Il proprietario che registra il contratto in ritardo, ma prima dell’inquilino, evita il canone ridotto
Registrazione a canone ridotto - Corsa contro il tempo per i proprietari di case, prima che gli inquilini si rendano conto del formidabile strumento anti evasione a loro disposizione, e cioè l’ottenimento di un affitto abbastanza ribassato attraverso la “denuncia” del contratto. Dal lato dei proprietari, conviene invece essere i primi ad effettuare il ravvedimento, pagare le sanzioni, ed evitare un canone notevolmente ridotto. La questione parte dai commi 8 e 9 dell'articolo 3 del Dlgs 23/2011 (in merito alla "cedolare secca" sugli affitti) in sostanza, per i contratti di locazione abitativi, che non sono registrati entro il termine previsto (o registrati con canone inferiore o come comodati fittizi), la durata della locazione è stabilita in quattro anni (più altri quattro di rinnovo automatico) a decorrere dalla data della registrazione, volontaria o d'ufficio, e il canone annuo è pari al triplo della rendita catastale, (da metà a un settimo degli affitti reali, soprattutto nelle grandi città).
La sanatoria - Esisteva una sanatoria se la registrazione fosse stata effettuata entro il 7 giugno 2011. Da questa data gli inquilini potevano infatti effettuare da soli la registrazione del contratto in nero, ottenendo così il maxi sconto sul canone.
La soluzione per regolarizzare – Per i locatori invece la soluzione più conveniente per evitare il canone ultraridotto, è quella di affrettarsi a registrare (in ritardo) il contratto, utilizzando lo strumento del ravvedimento operoso. Per la regolarizzazione bisogna recarsi presso gli uffici dell'Agenzia delle Entrate, e registrare il contratto di locazione con l'indicazione della data di stipula del contratto.
Sanzioni ridotte - Se questo viene fatto entro il termine della dichiarazione dei redditi relativa all'anno in cui è stato omesso l'adempimento, le sanzioni sono ridotte a poca cosa e in termini puramente economici sono di gran lunga più convenienti rispetto alla riduzione del canone di locazione. La soluzione porterebbe al pagamento della sanzione ridotta dovuta, e degli interessi di mora, con esclusione, oltretutto, dell'imposta di registro se si è optato per la cedolare secca (come del resto previsto dalla circolare delle Entrate n. 26/E del 1º giugno 2011).
Nessuna rincorsa alla denuncia – Dai dati ufficiali riportati dal segretario generale del Sunia (Sindacato nazionale inquilini e assegnatari), non vi è stata nessuna fretta degli inquilini a "denunciare" i proprietari, e né di questi ultimi a mettersi in regola, a riprova di come sia difficile modificare la pessima cultura della locazione. Tuttavia più opportuna sarebbe stata la possibilità per gli inquilini di detrarre dall'Irpef una parte dell'affitto.
La sanatoria - Esisteva una sanatoria se la registrazione fosse stata effettuata entro il 7 giugno 2011. Da questa data gli inquilini potevano infatti effettuare da soli la registrazione del contratto in nero, ottenendo così il maxi sconto sul canone.
La soluzione per regolarizzare – Per i locatori invece la soluzione più conveniente per evitare il canone ultraridotto, è quella di affrettarsi a registrare (in ritardo) il contratto, utilizzando lo strumento del ravvedimento operoso. Per la regolarizzazione bisogna recarsi presso gli uffici dell'Agenzia delle Entrate, e registrare il contratto di locazione con l'indicazione della data di stipula del contratto.
Sanzioni ridotte - Se questo viene fatto entro il termine della dichiarazione dei redditi relativa all'anno in cui è stato omesso l'adempimento, le sanzioni sono ridotte a poca cosa e in termini puramente economici sono di gran lunga più convenienti rispetto alla riduzione del canone di locazione. La soluzione porterebbe al pagamento della sanzione ridotta dovuta, e degli interessi di mora, con esclusione, oltretutto, dell'imposta di registro se si è optato per la cedolare secca (come del resto previsto dalla circolare delle Entrate n. 26/E del 1º giugno 2011).
Nessuna rincorsa alla denuncia – Dai dati ufficiali riportati dal segretario generale del Sunia (Sindacato nazionale inquilini e assegnatari), non vi è stata nessuna fretta degli inquilini a "denunciare" i proprietari, e né di questi ultimi a mettersi in regola, a riprova di come sia difficile modificare la pessima cultura della locazione. Tuttavia più opportuna sarebbe stata la possibilità per gli inquilini di detrarre dall'Irpef una parte dell'affitto.
Nessun commento:
Posta un commento