giovedì 1 novembre 2012

Province, al Piemonte ne restano cinque (alinews)

Il Governo mette la parola fine alla questione Province, scegliendo la strada “di mezzo” tra la proposta del Consiglio delle Autonomie Locali che aveva proposto l’abolizione di quattro enti locali e quella del Consiglio regionale che, sotto una forte spinta campanilista, aveva richiesto il mantenimento di sei province. La strada scelta dall’esecutivo e’ quella di un Piemonte a cinque province: Torino, Cuneo, Asti-Alessandria, Novara-Vco, Vercelli-Biella. Sono state quindi accolte le istanze dei territori vercellesi e biellesi che disponevano dei requisiti minimi di legge per chiedere “l’indipendenza” dalla Provincia di Novara, temendo di rimanere in una posizione troppo periferica e svantaggiata. E’ stata invece rigettata dal ministro Patroni Griffi l’opzione di mantenere come due entita’ a se’ stanti le province di Asti ed Alessandria. La decisione del Governo ha suscitato, come prevedibile, reazioni opposte a seconda dei territori: esultanze giungono da Biella e Vercelli, mentre traspare delusione dagli amministratori locali astigiani.



Salva la coppia Biella Vercelli. Bocciata Asti


“Sembrava un risultato impossibile dichiara a caldo Luigi Bobba, deputato vercellese del PD e vice presidente della Commissione Lavoro – , invece il Governo ha dato ragione ai Sindaci del nostro territorio, alle nostre buone argomentazioni e al lavoro di squadra di gran parte degli esponenti politici dei due territori: le Province di Biella e di Vercelli saranno accorpate in quanto rispettano pienamente i criteri fissati dalla legge”. Anche il capogruppo del Pdl in Regione, Luca Pedrale, esprime soddisfazione: “Sono orgoglioso della battaglia che abbiamo portato avanti fino all’ultimo che permette di salvare più di mille posti di lavoro con tutto quello che ne consegue di indotto economico sociale”. Di parere opposto, la consigliere astigiana Angela Motta: "Non ci aspettavamo che un Ministro tecnocrate di un Governo privo di consenso popolare potesse capire le ragioni di un territorio e che il ridisegno dell’architettura istituzionale non si realizza solo considerando numero di abitanti e chilometri, bensì storia, economia, cultura, tradizioni e relazioni. Con la scusa di fantomatici risparmi si è voluto passare un colpo di spugna sugli enti intermedi". Critiche giungono anche dagli ambienti sindacali: la Cisl Piemonte, che nei giorni scorsi aveva avviato il processo di riorganizzazione su 4 sedi territoriali, con le parole del segretario Giovanna Ventura dichiara: “In Piemonte abbiamo perso un’altra occasione per razionalizzare il sistema istituzionale. Ancora una volta gli interessi politici-elettorali hanno prevalso su temi importanti come lo sviluppo e la crescita economica della regione”.

Il riordino delle Province italiane sara’ ufficialmente operativo nel 2014: al termine dell’anno prossimo infatti si terranno le elezioni per decidere dei nuovi enti territoriali.




Sul territorio nazionale Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge che “taglia le province”, riducendole da 86 a 51. 

Di seguito un elenco con il nuovo assetto regione per regione. 

Rimangono fuori al momento le 5 regioni a statuto speciale, per le quali il governo ha ancora 6 mesi di tempo.

PIEMONTE: Torino, Cuneo, Asti-Alessandria, Novara-Verbano-Cusio-Ossola, Biella-Vercelli

LIGURIA: Imperia-Savona, Genova, La Spezia

LOMBARDIA: Milano-Monza-Brianza, Brescia, Mantova-Cremona-Lodi, Varese-Como-Lecco, Sondrio, Bergamo, Pavia

VENETO: Verona-Rovigo, Vicenza, Padova-Treviso, Belluno, Venezia

EMILIA ROMAGNA: Piacenza-Parma; Reggio Emilia-Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna-Forlì-Cesena-Rimini

TOSCANA: Firenze-Pistoia-Prato, Arezzo, Siena-Grosseto, Massa Carrara-Lucca-Pisa-Livorno

MARCHE: Ancona, Pesaro-Urbino, Macerata-Fermo-Ascoli Piceno

UMBRIA: Perugia-Terni

LAZIO: Roma, Viterbo-Rieti, Latina-Frosinone

ABRUZZO: L’Aquila-Teramo, Pescara-Chieti

MOLISE: Campobasso-Isernia

CAMPANIA: Napoli, Caserta, Benevento-Avellino, Salerno

PUGLIA: Bari, Foggia-Andria-Barletta-Trani, Taranto-Brindisi, Lecce

BASILICATA: Potenza-Matera

CALABRIA: Cosenza, Crotone-Catanzaro-Vibo Valentia, Reggio Calabria

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