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mercoledì 5 agosto 2026
Contributo alle famiglie per l'istruzione nelle scuole paritarie - A.S. 2025/2026 by Ministero dell'Istruzione e del Merito
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sabato 27 giugno 2026
martedì 26 maggio 2026
lunedì 4 agosto 2025
martedì 14 gennaio 2025
Via libera al Dpcm con i nuovi criteri per calcolare l’ISEE, nel 2025 titoli Stato fuori dal calcolo dell’indicatore
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sabato 28 gennaio 2023
martedì 27 settembre 2022
sabato 27 febbraio 2021
sabato 28 novembre 2020
Buoni spesa " ritornano" con il decreto ristori ter , decideranno i singoli comuni
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domenica 17 maggio 2020
mercoledì 13 maggio 2020
mercoledì 18 marzo 2020
carta famiglia 2020 al via
Nella formulazione originaria, competente a livello
centrale era il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, mentre l’emissione avveniva,
per via cartacea, a cura dei comuni.
Destinatari della misura erano i nuclei familiari con almeno 3 figli minori ed era previsto un limite di reddito quantificato con riferimento all’Indice della situazione economica equivalente (Isee).
Il 27 giugno 2019 è stato emanato il decreto attuativo del Ministro per la famiglia e le disabilità pro tempore, che stabilisce i criteri di accesso e le modalità di emissione della carta e prevede
che la stessa sia destinata alle famiglie costituite da cittadini italiani oppure appartenenti a paesi membri dell'Unione europea regolarmente residenti nel territorio italiano, senza limiti di reddito, mantenendo il requisito relativo alla presenza nel nucleo familiare di almeno tre figli conviventi, anche adottivi, che devono essere di età inferiore ai 26 anni.
La carta sarà rilasciata dal Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri, in via telematica, ai nuclei familiari che ne facciano richiesta attraverso una piattaforma online dedicata, e consente di accedere a sconti sull’acquisto di beni e la fruizione di servizi, anche attraverso riduzioni tariffarie.
La richiesta deve essere presentata da uno dei genitori, ma la carta sarà utilizzabile da tutti i componenti del nucleo familiare.
I soggetti pubblici o privati aderenti all'iniziativa potranno concedere sconti o riduzioni maggiori di quelli normalmente praticati sul mercato (nella misura pari almeno al 5 per cento) e potranno valorizzare la loro partecipazione all'iniziativa a scopi promozionali e pubblicitari.
Per poter ottenere la carta, un genitore con tre figli conviventi e di età inferiore ai 26 anni potrà registrarsi sulla piattaforma
Destinatari della misura erano i nuclei familiari con almeno 3 figli minori ed era previsto un limite di reddito quantificato con riferimento all’Indice della situazione economica equivalente (Isee).
Il 27 giugno 2019 è stato emanato il decreto attuativo del Ministro per la famiglia e le disabilità pro tempore, che stabilisce i criteri di accesso e le modalità di emissione della carta e prevede
che la stessa sia destinata alle famiglie costituite da cittadini italiani oppure appartenenti a paesi membri dell'Unione europea regolarmente residenti nel territorio italiano, senza limiti di reddito, mantenendo il requisito relativo alla presenza nel nucleo familiare di almeno tre figli conviventi, anche adottivi, che devono essere di età inferiore ai 26 anni.
La carta sarà rilasciata dal Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri, in via telematica, ai nuclei familiari che ne facciano richiesta attraverso una piattaforma online dedicata, e consente di accedere a sconti sull’acquisto di beni e la fruizione di servizi, anche attraverso riduzioni tariffarie.
La richiesta deve essere presentata da uno dei genitori, ma la carta sarà utilizzabile da tutti i componenti del nucleo familiare.
I soggetti pubblici o privati aderenti all'iniziativa potranno concedere sconti o riduzioni maggiori di quelli normalmente praticati sul mercato (nella misura pari almeno al 5 per cento) e potranno valorizzare la loro partecipazione all'iniziativa a scopi promozionali e pubblicitari.
