Da martedì 23/01 il caro vecchio ISEE non vale più. I medici di famiglia hanno ricevuto una circolare nella quale si istruiscono i sanitari ad attenersi alle nuove norme. Possono usufruire delle agevolazioni appannaggio dell’ISEE solo le persone che abbiano superato i 65 anni, i disoccupati, i bambini fino a 6 anni e chi ha una patologia certificata e conclamata. Tutti gli altri, lavoratori part-time in testa, quindi con redditi molto bassi, devono pagare. Si continua ancora a raschiare il fondo del barile. Sommessamente qualche addetto ai lavori fa notare come le case farmaceutiche fanno pagare agli italiani le medicine che producono e distribuiscono ad un prezzo del 25% superiore rispetto al resto d’Europa. Però, a pagare e sanare i debiti deve pensarci sempre l’anello della catena più debole. È vero che tantissimi detentori di ISEE autocertificavano un reddito falso, ma anziché penalizzare tanti onesti, sarebbe opportuno individuare criteri più consoni per stabilire il reddito vero di ogni nucleo familiare. Fra l’altro, le nuove norme non sono ancora state spiegate bene e quindi i medici, precauzionalmente, hanno sospeso l’applicazione dell’ISEE. Anche i patronati non sanno ancora come muoversi, ne sapremo qualcosa di più nei prossimi giorni.
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