Se il datore di lavoro dovesse non essere più in grado di pagare le mensilità ai suoi dipendenti, oppure il TFR, si può inoltrare una richiesta all’Inps, affinché provveda in luogo del datore di lavoro.
Per rendere questo possibile occorrono però determinati requisiti e seguire un iter specifico.
L’Inps provvederà quindi a pagare sia gli ultimi tre stipendi non corrisposti dal datore di lavoro a dipendenti dimessi o licenziati a seguito del fallimento della società presso la quale lavoravano.
Provvederà anche a saldare il TFR, in modo che i diritti dei lavoratori vengano rispettati. Requisito fondamentale è però essere insinuati nello stato passivo del fallimento.
Le mensilità arretrate devono rientrare nei 12 mesi precedenti il fallimento, poi bisogna recarsi all’Inps e compilare un apposito modulo, il DL-80 nel caso di retribuzioni arretrate, mentre per il TFR basta una domanda in carta semplice.
A questa domanda devono essere allegati i documenti che provano il fallimento e i crediti che il dipendente vanta nei confronti della ditta fallita.
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