Per poter ottenere la carta, un genitore con tre figli conviventi e di età inferiore ai 26 anni potrà registrarsi sulla piattaforma
utilizzando le proprie credenziali
personali del Sistema pubblico d’identità digitale (Spid).
lunedì 16 marzo 2020
giovedì 12 marzo 2020
mercoledì 4 marzo 2020
Pagamenti digitali pagoPA
sabato 29 febbraio 2020
proroga scadenze fiscali : certificazione unica 2020 al 31/03/2020 , 730 dal 05/05/2020 fonte:money
Certificazione unica 2020 proroga ufficiale al 31 marzo
per effetto del secondo decreto legge sul Coronavirus
"Misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19"
in esame al Consiglio dei Ministri n. 33 , qui il ( comunicato stampa )
Non sarà quindi il prossimo 9 marzo - la data limite per la consegna e l’invio telematico delle certificazioni uniche dei lavoratori dipendenti e di tutti gli altri soggetti interessati dalla dichiarazione dei redditi precompilata:
- il secondo decreto legge Coronavirus prevede, infatti, che il termine di scadenza sia oggetto di proroga al prossimo 31 marzo 2020.
La conseguenza di questo provvedimento impatta anche su un’altra importante scadenza fiscale:
- il modello 730 precompilato non sarà reso disponibile in sola lettura dal 15 aprile, come previsto inizialmente, ma solo a partire dal 5 maggio 2020.
E ciò, come scrive il Governo, al fine di consentire “ai professionisti ed agli operatori economici – ovunque ubicati sul territorio nazionale – di avere più tempo per raccogliere e trasmettere i dati oggetto di questo adempimento”.
fonte:money , governo
Covid-19, misure urgenti sostegno famiglie, lavoratori e imprese, DL 02.03.2020,
n. 9: Gazzetta Ufficiale n. 53 del 02.03.2020.
martedì 3 marzo 2020
Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 53 del 2 marzo 2020
DECRETO-LEGGE 2 marzo 2020 , n. 9 .
Misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19.
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venerdì 16 febbraio 2018
#TRASPORTo_PUBBLICO_LOCALE #RIMBORSO #LINEE_GUIDA DAL Ministero dei Trasporti
Con la Legge di Bilancio 2018 sono previste agevolazioni fiscali per gli utenti del trasporto pubblico locale.
Abbonamenti al trasporto pubblico
Con la dichiarazione dei redditi del 2019 sarà infatti possibile detrarre dalle imposte il 19% delle spese sostenute dai cittadini per l’acquisto nel 2018 degli abbonamenti per il trasporto pubblico locale, regionale e interregionale su un costo annuo massimo di 250 euro.
Familiari a carico
La detrazione spetta anche per le spese sostenute per i familiari a carico, sempre entro un limite massimo complessivo di spesa di 250 euro, relativo all'abbonamento del contribuente e/o a quello dei familiari a carico.
Ticket trasporti
Per il mondo del lavoro viene introdotta una novità: il “ticket trasporti”. Il ticket, potrà essere previsto in sede di contrattazione integrativa aziendale di imprese private e organizzazioni pubbliche.
Prevede che le somme rimborsate dal datore di lavoro o direttamente sostenute da quest’ultimo per l’acquisto di abbonamenti per il trasporto pubblico locale, regionale e interregionale del dipendente e dei familiari a carico non concorrono a formare reddito di lavoro dipendente.
Per le detrazioni relative all’acquisto dell’abbonamento da parte dei cittadini e dei familiari a carico dovranno essere conservati il titolo di viaggio e la documentazione relativa al pagamento.
Il Tpl sta cambiando
Questi incentivi fanno parte del Piano strategico per la mobilità del paese “Connettere l’Italia”, messo in campo dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per favorire un uso più intenso e più conveniente del trasporto pubblico.
Il Piano ha infatti messo a disposizione investimenti per superare il gap di collegamenti e servizi rispetto agli altri paesi europei sulla mobilità urbana e locale.
Il rinnovo dei bus è in corso. Nel 2019 verranno acquistati 5000 nuovi autobus e 100 nuovi treni per rinnovare il parco mezzi pubblici del Paese, tra i più vecchi d’Europa. Sono inoltre stati approvati interventi per nuove linee di metropolitane, tram e ferrovie.
Abbonamenti al trasporto pubblico
Con la dichiarazione dei redditi del 2019 sarà infatti possibile detrarre dalle imposte il 19% delle spese sostenute dai cittadini per l’acquisto nel 2018 degli abbonamenti per il trasporto pubblico locale, regionale e interregionale su un costo annuo massimo di 250 euro.
Familiari a carico
La detrazione spetta anche per le spese sostenute per i familiari a carico, sempre entro un limite massimo complessivo di spesa di 250 euro, relativo all'abbonamento del contribuente e/o a quello dei familiari a carico.
Ticket trasporti
Per il mondo del lavoro viene introdotta una novità: il “ticket trasporti”. Il ticket, potrà essere previsto in sede di contrattazione integrativa aziendale di imprese private e organizzazioni pubbliche.
