La riforma, entrata in vigore il 30 giugno 2024, ma le nuove procedure sono state introdotte progressivamente attraverso una fase di sperimentazione.
Dal 1° gennaio 2027 il nuovo sistema sarà esteso a tutto il territorio nazionale.
A fare il punto sulle novità è ANFFAS, l’Associazione nazionale di famiglie e persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo,
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| guida pratica (QUI) |
che ha elaborato una guida pratica (QUI) sulla riforma introdotta
dal decreto legislativo 62/2024, attuativo della legge delega 227/2021.
Ecco cosa cambia e cosa devono sapere persone con disabilità e famiglie.
Il nuovo sistema recepisce l’impostazione della convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità. L’attenzione non è più concentrata soltanto sulla menomazione o sulla patologia, ma sul rapporto tra la condizione della persona e le barriere presenti nei diversi contesti di vita.
Anche il linguaggio cambia: il riferimento diventa la “persona con disabilità”, mentre vengono superate espressioni come “persona handicappata”, “portatore di handicap” o “diversamente abile”.
La riforma modifica anche la terminologia utilizzata per descrivere il livello di sostegno necessario. Non si parlerà più di “handicap grave” e “non grave”, ma di necessità di sostegno e di sostegno intensivo.
Le nuove categorie prendono in considerazione il livello di supporto necessario alla persona nei diversi ambiti della vita. Ma il cambio di terminologia non significa che scompaiano i benefici collegati all’articolo 3, comma 3, della legge 104: il presupposto per le prestazioni e le agevolazioni, compresi i permessi lavorativi retribuiti, resta sostanzialmente invariato.
fonte:ilsalvagente - ANFFAS

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