Visualizzazione post con etichetta API. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta API. Mostra tutti i post

lunedì 16 marzo 2020

A.P.I. Torino sito guida burocrazia/pmi emergenza coronavirus imprenditoria



https://www.supportoemergenzepmi.org/


consulta anche le FAQ di confcommercio (qui)

giovedì 29 novembre 2012

DENUNCIA POSSESSO ALVEARI A QUALSIASI TITOLO (ecoditorino)


Dal 1° novembre al 31 dicembre chiunque possegga alveari a qualsiasi titolo (professionale o amatoriale), singolarmente o tramite la propria associazione od organizzazione, ha l'obbligo di ripresentare la denuncia di possesso alveari, utilizzando il modello fornito gratuitamente del Servizio Agricoltura della Provincia di Torino o scaricabile via Internet (vedi in basso).

Il modulo è anche disponibile presso gli Uffici del Servizio Agricoltura della Provincia di Torino, presso le associazioni dei produttori e le organizzazioni di categoria.


Modulistica
Il modulo è anche disponibile presso gli Uffici del Servizio Agricoltura della Provincia di Torino e presso le Associazioni dei produttori o Organizzatori di categoria.


Alla domanda deve essere allegata una fotocopia della carta d’identità.

La Provincia di Torino, successivamente alla presentazione della denuncia, invia direttamente all'indirizzo del dichiarante copia della denuncia, con il codice identificativo assegnato. 
L'apicoltore ha l'obbligo di esporre, in maniera ben visibile e in ognuno degli apiari posseduti, un cartello di materiale resistente alle intemperie (dimensioni di 10 cm di altezza per 20 cm di lunghezza), realizzato a proprie spese, riportante il codice identificativo aziendale che gli è stato assegnato. 
Per l’omessa denuncia è prevista una sanzione amministrativa da 155 a 465 Euro, alla quale va aggiunta l’esclusione dei benefici comunitari, nazionali e regionali, ai sensi della Legge Regionale 20/1998 art. 12 comma III.
Risorse



Per informazioni

Servizio Agricoltura della Provincia di Torino
corso Inghilterra 7/9, 10138 Torino
telefono 011-8616391
fax 011-8616494

fonte:ecotorino


martedì 3 aprile 2012

Confindustria: Ui Torino pronta a fondersi con Api ( YAHOO Finance /ASCA )

Grandi manovre dell'Unione Industriale di Torino. L'associazione aderente a Confidustria sta infatti pianificando la fusione per incorporazione con l'Api Torino, associazione delle piccole imprese da sempre concorrente, fino ad oggi aderente alla Confapi, ma che sembra vicina al divorzio. In un comunicato l'associazione di via Fanti rende noto che ''Il consiglio direttivo riunitosi oggi, ha esaminato la relazione del presidente Gianfranco Carbonato, circa l'ipotesi di fusione per incorporazione dell'associazione Piccole imprese di Torino nella stessa Unione''. ''La fusione tra le due piu' importanti associazioni territoriali consentirebbe a piccole, medie e grandi imprese di ottenere una piu' forte rappresentativita' e di realizzare migliori sinergie e integrazioni, dando agli associati servizi piu' moderni ed efficienti''. La comunicazione giunge dopo numerosi contatti negli ultimi mesi e ''in un momento critico come l'attuale per tutte le dimensioni d'impresa''. L'Unione industriale aggiunge che ''per poter valutare tutte le opportunita' che deriverebbero da un'unica associazione con oltre 4.500 aziende e piu' di 220mila addetti, con un forte rafforzamento di un territorio che si colloca al secondo posto tra le associazioni datoriali italiane, il timing relativo al rinnovo delle cariche sociali e stato lievemente posticipato''. E quindi l'assemblea pubblica dell'Unione industriale di Torino, che generalmente si svolge in primavera, ''avra' luogo dopo la pausa estiva'''. Dal versante Api (Monaco: A0J2Q1 - notizie) si rende noto che ''il consiglio direttivo ha deciso di avviare una rflessione straordinaria sulla rappresentanza delle imprese. Una scelta necessaria e non piu' rinviabile''. ''L'urgenza di questa discussione costituente - osserva il presidente Fabrizio Cellino - deriva anche dalla pesante situazione in cui versa Confapi, una confederazione che a livello nazionale stenta sempre piu' a rappresentare incisivamente le pmi e che negli ultimi tempi ha perso anche buona parte delle associazioni territoriali piu' importanti''. Cellino tuttavia lascia una porta aperta: ''La scelta di rimanere in Confapi dipendera' dalla capacita' della confederazione di rispondere positivamente alle nostre richieste''.