi". Critiche giungono anche dagli ambienti sindacali: la Cisl Piemonte, che nei giorni scorsi aveva avviato il processo di riorganizzazione su 4 sedi territoriali, con le parole del segretario Giovanna Ventura dichiara: “In Piemonte abbiamo perso un’altra occasione per razionalizzare il sistema istituzionale. Ancora una volta gli interessi politici-elettorali hanno prevalso su temi importanti come lo sviluppo e la crescita economica della regione”.
Il riordino delle Province italiane sara’ ufficialmente operativo nel 2014: al termine dell’anno prossimo infatti si terranno le elezioni per decidere dei nuovi enti territoriali.
Sul territorio nazionale Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge che “taglia le province”, riducendole da 86 a 51.
Di seguito un elenco con il nuovo assetto regione per regione.
Rimangono fuori al momento le 5 regioni a statuto speciale, per le quali il governo ha ancora 6 mesi di tempo.
PIEMONTE: Torino, Cuneo, Asti-Alessandria, Novara-Verbano-Cusio-Ossola, Biella-Vercelli
LIGURIA: Imperia-Savona, Genova, La Spezia
LOMBARDIA: Milano-Monza-Brianza, Brescia, Mantova-Cremona-Lodi, Varese-Como-Lecco, Sondrio, Bergamo, Pavia
VENETO: Verona-Rovigo, Vicenza, Padova-Treviso, Belluno, Venezia
EMILIA ROMAGNA: Piacenza-Parma; Reggio Emilia-Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna-Forlì-Cesena-Rimini
TOSCANA: Firenze-Pistoia-Prato, Arezzo, Siena-Grosseto, Massa Carrara-Lucca-Pisa-Livorno
MARCHE: Ancona, Pesaro-Urbino, Macerata-Fermo-Ascoli Piceno
UMBRIA: Perugia-Terni
LAZIO: Roma, Viterbo-Rieti, Latina-Frosinone
ABRUZZO: L’Aquila-Teramo, Pescara-Chieti
MOLISE: Campobasso-Isernia
CAMPANIA: Napoli, Caserta, Benevento-Avellino, Salerno
PUGLIA: Bari, Foggia-Andria-Barletta-Trani, Taranto-Brindisi, Lecce
BASILICATA: Potenza-Matera
CALABRIA: Cosenza, Crotone-Catanzaro-Vibo Valentia, Reggio Calabria

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