martedì 3 aprile 2012

Confindustria: Ui Torino pronta a fondersi con Api ( YAHOO Finance /ASCA )

Grandi manovre dell'Unione Industriale di Torino. L'associazione aderente a Confidustria sta infatti pianificando la fusione per incorporazione con l'Api Torino, associazione delle piccole imprese da sempre concorrente, fino ad oggi aderente alla Confapi, ma che sembra vicina al divorzio. In un comunicato l'associazione di via Fanti rende noto che ''Il consiglio direttivo riunitosi oggi, ha esaminato la relazione del presidente Gianfranco Carbonato, circa l'ipotesi di fusione per incorporazione dell'associazione Piccole imprese di Torino nella stessa Unione''. ''La fusione tra le due piu' importanti associazioni territoriali consentirebbe a piccole, medie e grandi imprese di ottenere una piu' forte rappresentativita' e di realizzare migliori sinergie e integrazioni, dando agli associati servizi piu' moderni ed efficienti''. La comunicazione giunge dopo numerosi contatti negli ultimi mesi e ''in un momento critico come l'attuale per tutte le dimensioni d'impresa''. L'Unione industriale aggiunge che ''per poter valutare tutte le opportunita' che deriverebbero da un'unica associazione con oltre 4.500 aziende e piu' di 220mila addetti, con un forte rafforzamento di un territorio che si colloca al secondo posto tra le associazioni datoriali italiane, il timing relativo al rinnovo delle cariche sociali e stato lievemente posticipato''. E quindi l'assemblea pubblica dell'Unione industriale di Torino, che generalmente si svolge in primavera, ''avra' luogo dopo la pausa estiva'''. Dal versante Api (Monaco: A0J2Q1 - notizie) si rende noto che ''il consiglio direttivo ha deciso di avviare una rflessione straordinaria sulla rappresentanza delle imprese. Una scelta necessaria e non piu' rinviabile''. ''L'urgenza di questa discussione costituente - osserva il presidente Fabrizio Cellino - deriva anche dalla pesante situazione in cui versa Confapi, una confederazione che a livello nazionale stenta sempre piu' a rappresentare incisivamente le pmi e che negli ultimi tempi ha perso anche buona parte delle associazioni territoriali piu' importanti''. Cellino tuttavia lascia una porta aperta: ''La scelta di rimanere in Confapi dipendera' dalla capacita' della confederazione di rispondere positivamente alle nostre richieste''.

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