Prevede che le somme rimborsate dal datore di lavoro o direttamente sostenute da quest’ultimo per l’acquisto di abbonamenti per il trasporto pubblico locale, regionale e interregionale del dipendente e dei familiari a carico non concorrono a formare reddito di lavoro dipendente.
Per le detrazioni relative all’acquisto dell’abbonamento da parte dei cittadini e dei familiari a carico dovranno essere conservati il titolo di viaggio e la documentazione relativa al pagamento.
Il Tpl sta cambiando
Questi incentivi fanno parte del Piano strategico per la mobilità del paese “Connettere l’Italia”, messo in campo dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per favorire un uso più intenso e più conveniente del trasporto pubblico.
Il Piano ha infatti messo a disposizione investimenti per superare il gap di collegamenti e servizi rispetto agli altri paesi europei sulla mobilità urbana e locale.
Il rinnovo dei bus è in corso. Nel 2019 verranno acquistati 5000 nuovi autobus e 100 nuovi treni per rinnovare il parco mezzi pubblici del Paese, tra i più vecchi d’Europa. Sono inoltre stati approvati interventi per nuove linee di metropolitane, tram e ferrovie.
fonte:mit.gov.it
giovedì 25 gennaio 2018
#INL #IspettoratoNazionaleLavoro #CAMBIOEMAIL #DAL20180301
Il Centro Servizi Informatici, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali,
informa che alla data dello 01/03/2018 non saranno più operativi
gli indirizzi mail con suffisso
“@lavoro.gov.it”
in uso agli ispettori dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro.
A partire dalla suddetta data non sarà più possibile ricevere messaggi
mail al vecchio indirizzo ma solo al nuovo che sarà per tutti nel formato
nome.cognome@ispettorato.gov.it.
Prosegue l'aggiornamento che lo scorso anno ha portato
al cambio degli indirizzi e-mail delle Direzioni Territoriali del Lavoro
le quali hanno preso la denominazione di Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Gli indirizzi e-mail
dtl-XXX@lavoro.gov.it furono sostituiti da ITL.XXX@ispettorato.gov.it
dtl.XXX@pec.lavoro.gov.it furono sostituiti da ITL.XXX@pec.ispettorato.gov.it
sostituendo a “XXX” con la Provincia.
fonte:dottrinalavoro
venerdì 20 giugno 2014
nuovi diritti per i consumatori
In vigore dal 13 giugno nuove regole sui contratti stipulati tra consumatori e imprese, per una maggiore tutela dei cittadini soprattutto quando acquistano a distanza, con contratti telefonici e via internet, o fuori dai locali commerciali.
- Ampliato il ruolo dell’informazione precontrattuale, come strumento necessario a garantire una scelta consapevole,
- richiesta una maggiore trasparenza sui prezzi.
- I venditori dovranno indicare chiaramente il costo totale del prodotto o servizio, incluso qualunque addebito supplementare.
- Gli acquirenti online non dovranno pagare spese o altri costi se non ne sono stati adeguatamente informati prima di effettuare l'ordine.
- Vietate le caselle preselezionate nelle vendite on line: attualmente i consumatori sono spesso costretti a deselezionare queste caselle se non desiderano i servizi supplementari indicati in esse. La nuova normativa vieta le caselle preselezionate.
Tra le altre novità:
- il consumatore può esercitare il diritto al ripensamento entro un termine più ampio, che passa dagli attuali 10 a 14 giorni;
- nel caso in cui il consumatore non sia stato preventivamente informato sul diritto al ripensamento, il recesso viene esteso dagli attuali 60 e 90 giorni, rispettivamente dalla conclusione del contratto o dalla consegna del bene, a dodici mesi;
- in caso di recesso, il venditore ha 14 giorni (invece dei 30 previsti in precedenza) per restituire le somme versate dal consumatore. Quest’ultimo disporrà di più tempo, 14 giorni invece che 10, per restituire il bene;
- vietato applicare al consumatore aumenti di costi per acquisti effettuati con carte di credito o bancomat; analogo divieto è previsto per la tariffa telefonica su linee dedicate e messe a disposizione del consumatore da parte del venditore, in caso di vendite dirette o a distanza.
La Commissione europea ha realizzato una campagna informativa sui diritti dei consumatori, illustrati nel comunicato stampa del 13 giugno.
Le nuove norme si applicano ai contratti conclusi dopo il 13 giugno 2014.
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