''Per il rinnovo del Ccsl Fiat - scrivono in una nota congiunta - riteniamo sbagliato e controproducente continuare le trattative seguendo la scia del tavolo di Federmeccanica, in quanto si rischierebbe di non far cogliere le opportunita' presenti al tavolo Fiat e di negare la possibilita' di sviluppare quella specificita' necessaria che abbiamo individuato fin dalla firma del contratto''. Secondo le tre organizzazioni a cui fa capo la maggioranza delle Rsa in Fiat, ''nonostante la crisi economica, ci sono le condizioni per una rapida chiusura del Cssl Fiat, tenendo conto dell'opportunita' che viene offerta ai lavoratori dall'accordo sulla produttivita', che consente di definire aumenti gravati solo del 10% di tassazione''.
Fismic, Uglm e Associazione Quadri spingono per la chiusura della parte economica del contratto Fiat le cui trattative sono state avviate da alcune settimane.
Le tre organizzazioni propongono di accelerare il confronto sui seguenti punti: rinviare la parte normativa ad una Commissione che dovra' concludere i suoi lavori entro la fine della vigenza contrattuale; conglobare i 103 euro in paga base dal primo gennaio 2013; definire un aumento legato alla produttivita' a partire sempre dal primo gennaio 2013, che rispetti le linee del recente accordo da Governo e Parti Sociali e garantisca ai lavoratori di percepire lo stesso importo del premio pagato nel luglio 2012 e tale aumento, in virtu' dell'intesa, sarebbe gravato solo al 10% di tasse; stabilire due tranches di aumento dei minimi per il 2014 e 2015 in grado di adeguare le retribuzioni all'andamento previsto del costo della vita''.
Inoltre Fismic, Uglm ed Aqcf si adopereranno per una rapida e positiva conclusione della procedura di mobilita' per 19 dipendenti aperta dalla Fip di Pomigliano, che si deve concludere senza nessun esubero. Le tre organizzazioni sindacali ritengono la sentenza del Tribunale di Roma ''particolarmente discriminatoria, in quanto se pienamente applicata, vedrebbe un'organizzazione non firmataria favorita nell'assunzione alla Fip rispetto agli iscritti dei Sindacati che hanno sottoscritto l'accordo e ai non iscritti a nessun sindacato''.
Fismic, Uglm ed Aqcf intendono agire ''in tutte le sedi qualora l'applicazione della sentenza penalizzasse i propri iscritti'' e ribadiscono ''il rispetto integrale dell'accordo di Pomigliano, che prevede l'utilizzo di tutta la forza lavoro esistente nello stabilimento G.B. Vico al 15 giugno 2010''.
Le tre organizzazioni propongono di accelerare il confronto sui seguenti punti: rinviare la parte normativa ad una Commissione che dovra' concludere i suoi lavori entro la fine della vigenza contrattuale; conglobare i 103 euro in paga base dal primo gennaio 2013; definire un aumento legato alla produttivita' a partire sempre dal primo gennaio 2013, che rispetti le linee del recente accordo da Governo e Parti Sociali e garantisca ai lavoratori di percepire lo stesso importo del premio pagato nel luglio 2012 e tale aumento, in virtu' dell'intesa, sarebbe gravato solo al 10% di tasse; stabilire due tranches di aumento dei minimi per il 2014 e 2015 in grado di adeguare le retribuzioni all'andamento previsto del costo della vita''.
Inoltre Fismic, Uglm ed Aqcf si adopereranno per una rapida e positiva conclusione della procedura di mobilita' per 19 dipendenti aperta dalla Fip di Pomigliano, che si deve concludere senza nessun esubero. Le tre organizzazioni sindacali ritengono la sentenza del Tribunale di Roma ''particolarmente discriminatoria, in quanto se pienamente applicata, vedrebbe un'organizzazione non firmataria favorita nell'assunzione alla Fip rispetto agli iscritti dei Sindacati che hanno sottoscritto l'accordo e ai non iscritti a nessun sindacato''.
Fismic, Uglm ed Aqcf intendono agire ''in tutte le sedi qualora l'applicazione della sentenza penalizzasse i propri iscritti'' e ribadiscono ''il rispetto integrale dell'accordo di Pomigliano, che prevede l'utilizzo di tutta la forza lavoro esistente nello stabilimento G.B. Vico al 15 giugno 2010''.

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