martedì 29 novembre 2011

Riforma pensioni: verso approvazione in due tempi

Riforma pensioni: verso approvazione in due tempi:

RIFORMA PENSIONI: INDISPENSABILE ACCELERAZIONE

Dovrebbe essere in dirittura di arrivo il piano di riforma delle pensioni 2011,
che il ministro del lavoro, Elsa Fornero, aveva già abbozzato prima di divenire ministro. I concetti di equità, rigore e sviluppo enunciati dal premier Monti saranno tradotti in pratica attraverso l’eliminazione di sprechi e privilegi, con l’aumento dell’età di pensionamento e con l’estensione a tutti del sistema contributivo.
La riforma è già pronta ma occorre imprimere un’ accellerazione e pertanto potrebbe studiarsi una riforma da attuare in due tempi. In un primo momento potrebbe essere approvato un decreto nel quale si inseriscono le manovre più urgenti, anche per dare una mano ai conti statali ( come ad esempio l’estensione della normativa del pubblico impiego anche alle lavoratrici del settore privato e la disparità delle aliquote contributive). Poi successivamente potrebbero esser introdotte ulteriori interventi che hanno un impatto maggiormente significativo e con misure più organiche e strutturali.

PASSAGGIO AL SISTEMA CONTRIBUTIVO PER TUTTI

L’introduzione del sistema contributivo per tutti è il pilastro della riforma che punta a rivedere in maniera sostanziale quello che è il sistema pensionistico, revisionato in modo significativo solo nel 1995 dall’allora governo Dini. Gli effetti del sistema ed i benefici effettivi si percepiranno a pieno solo dal 2050, ma dal 1° gennaio potrebbe esser introdotto il sistema contributivo pro – rata in modo tale da introdurre il sistema contributivo anche per chi è vicino alla pensione.

INNALZAMENTO ETA’ PENSIONABILE: VERSO LA FINE DELLE PENSIONI DI ANZIANITA’

Sempre la riforma Dini ha previsto che la scelta dell’età di pensionamento sia comunque flessibile e contenuta entro una fascia determinata di età. Si pensa quindi di reintrodurre tale tipo di sistema, visto che in precedenza è stato eliminato, e di fissare le fasce di uscita tra un valore compreso di 63 e 68-70 anni. Il pensionamento anticipato dovrebbe essere previsto solo per chi effettua il calcolo solo con il sistema contributivo. Tale sistema prevederà anche un collegamento tra entità della pensione ed età anagrafica di cessazione dall’attività lavorativa. In sostanza chi va in pensione in più tardi otterrà una pensione più elevata, in quanto si riducono le aspettative di vita. In pratica si segna la fine della pensione di anzianità che rimane comunque raggiungibile una volta che si sono accumulati i 40 anni di anzianità contributiva.

AZIONI DI EQUITA’

Attraverso il meccanismo di calcolo fornito dal Pvr – present value ratio – si potrà valutare se il sistema pensionistico sia più o meno sostenibile. In sostanza tale indicatore rapporta l’importo dell’assegno di pensione erogato con il totale dei contributi che sono stati versati. Occorre pertanto agire nel caso in cui il pvr sia troppo sbilanciato ed il pensionato ottenga pensioni troppo elevate a fronte di ridotti contributi versati. Attraverso l’introduzione del sistema contributivo per tutti i lavoratori si dovrebbe superare tale difficoltà, e pertanto si attuerebbero le azioni di equità previste dal neo premier.


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