martedì 31 gennaio 2012

L`ISEE STA PER CAMBIARE ? (Rag. Donatella Chiomento)

Tra le tante novita` della manovra che, mentre si scrive, e` ancora in fase di conversione in legge, il Governo ha previsto la revisione dell`Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE), strumento fondamentale per accedere a molte prestazioni sociali agevolate.
L`art. 5 del D.L. n. 201/2011 intende rivedere le modalita` di determinazione dell`ISEE aumentando la rilevanza degli elementi di ricchezza patrimoniale della famiglia e dei trasferimenti monetari, anche se redditi esenti.


L`ISEE e` stato introdotto con il fine di stabilire criteri di valutazione della situazione economica dei richiedenti prestazioni, servizi sociali o assistenziali di natura non generale o comunque collegati a determinate situazioni economiche.
Sino a oggi, i beneficiari delle prestazioni erogate attraverso l`ISEE non sono state esclusivamente le famiglie in condizione di bisogno economico.


L`ISEE e` stato infatti utilizzato anche per stabilire la partecipazione al costo di servizi a destinazione generale(prestazioni per il diritto allo studio universitario e per gli asili nido) o per l`accesso alle rateazioni esattoriali. Altre prestazioni destinate alle persone in poverta` (ad esempio, gli assegni sociali) invece sono escluse dall`ambito di applicazione dell`ISEE.

Oggi l`ISEE e` costituito da due fattori:
reddituale (indicatore della situazione reddituale, ISR): e` composto dal reddito complessivo di tutti i componenti il nucleo familiare con esclusionedei redditi esenti e dal reddito derivante dal patrimonio mobiliare, al netto delle spese per l`affitto;
patrimoniale (indicatore della situazione patrimoniale, ISP): considerato solo per il 20%, dato dalla somma del patrimonio immobiliare (valore ICI) del nucleo familiare, al netto della casa di abitazione se di proprieta` e del patrimonio mobiliare. Per gli ultimi due elementi (abitazione principale e patrimonio mobiliare) sono previste delle franchigie.
Sommando i due elementi ISR e ISP si ottiene l`Indicatore della Situazione Economica (ISE).
Tale indicatore va rapportato sulla base della numerosita` del nucleo familiare mediante una scala di equivalenza (SE).
In conclusione, il calcolo dell`ISEE si ottiene con la seguente formula: ISE/SE.
Con il Decreto Monti e` stato deciso di rivedere il meccanismo di funzionamento del sistema, prevedendo l`emanazione di un successivo Decreto. Questo dovrebbe individuare le agevolazioni fiscali e tariffarie, nonche` gli importi di natura assistenziale che, a decorrere dal 1° gennaio 2013, non possono essere piu` riconosciute ai soggetti in possesso di un ISEE superiore alla soglia individuata dallo stesso decreto.
L`idea parrebbe quella di legare, in futuro, all`ISEE anche agevolazioni fiscali che,in questo momento, non sono toccate da tale sistema, come le detrazioni fiscali IRPEF.
Nella prima versione era previsto che i risparmi ottenuti andassero a favore del bilancio dello Stato e degli enti nazionali di previdenza e assistenza e riassegnati al Fondo per le politiche sociali per essere destinati a interventi in favore delle famiglie numerose, delle donne e dei giovani, trasformando l`ISEE in uno strumento a carattere anche fiscale.
Le modifiche al Decreto Monti stabiliscono che saranno riviste le regole di determinazione e i campi di applicazione dell`ISEE al fine di::
adottare una definizione di reddito disponibile che includa la percezione di somme, anche se esenti da imposizione fiscale, e che tenga conto delle quote di patrimonio e di reddito dei diversi elementi della famiglia e dei carichi familiari;
migliorare la capacita` selettiva dell`indicatore, valorizzando la componente patrimoniale sita sia in Italia sia all`estero, al netto del debito residuo per l`acquisto della stessa e tenuto conto delle imposte relative;
permettere una differenziazione dell`indicatore per le diverse tipologie di prestazioni.
Successive disposizioni introdotte prevedono:
la definizione, con un apposito decreto, delle modalita` del sistema di controlli dell`ISEE
il versamento dei risparmi all`entrata del bilancio dello Stato per essere assegnatial Ministero del lavoro e delle politiche sociali (e sparisce il Fondo per le politiche sociali)

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