21 Gennaio 2012 - 16:56
(ASCA) - Roma, 21 gen - ''Nei prossimi giorni chiederemo a Fiat, come da contratto specifico firmato a dicembre scorso, di concordare un incontro per aggiornare il confronto sullo stato d'avanzamento del piano di Fabbrica Italia, riferito in particolare a nuovi investimenti e modelli aggiuntivi. Ma la Fiom non essendo firmataria del contratto nazionale specifico non potra' partecipare. Per sedersi al tavolo deve firmare l'intesa contrattuale''. Lo ha dichiarato, con un comunicato, Rocco Palombella, segretario generale della Uilm.
''Si pongono in un modo vecchio e con slogan ormai usurati - ha aggiunto il segretario dei metalmeccanici Uil riguardo ai toni usati dai dirigenti della Fiom nel corso dell'assemblea dei delegati Fiat - camuffando tutta la loro impotenza con richieste rivolte a Uilm e Fim che non sono nella nostra disponibilita'. Lanciano i loro proclami in casa della Cgil, ma proprio alla loro Confederazione dovrebbero rivolgersi per chiedere ragione degli accordi applicati in Fiat. Vogliono un referendum abrogativo contenuto in patti abrogati a loro volta. Tutti, Cgil compresa, rispettiamo l'accordo interconfederale del 28 giugno 2011, confermato con la firma ufficiale di tutte le confederazioni lo scorso 21 settembre. Questa intesa prevede che sugli accordi sottoscritti, come quello per il contratto Fiat si esprimano le Rsu e cio' e' avvenuto. Di referendum, prima che entrassero in vigore gli accordi suddetti, se ne sono tenuti diversi nel gruppo torinese come a Pomigliano, Mirafiori e Grugliasco. La posizione irresponsabile della Fiom e' uscita con le 'ossa rotte' dal voto dei lavoratori e dalle sentenze dei tribunali a cui si era rivolta. Anche il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha ribadito che per guardare alla crescita e allo sviluppo occorre attuare al meglio l'intesa del 28 giugno. La Fiom non tiri ulteriormente la corda, perche' rischia di fare un danno a se' stessa e all'immagine di quella grande organizzazione rappresentativa che era''.
Il leader della Uilm ha concluso amareggiato: ''Purtroppo, si sono infilati in un vicolo cieco da cui nemmeno la Cgil riesce a farli uscire. Pur di affermare la loro posizione antagonista sarebbero disposti a scommettere sulla sconfitta dell'industria nazionale. In questo senso, sempre piu' si pongono come un ostacolo alla crescita e allo sviluppo economico del Paese, a partire dal settore manifatturiero e sconfinando anche in altri che non sono di loro stretta competenza. Ma il sindacato italiano ha le spalle larghe e, insieme ad istituzioni ed aziende, ha deciso da tempo la strada da percorrere per far uscire il Paese dalla crisi''.
''Si pongono in un modo vecchio e con slogan ormai usurati - ha aggiunto il segretario dei metalmeccanici Uil riguardo ai toni usati dai dirigenti della Fiom nel corso dell'assemblea dei delegati Fiat - camuffando tutta la loro impotenza con richieste rivolte a Uilm e Fim che non sono nella nostra disponibilita'. Lanciano i loro proclami in casa della Cgil, ma proprio alla loro Confederazione dovrebbero rivolgersi per chiedere ragione degli accordi applicati in Fiat. Vogliono un referendum abrogativo contenuto in patti abrogati a loro volta. Tutti, Cgil compresa, rispettiamo l'accordo interconfederale del 28 giugno 2011, confermato con la firma ufficiale di tutte le confederazioni lo scorso 21 settembre. Questa intesa prevede che sugli accordi sottoscritti, come quello per il contratto Fiat si esprimano le Rsu e cio' e' avvenuto. Di referendum, prima che entrassero in vigore gli accordi suddetti, se ne sono tenuti diversi nel gruppo torinese come a Pomigliano, Mirafiori e Grugliasco. La posizione irresponsabile della Fiom e' uscita con le 'ossa rotte' dal voto dei lavoratori e dalle sentenze dei tribunali a cui si era rivolta. Anche il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha ribadito che per guardare alla crescita e allo sviluppo occorre attuare al meglio l'intesa del 28 giugno. La Fiom non tiri ulteriormente la corda, perche' rischia di fare un danno a se' stessa e all'immagine di quella grande organizzazione rappresentativa che era''.
Il leader della Uilm ha concluso amareggiato: ''Purtroppo, si sono infilati in un vicolo cieco da cui nemmeno la Cgil riesce a farli uscire. Pur di affermare la loro posizione antagonista sarebbero disposti a scommettere sulla sconfitta dell'industria nazionale. In questo senso, sempre piu' si pongono come un ostacolo alla crescita e allo sviluppo economico del Paese, a partire dal settore manifatturiero e sconfinando anche in altri che non sono di loro stretta competenza. Ma il sindacato italiano ha le spalle larghe e, insieme ad istituzioni ed aziende, ha deciso da tempo la strada da percorrere per far uscire il Paese dalla crisi''.
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