Questa settimana dovrebbe finalmente tagliare il traguardo il negoziato Fiat-sindacati sul nuovo contratto per i lavoratori nei siti produttivi in Italia con un’ultima, prevedibilmente molto lunga, giornata di trattative. E intanto nella manovra anticrisi varata dal governo potrebbe essere inserita una norma per salvaguardare i lavoratori in mobilità: ad esserne interessati sarebbero anche gli ex dipendenti di Termini Imerese che altrimenti ricadrebbero nelle nuove condizioni poste dalla riforma delle pensioni. Il relatore ha infatti auspicato che si possa togliere, «a parità di copertura», il tetto dei 50.000 lavoratori da salvare dalla riforma delle pensioni e di dare spazio anche agli accordi per la mobilità «siglati dopo il 31 ottobre», altrimenti alcune grandi realtà, come quella appunto di Termini Imerese, resterebbero fuori.
E, dopo un confronto tecnico tra venerdì e ieri «sulle specificità dei singoli siti» che non sono comprese nel testo generale, il confronto è stato aggiornato a lunedì pomeriggio dopo l’ultima pausa di riflessione. C’è ottimismo tra le delegazioni sindacali che da giorni trattano all’Unione industriale di Torino con la parte aziendale guidata dal responsabile delle relazioni Industriali Paolo Rebaudengo. L’accordo riguarda 86 mila dipendenti in una sessantina di siti italiani e per molti lavoratori – in particolar modo alla Sata di Melfi e alla Fma di Avellino, ma anche per quelli della Teksid – si profila un incremento nelle retribuzioni di una certa consistenza. «Siamo determinati a chiudere l’accordo lunedì – dice Bruno Vitali, responsabile auto della Fim – abbiamo svolto un buon lavoro per dare ordine al sistema retributivo di tutto l’arcipelago Fiat salvaguardando comunque alcune specificità». Tra i punti nell’accordo – della durata di un anno e che non verrà siglato dalla Fiom ( per cui lo sciopero di domani è di 8 ore anzichè 3 come per le altre organizzazioni ), che lunedì scorso ha lasciato il tavolo – ci dovrebbe essere l’aumento di 10 punti percentuali dell’indennità di straordinario. Il premio di competività sarà probabilmente l’ultima questione affrontata prima della firma, mentre ci sarebbe già l’accordo sulla rappresentanza sindacale
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