martedì 13 dicembre 2011

Tagli stipendi e pensioni politici no in manovra Monti, ma software open source sì

Mentre fa più scalpore la notizia delle difficoltà che hanno i parlamentari a tagliare i propri stipendi, alimentando ulteriormente le ondate di antipolitica e mentre il paese si preparare ad affrontare gli enormi sacrifici che gli sono chiesti, c'è un'altra notizia, passata forse in secondo piano, ma comunque importante.Grazie a un emendamento
presentato dal deputato dei radicali Marco Beltrandi e approvato in Commissione bilancio, la Pubblica Amministrazione potrà utilizzare software libero e open source sui propri computer.
L'emendamento va a modificare la legge n. 82 del 7 marzo 2005 (Codice dell’amministrazione digitale) e introduce la possibilità che la PA acquisti anche software libero e non solamente, come già indicato, programmi a codice sorgente aperto.
Una delle più importanti conseguenze di questa scelta potrebbe essere la riduzione dei costi per i software degli uffici pubblici, molti dei quali stanno ancora pagando moltissime licenze per software proprietario. La seconda conseguenza è la possibilità, grazie agli standard aperti e liberi, di facilitare e migliorare la condivisione e la diffusione di informazioni tra amministrazioni e cittadini.
Si tratta quindi di un importante segnale sia sotto il profilo culturale sia sotto quello dello sviluppo, economico e tecnologico. La speranza è che si tratti dei primi passi necessari e recuperare il ritardo accumulato dall'Italia in ambito tecnologico e digitale.

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