lunedì 20 febbraio 2012

Il decreto semplificazioni modifica l’Imu

Il decreto semplificazioni modifica l’Imu:
La bozza del decreto sulle semplificazioni fiscali dovrebbe modificare l’Imu in più punti, l’imposta che da gennaio ha sostituito l’Ici. La novità più importante riguarderebbe il fatto che ad ogni nucleo familiare spetterebbe il diritto a una sola detrazione.
Altre modifiche sarebbero l’accoglimento di alcune revisioni suggerite dall’Anci, a cominciare dall’esenzione per gli immobili comunali. E la cancellazione dell’esonero sui beni della Chiesa e del no profit.La prima novità interesserà l’ambito della prima casa – le norme messe a punto dal Governo precisano che per abitazione principale, deve intendersi quella in cui non solo il proprietario ma anche il suo nucleo “dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente”. Si specifica che le agevolazioni applicabili, a cominciare quindi da quella di 200 euro più 50 per ogni figlio residente di età inferiore ai 26 anni sull’Imu prima casa – si applicano «per un solo immobile» anche se i singoli familiari hanno la dimora o la residenza in un altro stabile dello stesso Comune.


A quanto pare i municipi non dovranno versare l’imposta sugli immobili di cui hanno la proprietà o un altro diritto reale. L’esenzione riguarderà tutti gli stabili posseduti dall’amministrazione comunale per fini istituzionali, seppure ubicati nel territorio di un altro municipio.

Si pensa anche di intervenire sulla ripartizione a metà del gettito tra Stato e Comuni che è stata prevista dal decreto salva-Italia di dicembre e che non piace ai sindaci. La suddivisione a metà degli introiti assicurati dall’applicazione (dalla seconda casa in su) dell’aliquota dello 0,76% rimane. Ma non riguarderà l’imposta ad aliquota dimezzata versata dai proprietari che siano anche soci delle cooperative edilizie né gli alloggi assegnati dagli ex Istituti autonomi case popolari (Iacp).


In materia di sindaci cambiano gli adempimenti per comunicare le manovre sulle aliquote o sull’importo del bonus figli. Dal 2013 le relative deliberazioni dovranno essere inviate esclusivamente per via telematica al sito internet del dipartimento Finanze dove saranno poi pubblicate. L’invio dovrà avvenire entro il 23 aprile e la pubblicazione entro il 30 dello stesso mese se i primi cittadini vorranno renderle applicabili retroattivamente da gennaio. Fermo restando che l’obbligo di utilizzare il web varrà per tutti gli interventi su tributi e tariffe comunali.


Per quest’anno invece ciò che è stato è stato. La bozza del decreto sulle semplificazioni fiscali conferma l’anticipazione a proposito dei versamenti per il 2012. Ai fini dell’acconto di giugno i contribuenti dovranno calcolare il quantum da versare sulla base dell’aliquota di partenza dello 0,4% (0,76% dalla seconda abitazione in poi), senza tenere conto delle eventuali variazioni in su o in giù decise dai sindaci. E lo stesso varrà anche per la detrazione da 200 euro.


Completano il set di modifiche il dimezzamento della base imponibile per «i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, limitatamente al periodo dell’anno durante il quale sussistono dette condizioni». Purché l’inabitabilità sia accertata da un tecnico comunale o dall’autocertificazione del proprietario.

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