martedì 22 maggio 2012

Le casalinghe hanno diritto alla pensione? Non sempre (TGCOM24)

Hanno diritto alla pensione le donne che nel corso della loro vita hanno sempre fatto le casalinghe senza versare contributi? La risposta è: non sempre. Nel caso in cui una persona non abbia mai versato alcun contributo lavorativo, infatti, la sola prestazione alla quale teoricamente potrebbe avere diritto è rappresentata dall’assegno sociale
Per avere diritto a questa pensione è necessario risiedere in Italia, aver compiuto 65 anni e non percepire nessun reddito, o in alternativa percepire un reddito inferiore all’importo attuale dell’assegno sociale. Anche per l’assegno sociale, così come per gli altri tipi di pensioni, l’età viene adeguata all’aspettativa di vita: infatti, a partire dal 2018, per poter riscattare l’assegno sociale sarà necessario aver compiuto 66 anni e non più 65.
L’assegno sociale, in pratica, spetta alla persona non coniugata che non abbia redditi propri o che comunque abbia un reddito inferiore a quello dell’assegno, che per il 2012 corrisponde a 5.557 euro. 
Alla persona coniugata, invece, spetta solo se il suo reddito, insieme con quello del coniuge, risulta inferiore al doppio del valore dell’assegno sociale (quindi, per il 2012, all’importo complessivo di 11.154 euro). 
Va precisato, però, che tali limiti di reddito sono innalzati di anno in anno.
In conclusione, una casalinga (o una persona appartenente a qualsiasi altra categoria sociale) che non abbia mai versato contributi lavorativi può contare solo su un assegno sociale, a patto, però, che il suo reddito sia modesto. 
In caso contrario, dovrà fare affidamento unicamente sulle entrate del marito.

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