La legge sulla riforma del mercato del lavoro entrerà in vigore domani, quando saranno trascorsi i 15 giorni dalla pubblicazione del testo sulla Gazzetta ufficiale. Una riforma 'in progress', dato che oggi le commissioni Attività produttive e Finanze della Camera hanno dato il via libera ad alcune modifiche sui capitoli della flessibilità in entrata e degli ammortizzatori sociali, frutto di un'intesa collaborazione tra la maggioranza e il governo. Le modifiche alla legge, veicolate in un emendamento al decreto sviluppo, passeranno ora al vaglio dell'emiciclo di Montecitorio e poi al Senato, in seconda lettura. Tra le novità principali, la proroga delle procedure di mobilità attuali fino al 31 dicembre 2014: una 'mediazione' rispetto alla richiesta avanzata da Pdl, Pd e Terzo Polo che chiedevano un rinvio dell'Aspi dal 2013 al 2014. Cambia anche la normativa sulle aliquote previdenziali: il contributo per le partite Iva e per i co.co.pro rimane al 27% nel 2013 e salirà al 28% nel 2014, per poi arrivare al 33% a partire dal 2018. Si accelera, invece, l'incremento delle aliquote per i pensionati che hanno un altro reddito da lavoro: salirà, progressivamente, dall'attuale 18%, fino a raggiungere il 24% nel 2016, anzichè nel 2018, come previsto dal testo licenziato dal parlamento.
Modifiche anche per i contratti a termine di natura stagionale: gli intervalli si accorciano. Si agevola, inoltre, la possibilità dell'utilizzo dell'apprendistato, prevedendo la possibilità di assumere apprendisti in somministrazione a tempo indeterminato. Per quanto riguarda le nuove partite Iva, i requisiti necessari per certificarne la veridicità (reddito minimo e agente plurimandatario) saranno calcolati su due anni e non su uno. Fino al 2015, inoltre, è garantita la cassa integrazione per le aziende che hanno avviato procedure di fallimento e per quelle sottratte alla criminalità organizzata, nel caso abbiano una prospettiva di "continuazione o ripresa dell'attività e di salvaguardia, anche parziale". "Il governo - commenta il viceministro del Lavoro, Michel Martone - ha agito con pragmatismo per migliorare la riforma". Per Martone, l'iter parlamentare del provvedimento "è stato un lavoro lungo e importante, rispetto al quale i partiti hanno dimostrato un grande senso di responsabilità e le parti sociali hanno dato importanti contributi". "Il governo - aggiunge - farà tutto ciò che è necessario per arginare la grave crisi occupazionale ed economica".
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