Domani il voto finale di Montecitorio
I provvedimenti approvati con la prima fiducia. Con il primo voto di fiducia al ddl Stabilità la Camera ha approvato, tra l'altro, i livelli massimi del saldo netto da finanziare, fissati in 6,6 miliardi per il 2013, 4,1 per il 2014 e 900 milioni per il 2015.
La norma contenuta nel nuovo articolo 1 concede, inoltre, un parziale sblocco del turn over nel comparto sicurezza, derogando da quanto stabilito con la spending review e contro il parere del governo, istituisce un Fondo per la concessione di un credito d'imposta alle imprese della ricerca e sviluppo (da finanziare con il cosiddetto "fondo Giavazzi") e annulla l'allungamento dell'orario dei docenti da 18 a 24 ore settimanali, previsto nel testo licenziato da Palazzo Chigi.
Tra le modifiche apportate durante l'esame in commissione Bilancio figura anche il rifinanziamento dell'Autorità che vigila sugli scioperi nei servizi pubblici e dei Patronati.
I provvedimenti approvati con la seconda fiducia.
Con il via libera all'articolo 2 del ddl Stabilità è stata approvata l'estensione delle tutele previste per gli esodati ad altri 10.130 casi, portando il totale a 130.130, per un costo complessivo di 9,8 miliardi.
La relativa copertura è stata individuata, oltre che nei risparmi derivanti dalle risorse già stanziate per far fronte al problema, dall'eventuale blocco delle rivalutazione delle pensioni che superano di sei volte la "minima". Adeguamento bloccato anche ai vitalizi di parlamentari e consiglieri regionali. La commissione Bilancio della Camera ha inoltre ottenuto che il Fondo "taglia tasse" scatti (fatti salvi gli impegni di bilancio) già dal 2013 in base a valutazioni da inserire nel prossimo Def.
Nel Fondo confluiranno i proventi della lotta all'evasione e della revisione dei benefici fiscali e «la differenza tra la spesa per interessi sul debito pubblico prevista e quella effettivamente erogata».
Il Ddl Stabilità che oggi uscirà dalla Camera si appresta a farlo in una versione decisamente diversa rispetto al testo approvato in Consiglio dei ministri.
Il parlamento, infatti, ha cancellato la diminuzione di un punto delle aliquote Irpef sui primi due scaglioni di reddito (fino a 28.000 euro) ed ha certificato l’eliminazione dell’introduzione della franchigia di 250 euro su detrazioni e deduzioni e il tetto di 3.000 euro alle spese detraibili.
Gli scaglioni e le aliquote Irpef relative all'anno fiscale 2013
| Scaglioni reddito 2013 | Aliquota | Irpef lordo 2013 |
|---|---|---|
| da 0 a 15.000 euro | 23% | 23% del reddito |
| da 15.000,01 a 28.000 euro | 27% | 3.450 + 27% sulla parte eccedente i 15.000 euro |
| da 28.000,01 a 55.000 euro | 38% | 6.960 + 38% sulla parte eccedente i 28.000 euro |
| da 55.000,01 a 75.000 euro | 41% | 17.220 + 41% sulla parte eccedente i 55.000 euro |
| oltre 75.000 euro | 43% | 25.420 + 43% sulla parte eccedente i 75.000 euro |
L’incremento di un punto dell’Iva a cominciare da luglio 2013 sarà circoscritto all’ aliquota ordinaria del 21%. L’aliquota ridotta del 10%, invece, rimarrà invariata.
I provvedimenti approvati con la terza fiducia.
Al centro dell'art.3 le maggiori modifiche fisco e tassazione
( aumento detrazioni deduzioni con retroattività , IRPEF .... annullamento tetti & franchigie ..... , no aumento IVA su aliquota 10% , confermato dal 21% al 22%.... )
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